Il nostro desiderio

Abbiamo iniziato a cercare di avere un figlio 2 anni e mezzo fa. All’inizio eravamo fiduciosi, ma mese dopo mese la nostra fiducia si è affievolita.  Abbiamo fatto controlli, non è emerso niente, forse una leggera pigrizia dei suoi soldatini, ma niente di insormontabile, per questo abbiamo deciso di iniziare con la Fecondazione Assistita di 1 livello, ma 2 tentativi sono stati vani per questo abbiamo preso una pausa dalla “medicina”. Siamo quasi coetanei e la voglia di avere un figlio è di entrambi molto alta….ogni mese ci speriamo sempre ma non succede mai.. Siamo in procinto di uno spostamento e spero nella nuova città di poter essere seguita e che finalmente  riusciremo a realizzare il nostro desiderio.

La vita in bianco e nero

La nostra storia inizia il giorno di carnevale del 2015, quando aprendo la mail del laboratorio scopro che mio marito ha pochi soldatini e lenti, ed è stato in quel momento che ho capito il vero significato della frase “è stata una doccia fredda” perché ti si gela la testa e ti si bloccano i pensieri e le parole. Non sapevo come comunicarlo a lui perché non era una cosa che si sarebbe mai aspettato come me. Ricordo ancora il suo viso che si fa grigio e cupo, da quel momento non è più cambiato. Rimane difficile l’accettazione che la persona che ami possa essere la stessa che in qualche modo ti nega il realizzarsi di un sogno; è una lotta vera e propria quotidiana per non far andare in pezzi un matrimonio e rinsaldare un rapporto così fortemente provato. Noi possiamo dire di esserci riusciti, riusciamo ancora a ridere e pensare che data la nostra giovane età ce la faremo e che se dobbiamo spendere tutto quello che abbiamo per questo saranno i soldi meglio spesi della nostra vita. Credo di non essere mai stata tanto innamorata di lui come in questi mesi, le difficoltà mi hanno […]

Casomai…Fivet

Anche l’11 di febbraio è arrivato e dopo un mese di attesa, finalmente Vesevo ed io verremo ricevuti dal Doc, il mentore in materia di concepimento. Eccoci dopo anni di deludenti aspettative, siamo decisi a fare un passo avanti, ad iniziare il nostro cammino incamminandoci verso quella strada che per anni è stata transennata per lavori e che ora sembra l’unica mia via di salvezza. Sorrisetto spensierato in faccia, cartelletta con esami precedenti sotto braccio e quell’ansia di trovare un altro stronzo sul nostro cammino, mano per la mano ci siamo accomodati in saletta in attesa di essere chiamati, così come ordinato dall’assistente all’ingresso. Lo ricordiamo tutti come è andato il precedente approccio alla medicina, la professorona che con quei suoi occhialetti orribili, circa tre anni fa mi aveva guardato dall’alto verso il basso con aria di sufficienza e con voce irritante mi aveva chiesto: “E voi che ci fate qui??”. Ma che razza di domanda mi fai?? secondo te? sai quanto tempo ho passato per decidermi a venire? hai idea delle liste di attesa che ci sono?? Siamo qui per ordinare due pizze che dici?? …. Mmmm come mi prudono ancora le mani. E’ proprio vero che a volte la differenza la fanno la persona […]

La mia vita in attesa… della cicogna!

Eccomi qui, seduta in un angolino del divano ad aspettare l’imminente arrivo del ciclo. L’ennesimo. Era il 5 Marzo del 2015 quando io e mio marito, per gioco e quasi inconsapevolmente, decidemmo che quel mordi e fuggi prima di recarci a lavoro sarebbe stato il primo tentativo di avere un figlio. Da allora è passato un anno e 9 mesi circa; 21 mesi durante i quali la speranza si è alternata all’ansia del conteggio dei giorni, all’angoscia di non avercela fatta e alla successiva rassegnazione. Ogni maledetto mese. Certamente all’inizio non era così, quando mi dicevo – ci dicevamo – “Ma sì, ci vuole qualche mese di tentativi, non bisogna preoccuparsi”. E poi si sa come finisce, con te che cominci a far calcoli, acquisti test ovulatori e quasi comprometti un sereno rapporto di coppia. Poi rinsavisci e decidi finalmente che è arrivato il momento di fare dei controlli approfonditi: tutto perfetto, a parte una retroversione dell’utero che mi dicono non essere influente; perfetti anche gli esami di lui. E continui a chiederti cosa c’è che non va, tenendoti dentro tutto il tuo dolore, mentre amici e parenti indiscreti cominciano a fare domande scomode, la cui risposta non […]

VIVA LA VITA

CIAO LA MIA STORIA E’ UNA STORIA A LIETO FINE FATTA DI TANTISSIMI SACRIFICI, TANTA FORZA MENTALE E TANTO AMORE. UNA STORIA COME TANTE ALTRE:DOPO 8 ANNI DI ATTESA ABBIAMO CONOSCIUTO UN “ANGELO” LA DOTTORESSA ANGELA PALUMBO, IL 02/11/2010, CHE CI HA PROSPETTATO UN’INSEMINAZIONE A TENERIFE, ABBIAMO ACCETTATO E MI SONO SOTTOPOSTA ALLE CURE ORMONALI (NON VI DICO QUANTI ESAMI DIAGNOSTICI PRIMA). IL 07/12/2010 SIAMO PARTITI PER TENERIFE E SIAMO RIMASTI LI FINO IL 23/12/2011, AVEVO LA TUBA DX CHIUSA ED OVULAVO AIME SOLO DA QUELLA TUBA (ABBIAMO EFFETTUATO I MONITORAGGI FOLLICOLARI PER 18 MESI E NON AVEVO MAI OVULATO DALLA TUBA SX) SIAMO RITORNATI PIENI DI PAURE ED ANZIE DA TENERIFE. I GIORNI A CASA NEL PERIODO NATALIZIO SONO STATI LUNGHI E NON VEDEVO L’ORA CHE ARRIVASSE IL GIORNO DELLE BETA……IL 06/01/2011 NON RESISTO, IL TEST E’ POSITIVO. NON ERAVAMO NE’ FELICI NE’ TRISTI, MA TANTO IMPAURITI E POI CI SI E’ MESSA UNA GRAVIDANZA DIFFICILE, MAI UN SORRISO ERO PRIVA DI SENSIBILITA’ MA TUTTO HA CAMBIATO COLORE IL GIORNO DEL PARTO. IL MIO CUORE DI GHIACCIO SI E’ RIEMPITO D’AMORE NEL VEDERE DILETTA UNA MINUSCOLA CUCCIOLA BELLISSIMA E PERFETTA UN DONO DEL SIGNORE. HO SCRITTO A DILETTA UN DIARIO PER OGNI GIORNO DALL’INIZIO […]

Confessioni di una aspirante madre

Tutta colpa della cicogna. Se la cicogna avesse fatto il suo dovere, Emma sarebbe una donna felice. E non un’Aspirante Madre. Invece eccola qui, dalla parte sbagliata dei 35, con una terrazza piena di rose e un amorevole Consorte… Cosa manca? È ovvio, un bambino. Che, ostinatamente, non arriva. Proprio mentre tutte le amiche, come per epidemia, rimangono incinte, e il mondo sembra essere popolato solo da donne con il pancione. Così Emma guarda di nascosto le vetrine prémaman, passa ore interminabili nelle sale d’aspetto dei centri fertilità, compila una lista scaramantica di Mamme Tardive Over 40, passa il suo sguardo scanner su tutte le donne che incontra (non sarà incinta, anche lei?) e si prepara per le Missioni Suicide: la visita in ospedale al neonato di turno (e relativa neomamma estasiata). Ma cosa c’è che non funziona? Qual è il responso di medici, specialisti, oroscopi? Esame dopo esame, capitolo dopo capitolo, Emma scopre il significato di una sigla fino a quel giorno misteriosa, Fivet. E, anzi, quelle cinque lettere che stanno per fecondazione artificiale diventano tutta la sua vita, una Vita in Vitro. Ed è dura, la vita di un’Aspirante Madre. Anche perché, come spesso accade, le […]

ansia prima del matrimonio

esattamente un mese prima di sposarmi la ginecologa mi diede la brutta notizia……ovaio multi policistico, le sue parole mi gelano ancora il sangue….”signora, quando deciderà di avere un figlio, inizieremo una cura ormonale e speriamo di avere qualche risultato, ma non le assicuro nulla, sarà un percorso lungo e difficoltoso vista la sua situazione….”   Per questo motivo, per una settimana non sono riuscita a parlare con colui che doveva diventare mio marito, stavo male e in testa mi continuavano a risuonare le parole della ginecologa, e fiumi di lacrime scendevano dai miei occhi…… Poi ho accantonato il pensiero a causa di tutti i vari preparativi matrimoniali…… Da subito ho cercato di avere un bimbo, le parole della ginecologa mi tornavano in mente ma cercavo di non farci caso….. il 21 giugno mi sono sposata……il 30 agosto ho fatto il test di gravidanza…….POSITIVO!!!!!!!    Ho mandato al diavolo la ginecologa e le sue parole……….   Ragazze, non abbattetevi, la medicina non sa tutto….. Nel 2009 ho partorito il mio primo figlio e nel 2011 il secondo……purtroppo nel 2013 ho avuto un aborto….altrimenti sarebbero 3!!!!!!! E per fortuna non potevo averne…….. Un forte abbraccio a tutti quelli che si […]

Il mio ginecologo è nato il 17 marzo

Devo fare due iniezioni sottocutanee al giorno, una la mattina, una la sera. No, la sera sono due: insieme agli ormoni devo iniettarmi un altro farmaco, il soppressore, per evitare ovulazioni intempestive. Non ho mai fatto un’iniezione prima d’ora. La mia amica Ella m’ha spiegato come fare, come mischiare polvere e liquido nella fiala, come tirare su con la siringa, spingere lo stantuffo per eliminare l’aria, picchiettare sulla siringa per far salire le ultime bolle d’aria, e ce n’è sempre una o due, microscopiche, che restano lì a farmi morire d’ansia: e se entrano in circolo e mi si blocca la circolazione? Mi chiudo in bagno, e apparecchio tutto su un asciugamano pulito steso sul pavimento. Fuori la gatta raspa, e si lamenta. Tolgo il cappuccio all’ago. Non si toglie. Spingo, giro, tiro, smadonno, sudo, spingo ancora e… trac, l’ago si rompe. Ok, avevo previsto qualcosa del genere, ecco perché ho comprato quantità industriali di siringhe da insulina. Prendo un altro ago, faccio leva sul cappuccio, spingo, giro, tiro, smadonno, sudo, spingo ancora e… trac, l’ago si rompe. Nel mio dito. Un fiotto di sangue rosso scuro sgorga e macchia asciugamano, pavimento, mano e braccia… pare la scena […]

Un’odissea mai cominciata. E sono felice così.

Dopo circa due anni di tentativi secondo Madre Natura, senza successo, il mio compagno mi ha convinta ad andare a fare una visita, per cercare di capire se la medicina poteva aiutarci a capire cosa non andava. Ho 42 anni adesso, all’epoca ne avevo 40. La prima cosa che ho fatto è stata andare dal medico di base, per farmi fare la ricetta. Mi dice “Guardi, qui in città c’è proprio un centro di ricerca specializzato in queste cose. Ma lei quanti anni ha?” “Quaranta” rispondo. “E non poteva pensarci prima?” risponde lui. (—) No, non ci ho pensato prima, perché un uomo con cui valesse la pena fare progetti seri l’ho conosciuto solo adesso, perché prima sono stata impegnata a cercare di stabilizzare la mia sicurezza economica in 10 difficili anni di contratti a progetto, e perché, alla fine, sono affari miei, personali, o no? Poi mi scrive la ricetta. Dice “Scrivo ‘per infertilità’, ma è così, giusto per capirci, non è che voglio dire….” E torno a casa già un pò frustrata da quel dottore al quale, durante l’università, non hanno insegnato proprio niente sul rapporto umano col paziente.. ma vabbeh, vado avanti. Ci rechiamo entrambi […]

La mia storia

La mia storia è cominciata un triste 14 febbraio del 2013. Ero felice di aspettare il mio secondo bambino, ero incinta di dodici settimane ed aspettavo ansiosa di fare l’esame della translucenza nucale in ospedale. Attorno a me tante mamme con il pancione, felici con i compagni, ed io li con mio marito, che non vedevo l’ora di vedere il nostro bambino sul monitor. Finalmente arrivò il mio turno, entrai traboccante di gioia e impazienza e mi ritrovai a fissare uno schermo vuoto. Ricordo il gelo nel cuore, la paura, la sensazione di irrealtà di quel momento. La dottoressa e mio marito che mi scuotevano perché improvvisamente ero sbiancata in volto, che mi dicevano, con parole come pugni in pieno volto che non mi dovevo sentire male, che non dovevo reagire cosi!!! Ricordo che non piansi, non dissi una sola parola, ero attonita incredula sotto shock. Non c’era battito, il mio bambino era morto e dovevo fare al più presto il raschiamento perché rischiavo una grave infezione. Aborto interno. Ho pianto per due giorni “interi”, un pianto silenzioso come pioggia fine,  smettendo solo in quei rari momenti in cui riuscivo ad appisolarmi. Il giorno del raschiamento un’infermiera mi […]