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	<title>fecondazione assistita &#8211; Parole Fertili</title>
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	<title>fecondazione assistita &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>Un viaggio chiamato Speranza.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 18:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 42 anni a novembre. Io e il mio compagno stiamo insieme da 9, da 3 conviviamo, da 4 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio, o quanto meno a non evitarlo. Dopo un anno di tentativi sentivo che c&#8217;era qualcosa che non andava&#8230;feci i miei esami di controllo di base&#8230;chiesi a lui di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 42 anni a novembre. Io e il mio compagno stiamo insieme da 9, da 3 conviviamo, da 4 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio, o quanto meno a non evitarlo.</p>
<p>Dopo un anno di tentativi sentivo che c&#8217;era qualcosa che non andava&#8230;feci i miei esami di controllo di base&#8230;chiesi a lui di fare l&#8217;unico esame che serviva&#8230; sempre si rifiutava, sempre trovava scuse. C&#8217;ho messo 2 anni a fargli fare finalmente uno spermiogramma. Poi ho continuato con tutte le indagini possibili.</p>
<p>Nulla . Non c&#8217;è una causa . Sine causa dicono i medici&#8230;. conta però la mia età e la bassa riserva ovarica. A nessuna donna viene insegnato che è importante sapere la propria riserva ovarica e tenerla sotto controllo per nn precludere nulla nella vita. Decidiamo di provare con la Fivet&#8230;.lui molto resistente,&nbsp; d&#8217;un tratto era cattolico&#8230;&#8221;.andiamo contro Dio&#8230;Dio nn vuole sennò ce lo avrebbe mandato&#8230;non andiamo contro Dio..&#8221;..Io ho sempre creduto nel detto Aiutati che Dio ti aiuta&#8230;.</p>
<p>Primo tentativo.&nbsp; Fallito.</p>
<p>E lui che mi diceva che ci dovevamo rassegnare&#8230;</p>
<p>Secondo tentativo. Fallito.</p>
<p>&#8220;Ora capirai che bisogna rassegnarsi&#8221;</p>
<p>No. Io non l ho capito&#8230;io non riesco a rassegnarmi. Io non accetto di non avere questa preziosa opportunità di avere un figlio.</p>
<p>Tutto questo &#8230;.mette la nostra coppia in crisi&#8230; spesso&#8230;poi ci ritroviamo&#8230;per poi riperderci nei nostri dolori&#8230;incolpandoci del tempo perso&#8230;della nostra immaturità affettiva degli anni passati&#8230;. pensavamo che la realizzazione fosse avere un ottimo lavoro e una buona posizione&#8230;oggi so che non mi basta&#8230;.e continuerò ancora un altro po&#8217;&#8230;in questo viaggio chiamato Speranza.</p>
<p>#UnaStoriaUnLibro</p>
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		<title>Quando testa e cuore non bastano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacky]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 15:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio desiderio e la mia determinazione non bastano.</p>
<p>Ho avuto due aborti spontanei nel 2017 e nei successivi 2 anni sono seguite una serie infinita di esami e terapie farmacologiche che non hanno dato gli esiti sperati. Il mio problema non è stato rimanere incinta ma riuscire a portare avanti la gravidanza. Con la paura di un terzo fallimento, insieme a degli esami non brillanti miei e di mio marito, non abbiamo più voluto provare spontaneamente ad avere un figlio ed abbiamo scelto di affidarci a un centro di PMA. Per me è come dire &#8216;pensateci voi, sollevatemi dal compito di rimanere incinta solo con le mie forze&#8217;. Delego questa responsabilità ad altri. Ma al tempo stesso mi sento impotente perché non funziona come è sempre stato: mi impegno, faccio sacrifici, faccio tutto al meglio, quindi il risultato deve arrivare per forza. Altra cosa che fatico a gestire sono le tempistiche, abituata alla situazione problema, azione per risolverlo, risultato tutto nel più breve tempo possibile, questi ultimi due anni in balia di terapie con tempistiche lunghe e non determinate da me sono stati duri da accettare.</p>
<p>Ho iniziato la stimolazione ormonale da cinque giorni, oggi ho fatto la mia prima eco dopo 4 punturine e già sono in ansia e tendente a demoralizzarmi perché i miei follicoli erano e sono piccolissimi. Mi dico che è prematuro un disfattismo del genere. Eppure lo provo. Come riuscirò ad affrontare questo percorso verso la ICSI? Dove trovo una sana dose di ottimismo? Oppure come mi preparo ad un eventuale insuccesso?</p>
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		<title>Mamme con il punto interrogativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cicognacisei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 08:30:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara cicogna, anche quest’anno è arrivata la festa della mamma. Ed io oggi penso e ripenso a tutte quelle donne che stanno lottando. E allora auguri a loro. Auguri a tutte le mamme con il punto interrogativo. Auguri alle donne che temono di non diventarlo mai. Auguri a quelle fuori dal laboratorio analisi, a quelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cara cicogna,</p>
<p>anche quest’anno è arrivata la festa della mamma.</p>
<p>Ed io oggi penso e ripenso a tutte quelle donne che stanno lottando.</p>
<p>E allora auguri a loro.</p>
<p>Auguri a tutte le mamme con il punto interrogativo.</p>
<p>Auguri alle donne che temono di non diventarlo mai.</p>
<p>Auguri a quelle fuori dal laboratorio analisi, a quelle con una sola linea rossa sul test.</p>
<p>Auguri a chi piange guardando quello zero crudele, a chi deve buttare via medicine e siringhe.</p>
<p>Auguri alle donne che “ma questo figlio lo vuoi davvero?”, a quelle che “non pensarci ed arriverà”.</p>
<p>A quelle che “non devi essere invidiosa”, a quelle che “il figlio a tutti i costi non va bene”.</p>
<p>A quelle che devono dimostrare di essere idonee, a quelle che devono fare il mutuo per diventare mamme.</p>
<p>Auguri a quelle che devono prendere un aereo per cercare una parte di se.</p>
<p>Auguri alle mamme senza pancione.</p>
<p>Auguri alle mamme dietro un pc.</p>
<p>Auguri alle donne che piangono sole, a quelle incazzate, a quelle stanche.</p>
<p>Auguri alle donne che si sentono vuote.</p>
<p>Auguri alle mamme che mamme ancora non sono.</p>
<p>Auguri a tutte voi, abitanti di questo mondo nascosto che è il web. A tutte voi che soffrite e sperate. A quelle con il loro bimbo tra le braccia, a quelle con due bimbi a riempire la vita, a quelle con il pancione, a quelle ancora in corsa. Auguri a quelle che oggi piangono e basta.</p>
<p>Ed io cicogna oggi cosa sono?</p>
<p>Non lo so, ma forse, una piccola vita è dentro di me.</p>
<p>Questa volta lo dico. Non farlo non è servito a nulla un anno fa.</p>
<p>Sono incinta. Ora e qui.</p>
<p>Non posso prevedere come andrà ma, cara cicogna, voglio concedermi di scriverlo.</p>
<p>È un sussurro il mio, pieno di paura e colmo di gioia.</p>
<p>Ieri ho visto il suo nido. Piccolo ma nel posto giusto.</p>
<p>Ora posso solo sperare che lui cresca e che resti con me per sempre.</p>
<p>Nella speranza che questa sia anche la nostra festa un giorno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal mio blog https://cicognacisei.wordpress.com/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi l’ha dura, la vince</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandra_pippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 06:59:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sposiamo nel 2013 con un matrimonio da sogno e ad inizio 2014 iniziamo la ricerca del nostro cucciolo (35 anni io, 33 anni lui). A maggio rimango incinta ma a 8 settimane inizia l’incubo: perdite di sangue, corsa in ospedale e il fagiolino non c’è più. Raschiamento. Passiamo settimane di disperazione e facciamo veramente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sposiamo nel 2013 con un matrimonio da sogno e ad inizio 2014 iniziamo la ricerca del nostro cucciolo (35 anni io, 33 anni lui). A maggio rimango incinta ma a 8 settimane inizia l’incubo: perdite di sangue, corsa in ospedale e il fagiolino non c’è più. Raschiamento. Passiamo settimane di disperazione e facciamo veramente tanta fatica ad accettarlo.</p>
<p>Mi trovano un utero subsetto (non è questa la causa, dicono) e a dicembre 2014 mi operano e sistemano il problema. Appena possibile ricominciamo la ricerca. Questa volta non arriva. Il mio ciclo è ballerino, assumo ormoni su indicazione del ginecologo. Dopo quasi 1 anno (gennaio 2016) effettuiamo tutte le analisi presso il S. Anna di Torino. Diagnosi: infertilità idiopatica, ovvero senza una causa riconoscibile.</p>
<p>Veniamo inseriti in lista di attesa per la fecondazione assistita (1 anno di attesa). Nel mentre continuiamo la ricerca, sempre più demoralizzati e tristi. A settembre 2016 la svolta: sono incinta!! Ma all’ecografia a 8 settimane vediamo che si tratta di un “uovo chiaro” ovvero senza nucleo. Così avviene l’aborto spontaneo.</p>
<p>Siamo increduli: perché sta capitando tutto a noi? Due mesi dopo ricominciamo la ricerca, non voglio mollare. A maggio 2017 ci chiamano per la fecondazione assistita. Fatti tutti gli esami, ci prepariamo alla stimolazione dopo il ciclo mestruale di luglio. Ma il ciclo non arriva. Disperata, incazzata ed esasperata, dopo 24 giorni di ritardo, su insistenza di mio marito, faccio il test: sono incinta!! Oggi, 3 febbraio sono in attesa del nostro piccolo amore che arriverà a metà marzo. Sono stati 4 anni tutti in salita ma chi l’ha dura, la vince!!</p>
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		<title>Volevo la pancia, questa è la realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luisamusto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 06:52:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiunque abbia difficoltà di procreazione si è sentito dire a un certo punto “perché non adotti? Ci sono tanti bimbi abbandonati, almeno fai del bene”…è successo anche a me.Tralascio il fatto che tutta questa abbondanza di bambini è in realtà apparente, perché si aprirebbe un capitolo lunghissimo su affidabilità vs adottabilità, case famiglia eccetera. Tralascio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque abbia difficoltà di procreazione si è sentito dire a un certo punto “perché non adotti? Ci sono tanti bimbi abbandonati, almeno fai del bene”…è successo anche a me.Tralascio il fatto che tutta questa abbondanza di bambini è in realtà apparente, perché si aprirebbe un capitolo lunghissimo su affidabilità vs adottabilità, case famiglia eccetera.</p>
<p>Tralascio anche il fatto che aborro profondamente la visione dell’adozione come di un atto di generosità, visto che per me è semmai l’incontro di due esigenze e non solo un modo di far del bene a qualcuno. Diversamente adotterebbero solo quelli che i bambini li possono avere e non gli infertili, che hanno bisogno anche di far del bene a se stessi oltre che a un piccolo. Credere di essere benefattori e avere per questo diritto a una riconoscenza eterna penso sia il miglior modo per veder fallito un progetto adottivo. Perché forse non tutti lo sanno, ma anche le adozioni falliscono. Capita.</p>
<p>Non ho mai messo scuse in campo…ci vuole troppo tempo, ci vogliono troppi soldi, è un percorso troppo pesante. Nel mio iter pma ho speso tantissimo, ho visto volar via mesi e mesi, mi sono vista rivoltare come un calzino e ho affrontato pesantissimi conti con me stessa, psicologici e fisici. Ho portato avanti battaglie. Ho superato dolori. Il 21 luglio 2010 ho perso un bambino e credevo di morire. Sono morta anzi…e sono tornata solo per andare avanti e arrivare a mio figlio, che sapevo che mi stava aspettando e che sarebbe arrivato prima o poi. Ero io a dovermi impegnare per raggiungerlo.</p>
<p>Non ho mai nemmeno parlato del problema dell’abbandono. “Devi essere forte per adottare, sono bambini abbandonati”. Francamente non mi ha mai spaventata questo…e di certo non è stata la base delle mie scelte. Fossi stata convinta avrei affrontato anche quello con umiltà e voglia di imparare. Non si nasce genitori, comunque arrivino i figli. E’ un processo che evolve di giorno in giorno, nasce una famiglia e cresce insieme a un bambino. Non esistono manuali e non esistono esperti.</p>
<p>La realtà era più semplice e non me ne sono mai vergognata: io volevo la pancia. VOLEVO LA PANCIA. Volevo iniziare a conoscere mio figlio e a fantasticare su di lui fin da quando, lungo 3 mm, lo avrei visualizzato in una ecografia, il cuoricino che batteva e lui a forma di virgoletta. Volevo l’ansia che prende tra una visita e l’altra, il desiderio di comprarti sofisticate apparecchiature milionarie per monitorare giorno e notte la sua crescita.</p>
<p>Volevo vederlo diventare da virgoletta mini bimbo, con tutte le sue cose a posto, fare scommesse sul sesso, pensare a 200 nomi e ripeterli 200000 di volte per vedere “che effetto fa”. Volevo un giorno star seduta davanti alla TV e improvvisamente toc toc eccolo lì, avere il privilegio per settimane di sentirlo solo io, svegliarmi la notte e lui attivo e arzillo. Volevo comprarmi i vestiti e ridere dei miei pantaloni troppo stretti, passeggiare parlando con lui e nascondendomi dagli altri per non essere presa per matta, raccontargli che mondo gli stavo preparando e che madre sarei stata, consapevole che poi tutto sarebbe stato stravolto dal suo arrivo, anche io. Nulla di quello che avevo progettato si è poi verificato, sono una madre senza programmi, a volte variabile. Piuttosto flessibile.</p>
<p>Volevo arrivare ai monitoraggi, quelli in cui ti mettono quella grande cintura e tutto il reparto sente TUM TUM TUM, tu sorvegli quella carta che scorre, un elettrocardiogramma d’amore. Volevo esserci dai suoi primi momenti, volevo mi guardasse appena nato e scoprisse che ero io quel cuore che lo cullava, quella voce che gli parlava, quell’amore che lo aveva amato da prima che esistesse. Volevo provare ad allattarlo e se non ci riuscivo pazienza, volevo farmi due lacrimucce e passare ad un confortante biberon, volevo pesarlo, cambiarlo e essere fiera della sua crescita.</p>
<p>Non ero pronta a rinunciare a tutto questo. Ergo non ero pronta ad adottare. Semplicemente. Per farlo ci vuole prima di tutto una mancanza di rimpianto per tutti questi passi che non vivrai. E io non l’avevo. Sarei stata piena di rimpianti. Non è giusto, per nessuno. Non sarebbe stato giusto per il bimbo, che avrei certo amato ugualmente, dei geni mi importa meno di zero, dell’eventuale colore della pelle idem. Ma non sarebbe stato giusto nemmeno per me. Mi sarei privata di qualcosa cui non ero pronta a privarmi.</p>
<p>Non credo ci sia nulla di male, non accetto classifiche, non ne faccio e non ne voglio per me stessa. Ho sempre reagito molto male alle frasi fatte, al “quella sì che è una scelta d’amore”, al facile e becero giudizio di chi non si trova a dover fare scelte…e quindi sta in una posizione comodissima. Su un pulpito generalmente.</p>
<p>Nessuno è bravo o egoista. Siamo tutti qui con un desiderio, una strada per raggiungerlo e le nostre armi per farlo. Diventare genitore è una scelta d’amore e d’egoismo contemporaneamente. Tutti fanno un figlio…o lo adottano…per se stessi, di certo non per beneficiare l’umanità. Siamo miliardi, non serve certo nostro figlio per migliorare il mondo. E visto che per ogni bimbo adottabile ci sono dalle 5 alle 10 coppie disponibili…pure se non adotti di certo non cambia molto l’equilibrio dell’universo.</p>
<p>Scegli di provare a diventare genitore perché lo desideri. Per te. Per la tua vita.</p>
<p>Credo si debba essere sempre orgogliosi delle proprie scelte. Sono le nostre. Sono personali. Vergognarsene e accampare scuse è svilirsi. E svilirle.</p>
<p>Per prima cosa occorre cercare dentro di sé la cosa più importante: la verità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post è sul mio blog&nbsp;https://fertilemente.wordpress.com/</p>
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		<title>Storia semiseria di un’aspirante mamma: PMA e diavolerie simili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[linda andreani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 11:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io faccio parte di quella categoria di donne che fa, sempre, e dico sempre, fila alla cassa sbagliata. Quindi, non mi sono stupita più di tanto quando, incolonnandomi idealmente nella fila “DONNE ASPIRANTI MAMMA” al momento di riscuotere la mia beneaugurale dose di fortuna, il Cassiere (rectius : destino, provvidenza, Dio, Buddha ecc. ecc) ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Io faccio parte di quella categoria di donne che fa, sempre, e dico sempre, fila alla cassa sbagliata. Quindi, non mi sono stupita più di tanto quando, incolonnandomi idealmente nella fila “DONNE ASPIRANTI MAMMA” al momento di riscuotere la mia beneaugurale dose di fortuna, il Cassiere (rectius : destino, provvidenza, Dio, Buddha ecc. ecc) ha immotivatamente abbandonato il posto di lavoro.</p>
<p>Nell’attesa estenuante che ne è seguita, ho setacciato gli anfratti internettiani per acquisire informazioni sul concepimento, sull’apparato riproduttivo, sulla trasformazione cellulare, sulla qualità ovocitaria ed embrionaria, tanto che meriterei una STANDING OVULATION per l’impegno. Ho studiato tutte le posizioni che avrebbero potuto migliorare la fecondazione (consiglio la posizione dell’aratro), l’andamento delle maree, le lune più feconde, l’influenza di altri pianeti e galassie limitrofe. Ho digitato su tutti i calcolatori automatici di internet, per individuare quali fossero i giorni più fertili (il mio preferito è www.periodofertile.it). Ho comprato stick canadesi (eh si anche gli stick hanno nazionalità) e poi, per esigenze di tasca, anche cinesi : uguali ai primi ma con un foglietto illustrativo più lungo. Ho comprato il costosissimo computer “persona” che promette di dirti, attraverso una serie di accattivanti faccine sorridenti, quali sono i giorni più fecondi.</p>
<p>Ho usato tutte le mie pause-sigaretta leggendo parossisticamente forum come www.mammole.it, www.cercounbimbo.net e www.forum.alfemminile.com, dove altre donne ansiose, e in fila alla stessa cassa, si confrontano sui sintomi predittivi di una gravidanza. E, qui, il grande dramma. Alla ricerca di quell’enciclopedica rassegna di sintomi, universalmente associati allo stato di gravidanza, ho osservato le seguenti malsane condotte : autopalpazione con approccio mammografico, anche in orario e ambiente lavorativo, camuffata da simulati e immaginari pruriti, abbuffata alimentare smodata con ovvie conseguenze sull’apparato intestinale e deiezioni altrettanto smodate, ispezioni scrupolose di mutande e carta igienica al momento della minzione, ripetute e indotte minzioni al solo fine di ispezionare, in solitaria aspettativa, mutande e carta igienica…fino ad approdare alla malsana e casuale spremitura di altre parti del corpo (narici, polsi, piedi ecc), alla ricerca di fanta-sintomi non ancora decodificati, ma propiziatori.</p>
<p>Ho cercato, poi, di scovare altri e diversi segnali predittivi di una gravidanza rastrellando la natura, l’oltretomba, la medicina alternativa, i notiziari con aggiornamento su eventi catastrofici…e poi…ho compreso: non faccio parte di quella schiera nutrita di donne che alla prima riserva mentale, neanche esternata al compagno, è già incinta. Non sono una di quelle donne che con la semplice imposizione delle mani, del pensiero, della preghiera della zia oltreoceano, dell’intervento divino, delle intercessioni di tutti i parenti morti ma sempre benevoli, può godere della sfacciata fortuna di rimanere incinta. Non faccio parte di quelle donne che già sanno che rimarranno incinta a marzo, così potranno godere delle ferie natalizie per riprendersi dopo il parto. Non faccio parte di quelle donne che possono dire all’amica sfigata che “se si rilassa succederà il lieto evento”… Il consiglio del rilassarsi-che-poi-arriva merita di essere liquidato con il seguente termine :“tautologico” che non è, di certo, parola bella come “petaloso” e che ha, in realtà, tutta la briosa aspirazione a diventare un insulto, ma pronunciato con stile e garbo.</p>
<p>No, io faccio parte di quelle che non sapevano che fosse così difficile ma ora lo sanno bene. E’ stata un’illuminazione. Una volta ricordo di essere incappata in questo sito dove c’erano tante parole strane tipo pma, icsi, fivet, pgd, pick up, transfer, crioconservazione e simili, mentre le ragazze si auguravano, tutte accorate, cose tipo “in becco alla cika” che sta per la cicogna, o si apostrofavano come fivettare, o si confrontavano su valori con sigle oscure come fsh, amh del terzo e anche del ventunesimo giorno del ciclo. Devo ammetterlo …ho pensato…poverine queste non riescono a rimanere incinte, sono proprio sfortunate…e poi ho scoperto la dura verità…che pure io, in fila alla cassa “DONNE ASPIRANTI MAMMA” privata ingiustamente della mia saccoccia di fortuna, ero stata deviata verso la tangenziale “FECONDAZIONE ASSISTITA”.</p>
<p>E qui, ti ritrovi a presentarti al desk di questi luoghi, fatti solo per noi della tangenziale, con il foglio del ginecologo che lì ti ha dirottato, e che riporta etichette tipo infertilità sine causa o infertilità femminile per PCOS o endometriosi, o infertilità maschile per azoospermia, teratospermia o altre parolacce simili. Con un certo imbarazzo, e con il tomo di esami che confermano la diagnosi di cui sopra, vi fanno accomodare nella sala d’attesa dove incontrate altri della vostra species. Devo dire che l’infertilità è democratica : colpisce giovani, meno giovani, alti, bassi, biondi, mori, magri, robusti, belli, brutti, insomma, tutti.</p>
<p>E quando sei lì, e maledici il destino mentre cerchi ancora di metabolizzare che la strada è in salita, ti volti e le vedi : foto ed ecografie di bimbi sorridenti che hanno un nome e ringraziano di essere venuti al mondo. Allora, e solo allora, nonostante tutta la fila alla cassa, l’attesa, le lacrime, lo studio matto e disperatissimo, i fanta-sintomi, le montagne russe ormonali, cominci a coltivare la luminosa speranza che, magari, e dico magari, un giorno, ci sarà anche il vostro bimbo, su quella parete, a sorridere a dei perfetti sconosciuti che li guardano estasiati, e tremuli di lacrime e speranza</p>
<p>Dal blog <a href="http://lafabbricadelledonne.com/">La Fabbrica delle Donne</a></p>
<p><em>Oggi Linda è mamma di una bimba, Ester, nata proprio grazie a quella fecondazione.<br />
Un lieto fine che l&#8217;autrice ha voluto aggiungessimo come aggiornamento della sua storia,<br />
per offrire una testimonianza di speranza e incoraggiamento.</em></p>
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		<title>Il nostro desiderio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 07:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbiamo iniziato a cercare di avere un figlio 2 anni e mezzo fa. All&#8217;inizio eravamo fiduciosi, ma mese dopo mese la nostra fiducia si è affievolita.  Abbiamo fatto controlli, non è emerso niente, forse una leggera pigrizia dei suoi soldatini, ma niente di insormontabile, per questo abbiamo deciso di iniziare con la Fecondazione Assistita di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo iniziato a cercare di avere un figlio 2 anni e mezzo fa. All&#8217;inizio eravamo fiduciosi, ma mese dopo mese la nostra fiducia si è affievolita.  Abbiamo fatto controlli, non è emerso niente, forse una leggera pigrizia dei suoi soldatini, ma niente di insormontabile, per questo abbiamo deciso di iniziare con la Fecondazione Assistita di 1 livello, ma 2 tentativi sono stati vani per questo abbiamo preso una pausa dalla &#8220;medicina&#8221;.</p>
<p>Siamo quasi coetanei e la voglia di avere un figlio è di entrambi molto alta&#8230;.ogni mese ci speriamo sempre ma non succede mai.. Siamo in procinto di uno spostamento e spero nella nuova città di poter essere seguita e che finalmente  riusciremo a realizzare il nostro desiderio.</p>
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