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	<title>icsi &#8211; Parole Fertili</title>
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	<title>icsi &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>Un miracolo vivente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 05:19:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non potevamo crederci eppure quell&#8217;indice di fertilità ci condannava a rimanere genitori di cuore per sempre. Fu un vero tsunami nella nostra vita; seguirono giorni di rabbia silenziosa e di disperazione urlata. Non poteva essere così, non chiedavamo altro che dar corso&#160; alla natura. Dopo aver parlato con i medici che ci seguivano, contattammo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non potevamo crederci eppure quell&#8217;indice di fertilità ci condannava a rimanere genitori di cuore per sempre. Fu un vero tsunami nella nostra vita; seguirono giorni di rabbia silenziosa e di disperazione urlata. Non poteva essere così, non chiedavamo altro che dar corso&nbsp; alla natura. Dopo aver parlato con i medici che ci seguivano, contattammo il centro di procreazione assistita senza ben sapere cosa fare o cosa dire e ci recammo al consulto carichi di aspettative, paure e domande. Il medico ci mise poco a conviverci ed iniziammo il doloroso percorso dell&#8217;ICSI. Confesso che non ero pronta ad affrontare le conseguenze di una stimolazione ovarica né psicogicamente né fisicamente. Per ben cinque cicli di tentativi le beta furono negative; la nostra sofferenza aumentava mentre le speranze si affievolivano ad ogni referto negativo. I pensieri si affastellavano in testa e il corpo cominciava a soffrire per tutti quei tentativi ravvicinati. Finii in ospedale per 10 giorni con una grave sovrastimolazione ovarica, mentre parenti e amici ci pregavano di abbandonare il progetto. Tre mesi dopo un aereo ci portava a Barcellona, saremmo tornati da lì in tre perché un embrione silenzioso e combattivo si era aggrappato alla vita. Oggi nostro figlio ha 12 anni ed è un miracolo vivente</p>
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		<title>Un viaggio senza fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 14:19:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, chi vi scrive e una donna di 34 anni, sposata da ormai 7 anni; il mio viaggio inizia nel 2017 quando dopo due anni di matrimonio io e mio marito decidiamo di cercare un figlio, dopo 6 mesi di tentativi andati a vuoto, ci rivolgiamo a un centro per l&#8217;infertilità. Ho contattato privatamente la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, chi vi scrive e una donna di 34 anni, sposata da ormai 7 anni; il mio viaggio inizia nel 2017 quando dopo due anni di matrimonio io e mio marito decidiamo di cercare un figlio, dopo 6 mesi di tentativi andati a vuoto, ci rivolgiamo a un centro per l&#8217;infertilità.</p>
<p>Ho contattato privatamente la ginecologa che lavora in questo centro, che mi prescrive diversi esami ormonali, da fare in un determinato periodo del ciclo, e per mio marito lo spermiogramma fatto direttamente al loro centro, fin qui tutto ok, eseguiamo tutto alla lettera, dopo 2 mesi vengo richiamata dal centro dove dagli esami effettuati ci viene detto che io ho una scarsa riserva ovarica, un fsh alto anche se all&#8217;epoca avevo solo 29 anni e mio marito uno oligospermia; da qui parte il nostro calvario, inizio le ecografie senza stimolazione ormonale per tot giorni, per una iui ( questo voleva dire fare ogni volta alla settimana 120 km, ma nn mi importava anche se guidavo e andavo sola, questo ed altro per avere il mio bimbo), arrivò il giorno fatidico, avevo prodotto solo un ovulo ma d&#8217;altronde andava bene così senza stimolazione, mi preparano per l&#8217;inseminazione ma purtroppo non rimango incinta, riprovo poi una seconda iui il mese dopo ma nulla, allora vengo inserita in lista per un ICSI dato il problema di mio marito, questa volta con stimolazione, dove ho prodotto due ovuli di tipo A, solo uno di si è fertilizzato, ma non è andata nemmeno stavolta..</p>
<p>Sapete bene la delusione, decido di fermarmi per  riprendere fiato in tutto questo erano passati due anni. Decido poi di ricontattare il centro, mi fa ripetere l&#8217;esame Amh e fsh, ma la ginecologa mi dice guarda non ti posso aiutare, l&#8217;ennesima batosta, detta da colei che doveva in qualche modo aiutarti e invece empatia zero. Mi fermo nuovamente e nel 2021 contatto un altro ginecologo, dove  ha esaminato i miei esami nel complesso, non solo determinati valori, e cercando di farmi stare tranquilla in tutto, grazie a lui ho scoperto di avere l&#8217;endometriosi e la prolattina alta, cosa che al centro non mi avevano saputo sistemare, dato che per loro eri solo un numero con un colore per ogni prestazione.</p>
<p>Ora io devo ringraziare questo medico perché ora sto meglio sia fisicamente che psicologicamente, sono rinata, vivo più serena, vivo giorno dopo giorno ma non smetto di cercare il mio bimbo, e sono sempre in corsa perché non mi arrendo</p>
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		<title>Il gioco dell&#8217;oca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvia.r]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 15:26:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tre anni fa, quasi quattro, decidiamo. Ci proviamo? si, dai che poi non abbiamo più tempo, lo dice anche il medico. Prima gravidanza, un&#8217;emozione fortissima, così presto, subito. Tanta paura, tanta fiducia, la vita cambia&#8230;dura un mese e mezzo, poi finisce. Ti crolla addosso il cielo, piangi sempre e senza preavviso, ma capita, succede. Diventi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre anni fa, quasi quattro, decidiamo. Ci proviamo? si, dai che poi non abbiamo più tempo, lo dice anche il medico.</p>
<p>Prima gravidanza, un&#8217;emozione fortissima, così presto, subito. Tanta paura, tanta fiducia, la vita cambia&#8230;dura un mese e mezzo, poi finisce. Ti crolla addosso il cielo, piangi sempre e senza preavviso, ma capita, succede. Diventi di casa al pronto soccorso. Scopri che è la storia di molte persone che conosci, ma che poi ne hanno avuti due, tre. Devi riprovare, veloce che il tempo corre. Il mondo sa che queste cose si risolvono&#8230;soprattutto quelli che non ci sono passati.</p>
<p>Seconda gravidanza. Panico. Ma c&#8217;è il battito, stia tranquilla che va tutto bene. Poi la corsa in pronto soccorso. Ci dispiace, riproverete, andrà bene. Ma intanto fate questi esami così ci portiamo avanti con gli accertamenti perchè vede&#8230;sono quasi quaranta, quindi&#8230;ma non perda la speranza.</p>
<p>Gli esami. Sarà questo? No. Sarà questo? No. Tutto normale, anzi, &#8220;lei ha un apparato da trentenne&#8221;. E allora cosa non funziona? Cosa ferma tutto?</p>
<p>Terza gravidanza. Questa volta non possiamo essere ancora così sfortunati. Prima visita: tutto fermo. Ancora. Di nuovo. Rabbia cieca, sconcerto, sfiducia, ma dobbiamo reagire, ancora, sempre insieme.</p>
<p>Il medico ci manda al reparto infertilità. Questa parola apre possibilità mai immaginate, ti fa sentire il tempo che passa inesorabile su di te e che potrebbe essere già troppo tardi. Ti senti grande di colpo. Ma ci proviamo.</p>
<p>Altri esami, colloqui, misurazioni. Sempre tutto nella norma, anzi, condizioni favorevoli.</p>
<p>Prima ICSI: le iniezioni, la speranza, lo sforzo di crederci nonostante la paura di un quarto aborto. Le gambe che tremano dopo il transfer perchè potrebbe davvero cambiare tutto, questa volta. Fallisce, non parte. Poteva capitare, in fondo è come in natura.</p>
<p>Seconda ICSI: &#8220;lei non ha ancora molto tempo, lei è troppo agitata, lei deve stare tranquilla, lei lavora troppo, lei non ci crede, lei deve provarci, lei è ancora giovane, lei è al limite, lei ce la farà, lei la prende nel modo giusto&#8221;. &#8220;Voi dovete lasciarmi stare. Non sono un pezzo di carne nè una cavia da esperimenti&#8221;. La stimolazione questa volta è molto più efficace, ma il corpo è sempre più stanco. Il prelievo è favorevole, ma il materiale si assottiglia nel giro di cinque giorni (da 15 a 1). La biologa dice &#8220;tentiamo comunque&#8221;. Mi parte una risata e una battuta proprio lì, in sala operatoria. Ci scherziamo su, tanto ormai, arrivati fin qui&#8230;</p>
<p>I giorni successivi al transfer sono indefinibili, per fortuna il lavoro distrae ma&#8230;il pensiero è sempre lì. Al decimo giorno parte lo spotting che si può confondere con le perdite da impianto. Allora forse, magari stavolta&#8230;Ma non si ferma, diventa ciclo. Anche questa volta niente.</p>
<p>E&#8217; stato come fare una partita al gioco dell&#8217;oca: un continuo ritornare al via. La vita di coppia viene messa sotto pressione e molto spesso in pausa. Io stavo da sola, isolata nel mio mondo di libri, film, storie. Ho avuto bisogno di distrazioni impegnative, di stimoli continui fuori da me. Mio marito presente, vigile, in osservazione e pronto ad intervenire perchè il crollo emotivo è lì, prima o poi arriva.</p>
<p>Quello che mette pace per me è sapere di aver fatto tutto il possibile, nei limiti del mio corpo e della mia capacità di sopportare dolore e fallimento.</p>
<p>Il futuro è ricostruire, accettare quello che sarà e andare avanti. Insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando testa e cuore non bastano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacky]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 15:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio desiderio e la mia determinazione non bastano.</p>
<p>Ho avuto due aborti spontanei nel 2017 e nei successivi 2 anni sono seguite una serie infinita di esami e terapie farmacologiche che non hanno dato gli esiti sperati. Il mio problema non è stato rimanere incinta ma riuscire a portare avanti la gravidanza. Con la paura di un terzo fallimento, insieme a degli esami non brillanti miei e di mio marito, non abbiamo più voluto provare spontaneamente ad avere un figlio ed abbiamo scelto di affidarci a un centro di PMA. Per me è come dire &#8216;pensateci voi, sollevatemi dal compito di rimanere incinta solo con le mie forze&#8217;. Delego questa responsabilità ad altri. Ma al tempo stesso mi sento impotente perché non funziona come è sempre stato: mi impegno, faccio sacrifici, faccio tutto al meglio, quindi il risultato deve arrivare per forza. Altra cosa che fatico a gestire sono le tempistiche, abituata alla situazione problema, azione per risolverlo, risultato tutto nel più breve tempo possibile, questi ultimi due anni in balia di terapie con tempistiche lunghe e non determinate da me sono stati duri da accettare.</p>
<p>Ho iniziato la stimolazione ormonale da cinque giorni, oggi ho fatto la mia prima eco dopo 4 punturine e già sono in ansia e tendente a demoralizzarmi perché i miei follicoli erano e sono piccolissimi. Mi dico che è prematuro un disfattismo del genere. Eppure lo provo. Come riuscirò ad affrontare questo percorso verso la ICSI? Dove trovo una sana dose di ottimismo? Oppure come mi preparo ad un eventuale insuccesso?</p>
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		<title>Attese, speranze e sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federic@]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 17:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una giovane ragazza, vedrai che andrà tutto bene. È la frase che ha caratterizzato il mio pecorso. Ho 29 anni e sembra che io stia bene ma nonostante la mia &#8220;giovane età &#8221; sembra tutto così lontano e irraggiungibile. Sto con un ragazzo da 12 anni, dopo un anno di ricerche naturali abbiamo scoperto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Sono una giovane ragazza, vedrai che andrà tutto bene. È la frase che ha caratterizzato il mio pecorso. Ho 29 anni e sembra che io stia bene ma nonostante la mia &#8220;giovane età &#8221; sembra tutto così lontano e irraggiungibile.</p>
<p dir="ltr">Sto con un ragazzo da 12 anni, dopo un anno di ricerche naturali abbiamo scoperto che lui ha un grave problema. 1 % di spermatozoi motili, ma per lo più sono amorfi. Non scorderò mai il momento in cui lo scoprimmo. È crollato tutto.</p>
<p dir="ltr">Ci siamo leccati le ferite e siamo andati avanti. Abbiamo iniziato il nostro primo percorso alla cieca, non conoscevamo nulla di quel mondo. Abbiamo fatto la nostra prima icsi, beta negative, l&#8217;embrione non ha proprio attecchito. Continuano a ripetermi che sono giovane, ma vedo sempre tutto troppo lontano.</p>
<p dir="ltr">Sono circondata da coetanee che rimangono incinta con una tale facilità e ogni volta a scoprirlo è come se ricevessi una coltellata, è un dolore assurdo. Sono un&#8217;egoista penso. Ma fa male, fa tanto male. E di nuovo mi lecco le ferite e vado avanti , non mollo. A giugno affronteremo la nostra seconda Icsi.</p>
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		<title>La seconda linea rossa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pochi87]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 17:21:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io e mio marito D. ci siamo conosciuti nel 2008, ma ci siamo fidanzati solo un anno dopo. Vivevamo in città diverse allora, separate di oltre 700km. Nel 2010, dopo un anno di relazione a distanza, mi trasferii nella sua stessa città, e solo pochi mesi dopo andammo a vivere insieme. Non so come, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Io e mio marito D. ci siamo conosciuti nel 2008, ma ci siamo fidanzati solo un anno dopo.</p>
<p>Vivevamo in città diverse allora, separate di oltre 700km. Nel 2010, dopo un anno di relazione a distanza, mi trasferii nella sua stessa città, e solo pochi mesi dopo andammo a vivere insieme.<br />
Non so come, ma sapevo dentro di me che era la persona giusta, quella con cui avrei voluto sposarmi e avere una famiglia. Nessuno mi ha mai amata come mi sa amare lui.<br />
La nostra convivenza andò bene sin da subito, e nel 2013 decidemmo di sposarci, ma solo nel 2015 iniziammo a cercare un bambino.</p>
<p>Così come seppi da subito che D. era l&#8217;uomo della mia vita, allo stesso modo sentivo che avremmo avuto un bambino, ma che non sarebbe stato facile.<br />
Iniziammo la ricerca ad agosto 2015, subito con stick e rapporti mirati. Avevo sempre avuto un ciclo regolare e avevo appena compiuto 28 anni, mi ritenevo molto fertile. Mio marito aveva solo sei anni più di me. Sulla carta avremmo dovuto restare incinti al primo sguardo. Fatto sta, che a dicembre io ancora non ero rimasta incinta, e il dubbio che qualcosa non andasse si iniziò a impossessare di me. Quella sensazione iniziale ora si era fatta molto pressante.<br />
Da subito credetti di avere le tube chiuse. Avevo subìto due laparoscopie in passato, l&#8217;ultima poco dopo il nostro matrimonio, e temevo che queste operazioni mi avessero attaccato irrimediabilmente i tessuti interni. Mentre mi attivavo per cercare un ginecologo in zona e farmi prescrivere tutti gli esami del caso, tra cui la famigerata sonoisterosalpingografia (esame per verificare la pervietà delle tube) spedii mio marito a fare l&#8217;unico esame diagnostico che un uomo deve fare se un figlio tarda ad arrivare (non è proprio l&#8217;unico, ma di certo è il primo che si fa): lo spermiogramma.<br />
Continuavo a credere che qualcosa che non andava doveva esserci ed ero certa che risiedesse in me, per cui ci colpii una doccia fredda quando arrivò il referto di quello che fu solo il primo di tanti esami a cui ci siamo poi sottoposti: oligoastenozoospermia. Un termine che non avevo mai sentito.<br />
Feci una breve ricerca su internet e chiesi delucidazioni anche sul forum che frequentavo all&#8217;epoca e scoprii in meno di un&#8217;ora che voleva dire: D. aveva pochi spermatozoi lenti.<br />
Davvero pochi per riuscire in&nbsp; una fecondazione naturale.<br />
Eppure, dopo aver parlato col mio ginecologo di allora, mi convinsi che avremmo potuto farcela in modo naturale. Di PMA non volevo sentirne parlare. Non ero pronta.<br />
Seguirono diverse visite. Vedemmo un andrologo molto quotato in zona che prescrisse a D. un integratore che però si rivelò essere sbagliatissimo per mio marito, che dopo 4 mesi di cura- ad agosto 2016 &#8211; si ritrovò con un risultato peggiore di quello avuto a gennaio. Ormai era passato un anno di ricerca. Avevamo mirato ogni mese i rapporti e usato tantissimi integratori e medicine per migliorare la nostra fertilità, ma nulla era servito.<br />
L&#8217;unica cosa che davvero ha migliorato i numeri di mio marito è stata la maca in polvere, che gli ho fatto prendere dopo il risultato disastroso dato dal genadis. Lo spermiogramma di gennaio 2017 rivelò &#8220;un&#8217;oligospermia dubbia&#8221;, quindi un miglioramento c&#8217;era stato, ma nonostante ciò decidemmo di intraprendere il percorso di fecondazione assistita presso la Zucchi di Monza.<br />
Il dottor Br. mi era stato caldamente consigliato da più di una forumina che aveva realizzato il suo sogno di diventare mamma grazie a lui e alla Zucchi. Per cui a febbraio 2017 lo incontrammo per la prima volta.</p>
<p>Lì iniziai a vedere la luce in fondo al tunnel. Programmammo il nostro primo tentativo, una IVM (icsi con poca stimolazione) per aprile 2017. Feci solo 3 giorni di stimolazione con gonal f 150 e poi gonasi 10000 a 36 ore dal pick up.<br />
Ricordo l&#8217;eccitazione e la gioia di quei giorni. Non vedevo l&#8217;ora di sapere quanti ovociti avrebbero trovato e quanti embrioni si sarebbero fecondati.<br />
Prelevarono 3 ovociti, di cui 2 idonei che diventarono 2 embrioni, uno di classe A! Ero su di giri.<br />
Trascorsi 12 giorni tra il pensiero di avercela fatta e il terrore di non avercela fatta. Ascoltavo ogni sintomo del mio corpo, ogni minimo dolore o alterazione dello status quo. Il giorno prima delle beta feci un test. Non potevo aspettare di fare l&#8217;analisi del sangue, dovevo sapere prima.<br />
Un treno mi colpì quando lessi la scritta &#8220;non incinta&#8221;. Ci avevo davvero sperato. E ci sperai ancora un po&#8217; fino al risultato definitivo delle beta del giorno dopo.<br />
Piansi tra le braccia di mio marito tutta la delusione di quel negativo. Ma la tristezza durò pochi giorni lasciando poi spazio a nuova forza e determinazione.<br />
Ero convinta che con una ICSI classica, e quindi con una stimolazione più lunga, avrei potuto sfruttare tutti i follicoli di cui le mie ovaie multifollicolari erano capaci.<br />
All&#8217; IVM vi erano 16 follicoli, ma solo 3 erano maturi abbastanza per contenere ovociti idonei. Ero certa che con una ICSI ne avremmo avuti molti di più.<br />
Per fortuna il dottor Br. fu d&#8217;accordo con me e a giugno 2017 feci il secondo pick up, sapendo che avremmo dovuto fecondare e congelare tutto fino a settembre per evitare di andare in iperstimolo.</p>
<p>Al pick up 36 follicoli erano presenti nelle mie ovaie!! 9 follicoli furono prelevati. 6 solo erano idonei e si fecondarono tutti. Solo 3 arrivarono a blastocisti (embrioni in 5a giornata). 3 belle blasto mi attendevano congelate a Monza. Ci godemmo l&#8217;estate fino in fondo e a settembre attesi il ciclo con trepidazione per iniziare la preparazione al criotransfer.</p>
<p>Il 20 settembre 2017 ho fatto il transfer della prima blasto. Ho atteso altri 10 giorni di agonia, torturandomi sui se e sui ma. Ero fiduciosa, se possibile anche di più della prima volta, poichè ero persuasa dal potere di attecchimento maggiore delle blasto rispetto agli embrioni di 3 giorni.<br />
Al trasfer la blasto era rimasta incastrata nel catetere da quanto era &#8220;pronta ad attaccarsi&#8221;. Mi hanno dovuto fare la procedura 2 volte. La biologa mi aveva detto per rassicurarmi &#8220;sono poi quelli che ci danno le belle notizie&#8221;&#8230; pensavo e ripensavo a quella frase.</p>
<p>Il 30 settembre mi sveglio presto, alle 7 del mattino. Sveglio mio marito e gli dico che sto per fare il test.<br />
Lui va in cucina e mette su il caffè. Io vado in bagno e faccio pipì sullo stick. Rimetto il cappuccetto e lo lascio lì perchè non ho il coraggio di stare a fissarlo.</p>
<p>Vado in cucina da mio marito e lo abbraccio. Gli dico che non so come la prenderò se il test sarà negativo&#8230; che non so se avrò la forza di riprendermi così velocemente questa volta. Lui mi abbraccia e so che sarà lì per me in qualsiasi caso, come sempre. Sarà la mia forza lì dove io ne necessito.<br />
Intanto suona il timer sul mio telefono. Tre minuti sono trascorsi.<br />
Col cuore in gola, tenendoci per mano, andiamo in bagno. Guardo il test e lì la vedo, è apparsa: la seconda linea rossa. Quella che testimoniava che c&#8217;era una vita che cresceva dentro di me.</p>
<p>Il 14 giugno 2018, è nata la nostra piccola (veramente tanto piccola non era perchè è nata di 3,990kg) Vittoria, con parto cesareo dopo 36 ore di travaglio.<br />
La nostra determinazione e la mia Fede sono state ripagate di questo dono bellissimo che tra 4 giorni compirà 3 mesi.<br />
Essere genitori non è facile. E&#8217; un lavoro duro ma è altrettanto pieno di gioie che trai anche solo dalle piccole cose. Quando vedo il sorriso di Vittoria, sento che tutto ciò per cui ho lottato e che ho vissuto nella vita ha un senso: mi ha portato a lei.</p>
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		<title>Mattia il nostro miracolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Grande]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 20:42:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao vorrei donare la mia storia a tutti coloro che percorrono questo cammino e ogni tanto perdono la speranza. ..cosi come facevo io&#8230; mi presento Sono Chiara sposata da ben 11 anni con Peppe.. i primi anni sposati non pensavamo nemmeno ad avere un figlio.. o per di più in me c&#8217;è stato sempre quel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao vorrei donare la mia storia a tutti coloro che percorrono questo cammino e ogni tanto perdono la speranza. ..cosi come facevo io&#8230;</p>
<p>mi presento Sono Chiara sposata da ben 11 anni con Peppe.. i primi anni sposati non pensavamo nemmeno ad avere un figlio.. o per di più in me c&#8217;è stato sempre quel desiderio di mamma ma non ci mettevo tanta testa&#8230;</p>
<p>ma gli anni passano e quel desiderio diventa pian piano il mio bisogno primario. ..così avendo da sempre un ciclo irregolare ogni mese inizia la corsa al test.. ma con un susseguirsi di delusioni.</p>
<p>il mio ginecologo diceva &#8220;c&#8217;è tempo stai tranquilla &#8220;ma gli anni passavano e tutto taceva. finalmente troviamo il coraggio di prendere in mano la situazione e di iniziare a fare dei controlli iniziando da mio marito &nbsp;visto che i miei problemi li sapevo già. .l&#8217;andrologo dopo esami ci consiglia di ricorrere alla fecondazione se non volevamo più prenderci in giro con le infinite cure. così scrive una lettera al mio ginecologo.&nbsp; e lui che fa?se ne lava le mani dicendoci che c&#8217;erano tanti centri a cui poter rivolgerci.</p>
<p>così amareggiati dal suo non Aiuto ci affidiamo alla tecnologia e iniziamo la ricerca dei centri su internet. .premetto che sono siciliana precisamente di siracusa. prenotiamo con mio marito una visita a ct &nbsp;in un un centro a pagamento e il giorno successivo una a Roma con un prof londinese. era febbraio 2011.</p>
<p>dalla visita catanese usciamo più confusi di prima. ci sentimmo rubati i soldi senza tanti chiarimenti. della visita Romana uscimmo veramente soddisfatti e decidemmo di affidarci a loro che come sede per la fecondazione l&#8217;avevano a Napoli. così tramite questo prof ci affidammo ad una ginecologa catanese che poteva seguirci nei diversi esami da fare prima e in tutta quella che concerne la preparazione alla icsi.</p>
<p>insomma iniziano i viaggi a ct&#8230;le corse per rientrare in tempo dai permessi a lavoro.. le cure preparatorie. .insomma tutto nel massimo dell&#8217;ottimismo. ..arriva finalmente il giorno della partenza per Napoli per poter fare la tecnica era luglio 2011..</p>
<p>eravamo fiduciosi e felici&#8230;fatto tutto in clinica privata ..su 7 se ne fecondarono 3..fecero il transfer di tutti e tre, ma il risultato fu un bel negativo e mesi e mesi di lacrime.</p>
<p>ma ci rimettiamo in corsa e affidandoci sempre alla mia ginecologa di ct provammo con diverse cure ma i mesi passavano. ad un anno dal tentativo fallito parliamo di agosto 2012 arriva una gravidanza del tutto spontanea ma finita in aborto alla 7 settimana. non potete immaginare neanche il tempo di essere felice che finiamo di nuovo nel tunnel della disperazione.</p>
<p>la perdita di un figlio ..quale dolore più grande. ..ma la corsa continua con cure speranze date dal ginecologa che tutti i mesi ne usciva una nuova. .ci rendemmo conto che la signora dottoressa aveva capito come raggirarci e fregarci denari. .decidemmo così visto che dovevamo andare a milano a trovare mia sorella di sentire qualche altra campana e prenotammo 2 visite una al Mangiagalli e un&#8217;altra all&#8217;humanitas di Rozzano. lo fecimo presente alla carissima dott.ssa e Lei rispose con queste parole &#8220;potete andare in capo al mondo il risultato sarà zero&#8221;&#8221;<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f631.png" alt="😱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f631.png" alt="😱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />quelle parole ci ferirono profondamente.</p>
<p>fecimo le 2 visite entrambi ci dissero che unica soluzione era icsi inutile perdere tempo con cure&#8230;e ci misero in lista ..era novembre 2013..gennaio 2014 ci chiamano da humanitas icsi prevista per marzo. .si riparte per ulterIori esami a gennaio ..e poi eccoci a marzo dopo la preparazione ..il 7 marzo 2014 vengo sottoposta a pick up&#8230;ambiente sereno infermieri e dottori super&#8230;poca roba prelevata. .e il 10 marzo transfer di solo uno&#8230;ma la biologa mi disse così &#8220;signora è solo uno ma molto molto bello&#8221; potete immaginare me..</p>
<p>ero già sicura che sarebbe andata male&#8230;.ma quell&#8217;uno quella lucina bianca vista nel monitor quel 10 di marzo oggi ha un nome si chiama mattia ha 2 anni ed è il miracolo della nostra vita&#8230;con questo voglio dirvi di ascoltare il vostro cuore e di non arrendervi mai.. scusate se sono stata lunga..</p>
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		<title>La vita in bianco e nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ily]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 08:23:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nostra storia inizia il giorno di carnevale del 2015, quando aprendo la mail del laboratorio scopro che mio marito ha pochi soldatini e lenti, ed è stato in quel momento che ho capito il vero significato della frase &#8220;è stata una doccia fredda&#8221; perché ti si gela la testa e ti si bloccano i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra storia inizia il giorno di carnevale del 2015, quando aprendo la mail del laboratorio scopro che mio marito ha pochi soldatini e lenti, ed è stato in quel momento che ho capito il vero significato della frase &#8220;è stata una doccia fredda&#8221; perché ti si gela la testa e ti si bloccano i pensieri e le parole.</p>
<p>Non sapevo come comunicarlo a lui perché non era una cosa che si sarebbe mai aspettato come me. Ricordo ancora il suo viso che si fa grigio e cupo, da quel momento non è più cambiato.</p>
<p>Rimane difficile l&#8217;accettazione che la persona che ami possa essere la stessa che in qualche modo ti nega il realizzarsi di un sogno; è una lotta vera e propria quotidiana per non far andare in pezzi un matrimonio e rinsaldare un rapporto così fortemente provato.</p>
<p>Noi possiamo dire di esserci riusciti, riusciamo ancora a ridere e pensare che data la nostra giovane età ce la faremo e che se dobbiamo spendere tutto quello che abbiamo per questo saranno i soldi meglio spesi della nostra vita. Credo di non essere mai stata tanto innamorata di lui come in questi mesi, le difficoltà mi hanno fatto vedere quanto sia forte il nostro legame.</p>
<p>Abbiamo intrapreso un percorso di icsi e purtroppo per miei problemi di salute non abbiamo potuto eseguire il transfer da fresco e abbiamo optato per il congelamento embrionale.&nbsp; Ad oggi ho fatto&nbsp;3 transfer, 2 falliti, il terzo è in corso d&#8217;opera nel senso che ho le beta tra qualche giorno. Da questa esperienza ho capito davvero chi ho intorno, chi ci tiene e chi no, chi ti ascolta quando ripeti sempre le stesse cose, le stesse paure, le stesse sensazioni.</p>
<p>Sono circondata da persone fantastiche e comunque vada non avrò rimpianti, abbiamo fatto il possibile, ora&nbsp;basta soltanto cercare quantomeno la serenità anche in una vita che non è come te la sei immaginata, forse la nostra vita sarà senza figli e in bianco e nero, ma sarà lo stesso felice ed appagante trovando altrove pace e&nbsp;accettazione.</p>
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