L’intelligenza artificiale darà una svolta fondamentale alla conoscenza e alle possibilità di concepimento, sia naturali sia attraverso la pma. Lo afferma, tra gli altri, anche il professor Antonio Pellicer, uno degli storici specialisti della fertilità e della procreazione assistita.
“Nei prossimi 5 anni ci sarà una svolta tecnologica con il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale” ha detto il professore, “Negli anni ’80 la probabilità che un embrione attecchisse era del 6%, oggi siamo al 65% e presto arriveremo al 70-75%. Non arriveremo mai al 100%, ma i progressi sono straordinari”
“Nei prossimi 5 anni la Pma vedrà una svolta. I ginecologi dovranno integrare competenze nuove – genetica, infertilità maschile, laboratorio – e confrontarsi con l’intelligenza artificiale. Già oggi tante pazienti arrivano da noi dopo aver chiesto consiglio a ChatGpt. La genomica sarà decisiva per capire quali embrioni hanno reale capacità di impianto. Attraverso le biopsie abbiamo a disposizione l’intero codice genetico, non per definirne i tratti fisici, ma per individuare, con il supporto dei genetisti e dell’intelligenza artificiale, quali embrioni hanno le migliori chance di diventare gravidanze. E’ questa la sfida del futuro per ridurre ulteriormente il gap che ancora esiste”.
“La procreazione medicalmente assistita ha aiutato tante coppie che avevano bisogno di avere figli, ma oggi rappresenta anche un metodo fondamentale per compensare il calo di natalità” conclude il professore, “Per questo è necessario che lo Stato e l’Unione europea investano di più, sostenendo anche le coppie che non hanno le possibilità economiche di accedere ai trattamenti”.