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	<title>pma &#8211; Parole Fertili</title>
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	<title>pma &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>Non mollo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 17:30:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mollo anche se tutto sembra remare contro, a 28 lottiamo con la scoperta del tumore di mio marito a 29 lottiamo con il secondo.le cure lo renderanno sterile, ma fiduciosi di avere tt in frigo passa il tempo e noi pensiamo solo ai follow up ci sarà tempo per rimanere incinta, io sono forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non mollo anche se tutto sembra remare contro, a 28 lottiamo con la scoperta del tumore di mio marito a 29 lottiamo con il secondo.le cure lo renderanno sterile, ma fiduciosi di avere tt in frigo passa il tempo e noi pensiamo solo ai follow up ci sarà tempo per rimanere incinta, io sono forte ed in salute, almeno dicevano cs i ginecologi.il covid ci ritarda la pma e tac scoperta i miei ovuli son vecchi, 1 pma fallita alla seconda anche se cn 3 miseri ovociti faccio il mio primo transfer &#8230; lo so che nn è pox che il mio test è negativo ma io anche solo per due giorni l ho sentito di esser mamma poi tt un tratto una strana sensazione e dolore&#8230;da allora infezioni continue e diagnosi di vuovodinia&#8230;ho un altra battaglia da vincere che nel frattempo mi allontana dal mio sogno più grande&#8230;solo chi ci passa sa cosa vuol dire qll sensazione di impotenza mista al senso di colpa. Spero un giorno di poter gridare al mondo ce l abbiamo fatta</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ti aspetto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 22:06:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi guardo la pancia e ancora non riesco a credere che li c&#8217;è il mio sogno più grande, che ne la mia testa ho già abbracciato, baciato, annusato tantissime volte, anche se non ci siamo ancora conosciuti. Abbiamo iniziato a cercare un bambino nel 2017, abbastanza fiduciosa e quasi ignara del fatto che tra il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi guardo la pancia e ancora non riesco a credere che li c&#8217;è il mio sogno più grande, che ne la mia testa ho già abbracciato, baciato, annusato tantissime volte, anche se non ci siamo ancora conosciuti.</p>
<p>Abbiamo iniziato a cercare un bambino nel 2017, abbastanza fiduciosa e quasi ignara del fatto che tra il rapporto e il concepimento ci sia una grande differenza. Dopo 2 anni di test negativi e pianti resto incinta, ma dopo un mese, durante un&#8217;ecografia scopro che il cuore del mio bambino si era fermato. Il più grande dolore che avevo mai provato e al quale pregavo solo di sopravvivere. Dopo altri 6 mesi di attesa decidiamo di iniziare il percorso di PMA. Un anno di attese ed esami, arrivo al pick up con 14 bei ovociti e quindi con tante probabilità di farcela. Ma dopo l&#8217;intervento inizia l&#8217;incubo: una settimana di dolori atroci, febbre, emoglobina bassa e svenimenti&#8230; tutto finito con un ricovero e l&#8217;annullamento del transfer. Passano altri mesi e faccio il transfer delle ultime 2 blastocisti sopravvissute, l&#8217;ultima mia possibilità visto che non mi sentivo di fare un altro eventuale pick up. Transfer fallito, nessuna delle mie amate blastocisti aveva attecchito. Mi sentivo distrutta! In quel momento erano passati più di 4 anni e intorno a me c&#8217;erano persone che avevano iniziato a cercare un bambini dopo di noi e aspettavo già il secondo, sembrava tutto così semplice, naturale, ma non per noi. Un mese dopo il transfer scopro che Dio, l&#8217;universo, il destino non mi hanno dimenticato del tutto e vedo un positivo sul test di gravidanza.</p>
<p>Sono nel 5 mese adesso, la strada è ancora lunga e dopo la perdita che ho già avuto ho la constante paura che possa finire tutto, ma lui con i suoi colpetti riesce a mandare via tutte le mie paure e sento il mio cuore esplodere dalla felicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PMA: il viaggio in un percorso ad ostacoli.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:58:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[36 anni la voglia di un figlio, la voglia di solidificare il matrimonio. Iniziamo la ricerca di un figlio che non non arriva, iniziano le indagini, iniziano le difficoltà. Giornate sancite da esami, attese e risultati. Dopo quell&#8217;esame così difficile da pronunciare, isterosonoscialpingoscopia, su di noi si cala un velo di disperazione:&#160; signora le sue [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>36 anni la voglia di un figlio, la voglia di solidificare il matrimonio.</p>
<p>Iniziamo la ricerca di un figlio che non non arriva, iniziano le indagini, iniziano le difficoltà.</p>
<p>Giornate sancite da esami, attese e risultati.</p>
<p>Dopo quell&#8217;esame così difficile da pronunciare, isterosonoscialpingoscopia, su di noi si cala un velo di disperazione:&nbsp; signora le sue tube sono chiuse, la vostra unica via per avere un figlio e&#8217; la PMA&#8221;. Li si cela l&#8217;oscurità.</p>
<p>Iniziamo questo percorso con sensi di colpa per non essere completi ma con la voglia di rimanere uniti più che mai. I mesi passano ma gli ostacoli crescono, le speranze iniziano a vacillare e le domande ci sovrastano &#8220;perché a noi?&#8221;&#8230;&#8221;perche se non avessimo avuto problemi tutte queste peculiarità non servivano?!?&#8221;&#8230; &#8220;perché chi non vuole figli ha il privilegio di averne per poi abbandonarli o abortire&#8221;&#8230; Qui mille perché che sovrastano ogni giorno.</p>
<p>La coppia affronta un dramma che spesso chi lavora in PMA non considera&#8230; Non tiene conto che non esistono solo la parte esami in questo percorso ma anche la parte emotiva, ti liquidano con &#8220;signori non siamo ancora pronti per dirvi di sì&#8230; Ci vediamo con questo e quello al prossimo controllo&#8221;.. Ma mai nessuno si preoccupa di chiedere &#8220;come state emotivamente, come vi sentite!&#8221;</p>
<p>INFERTILITÀ non e&#8217; solo non poter aver figli se non aiutati, ma e&#8217; un carico emotivo che nessuno considera, che uccide dentro&#8230;.</p>
<p>Noi coppia infertile che ha trovato la voglia di combattere finché natura c&#8217;è lo permetterà e finché non avremo il nostro bimbo tra le braccia perche chi si arrende e&#8217; già perduto.</p>
<p>INFERTILITÀ e&#8217; sorridere per ogni piccolo passo verso il nostro arcobaleno.</p>
<p>Inizia a fare mille esami, esami costosi, esami che ti portano spesso in ospedale.</p>
<p>Certo in ospedale perché questo percorso ti porta a dire &#8220;la mia seconda casa&#8221; le infermiere che vedi ti chiamano per nome, ti chiedono &#8220;anche oggi qui&#8221;&#8230; Ti chiedono &#8220;ma vi vedo spesso&#8221;&#8230; Certo perché dobbiamo fare mille accertamenti!</p>
<p>Il SSN non passa tutto ciò! Mille impegnative, mille farmaci, ma solo una parte di ciò ti viene riconosciuto.</p>
<p>CERTO SOLO UN PICCOLA PARTE PERCHÉ PUTROPPO ESSERE INFERTILI NON TI DÀ DIRITTI, LA SCELTA DI AVERE FOGLI EÈ TUA E QUINDI SE LI VUOI PAGHI!</p>
<p>Mi chiedo spesso&#8230; Vengono dati aiuti a chi ha famiglie numerose o a chi e&#8217; in difficoltà&#8230; Ma a quelle coppie che cercano con tutti se stessi un figlio nessuno le aiuta concretamente.</p>
<p>INFERTILITÀ UN DOLORE COSTANTE, INSUPERABILE, INADEGUATO.</p>
<p>#UnaStoriaUnLibro</p>
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		<title>La strada perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[saretta88]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 14:07:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto perdendo la rotta. Fino a non tantissimo tempo fa, pur nella nebbia di questa assurda avventura qual è la sterilità, avevo le idee abbastanza chiare su cosa avrei voluto fare e cosa no: in linea generale conoscevo i miei limiti e sapevo fin dove sarei stata capace di spingermi, con le visite, gli esami [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sto perdendo la rotta. Fino a non tantissimo tempo fa, pur nella nebbia di questa assurda avventura qual è la sterilità, avevo le idee abbastanza chiare su cosa avrei voluto fare e cosa no: in linea generale conoscevo i miei limiti e sapevo fin dove sarei stata capace di spingermi, con le visite, gli esami e gli eventuali trattamenti; adesso non lo so più. Ogni giorno mi alzo confusa e vado a letto con le idee ancora meno chiare.</p>
<p>Dopo tanti anni ancora non abbiamo in mano una diagnosi, il che non mi consente di mettere il cuore in pace. La mia intimità negli ultimi sei mesi è stata violata non meno di sette volte da quattro diversi medici. La dottoressa da cui sono stata a fine marzo, finora la più competente che abbia incontrato, mi ha consigliato di fare una isteroscopia diagnostica, il che vorrebbe dire altri medici, altre sonde, altre mani&#8230;</p>
<p>Sono stufa di tutto questo, di non capire cosa c&#8217;è che non vada in me o in mio marito, ma non proseguire mi terrorizza forse di più. Ho paura di ritrovarmi tra qualche anno con il rimpianto di non aver indagato quanto avrei dovuto, di aver avuto abbastanza coraggio per tentare l&#8217;innimaginabile, di non aver desiderato a sufficienza questa figlio che vive da anni solo nella mia testa&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La nostra favola&#8230; forse!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luisa_m]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 11:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’era una volta… … ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori! Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C’era una volta… </strong></p>
<p>… ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori!</p>
<p>Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che potesse esserci qualche problema. Prenoto una visita dal ginecologo che mi ha in cura da quando avevo 15 anni e mi dice di “<em>non avere fretta</em>”, di “<em>non pensarci</em>” e che dal punto di vista ginecologico è tutto a posto.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema!</em></p>
<p>Passano i mesi&#8230; che iniziano a diventare anni e il ginecologo insiste sull&#8217;aspettare, ma intanto ci consiglia di iniziare a sentire qualche centro per la procreazione assistita, magari privato in quanto le strutture pubbliche hanno tempi e liste di attesa molto lunghe.</p>
<p>Inizia così il nostro pellegrinaggio, in centri privati e pubblici, con liste infinite di esami e visite dai quali non è emerso nulla che potesse giustificare la nostra infertilità.</p>
<p>Abbiamo incontrato medici di ogni tipo (e qui occorrerebbe aprire un capitolo apposito), uniti tutti da una stessa convinzione: i protocolli standard vanno applicati a tutti, come se ogni coppia fosse uguale all&#8217;altra&#8230;&nbsp;ma le statistiche gli danno ragione!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema, che pesano sempre di più!</em></p>
<p>Ho anche effettuato un anno e mezzo di psicoterapia, pensando che la mia mente potesse essere l&#8217;ostacolo alla realizzazione del nostro sogno, per liberarmi dal senso di colpa che non mi abbandonava mai: ogni mestruazione era per me come essere bocciata ad un esame, cosa mai avvenuta prima nella mia, nella nostra vita, nonostante le difficoltà che ci hanno sempre accompagnato!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie, credo, si siano rassegnate!</em></p>
<p>Iniziamo le tecniche di inseminazione di primo livello presso una struttura pubblica, dove ad ogni monitoraggio ecografico a seguito dei bombardamenti ormonali avevo almeno 2/3 studenti pronti ad imparare qualcosa di nuovo su di me, ma che non mi ascoltavano, convinti, che i protocolli standard potessero funzionare anche su di me&#8230; e ogni mese, una nuova delusione!</p>
<p>Nessuno, fino a quel momento, aveva pensato a noi come persone, ma solo come numeri e dati statistici, nessuno aveva analizzato il nostro caso e ascoltato le nostre parole!</p>
<p>Sentiamo parlare di un Professore, unico in Italia ad utilizzare dei protocolli americani per indagare le cause dell&#8217;infertilità femminile e per due anni ci mettiamo nelle sue mani. Inizialmente sembrò davvero che, a differenza degli altri, lui volesse davvero occuparsi di noi, analizzando i dati emersi dagli esami che ci ha prescritto. Non so dirvi se abbiamo speso di più in esami e visite o in carburante e autostrada per raggiungerlo ogni 3 mesi! Nonostante la sua sicurezza sull&#8217;infallibilità della sua cura e del suo metodo, le sue vane rassicurazioni che ci davano sempre più speranza ad ogni controllo e le estenuanti cure fatte di iniezioni intramuscolo e prelievi infiniti, dopo due anni ci ha detto al telefono che l&#8217;unica strada per noi era la fecondazione assistita…&nbsp; E si, al telefono, perché nel frattempo a complicare tutto, era arrivata anche la pandemia mondiale!!!!</p>
<p><em>Ma non si molla…</em></p>
<p>Prendendo confidenza, anzi, facendo proprio amicizia con l’infermiera che ogni mese, da due anni mi effettuava le iniezioni intramuscolo, mi mette a conoscenza di un centro pubblico di avanguardia, appena fuori Regione… chiamo subito!</p>
<p>Mentre attendiamo di essere ricevuti, su un tavolino nella sala d’attesa vedo questo libro, “<em>Parole fertili</em>” messo a disposizione delle coppie dai medici del Centro PMA e in cuor mio penso di essere arrivata nel posto giusto finalmente, qualsiasi sia il risultato finale di questa nostra storia!</p>
<p>Ci riceve, nel giro di pochi giorni, una dottoressa giovane, dolce e molto preparata che ascolta la nostra storia, analizza i due libroni di esami che abbiamo fatto in questo lungo cammino e ci da alcuni esami da ripetere, per dare avvio alla fecondazione assistita di secondo livello.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie tacciono, nuovo Lockdown e il centro PMA chiude fino a data da destinarsi: credo che ogni racconto sulla nostra delusione sia superfluo, a questo punto della storia.</em></p>
<p>Riaprono il centro 3 mesi dopo, mi chiamano per riprendere la cura, e durante un ecografia interna mi diagnosticano un piccolo mioma uterino, da rimuovere con un’operazione in laparoscopia, con anestesia spinale, in day hospital…</p>
<p>… <strong>e vissero per sempre felici e contenti</strong>… di questo spero di potervene parlarvene nella prossima puntata!</p>
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		<title>Un viaggio infinito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 16:17:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono Emma,&#160; ho 39 anni, sono sposata da quasi 8 anni. Dopo 3 mesi dal matrimonio ho avuto il mio primo positivo,&#160; gravidanza naturale,&#160; prima eco , due sacche, seconda eco i feti e il battito , li porto avanti fino alla 23^ settimana, purtroppo ho avuto un parto prematuro, non sopravvivono. La mia vita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono Emma,&nbsp; ho 39 anni, sono sposata da quasi 8 anni. Dopo 3 mesi dal matrimonio ho avuto il mio primo positivo,&nbsp; gravidanza naturale,&nbsp; prima eco , due sacche, seconda eco i feti e il battito , li porto avanti fino alla 23^ settimana, purtroppo ho avuto un parto prematuro, non sopravvivono. La mia vita cade in un buoi totale, ma meno male che la mia famiglia e mio marito mi sono stati vicini. Dopo 2 anni,&nbsp; secondo positivo, ma purtroppo a 8 settimane ho avuto un raschiamento perché si era formato solo la camera. Ci rialzato nuovamente, ci risentiamo, dopo 1 anno il mio ultimo positivo,&nbsp; ma a 8 settimane purtroppo ho avuto il raschiamento perché non c&#8217;era più battito. Questo è stato nel 2017. Da allora nessun&#8217;altra positivo, così nel 2018 ci rivolgiamo in un centro infertilità e li scopriamo che mio marito ha un problemino ai suoi spermini. Ma non molliamo, ci mettiamo in lista in questo ospedale,&nbsp; ci dissero che le liste erano dai 7/10 mesi, niente nessuna chiamata. Mi rivolgo in un&#8217;altro centro lista di attesa 2/3 mesi. Purtroppo causa covid l&#8217;ambulatorio chiude.&nbsp; Inizio il percorso PMA a settembre 2020, Pickup, e il transfer lo farò poi a gennaio 2021, perché ero a rischio iperstimolazione e lo avrei dovuto fare a novembre. Comunque mi inseriscono 2 blastocisti, ma purtroppo beta negative. Ora ci risentiamo perché ho ancora 6 ovociti congelati. Vi terrò aggiornate sulla mia storia. Non molleró mai, fino quando Dio mi darà la forza. Prima o poi avremo la nostra gioia.</p>
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		<title>Donne, siamo la Resilienza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[skya7]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vita passata a studiare e lavorare, per diventare quello che sognavo da piccola, trovare la mia strada, fare carriera partendo dalla gavetta, combattere in un mercato in cui la quasi nulla presenza femminile rendono competenza, esperienza e merito un optional. Ridendo e scherzando, arrivano i quasi 35 anni e, finalmente, la stabilità economica, professionale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vita passata a studiare e lavorare, per diventare quello che sognavo da piccola, trovare la mia strada, fare carriera partendo dalla gavetta, combattere in un mercato in cui la quasi nulla presenza femminile rendono competenza, esperienza e merito un optional. Ridendo e scherzando, arrivano i quasi 35 anni e, finalmente, la stabilità economica, professionale e (non meno importante) emotiva (perchè si è in due a decidere che è arrivato il momento giusto) arrivano e quindi è il momento giusto per coronare il sogno di costruire una famiglia. Senti che hai tanto da dare, senti che sapresti come rimediare agli &#8220;errori&#8221; che pensi che i tuoi genitori abbiano fatto con te, pensi che se hai combattuto cosi tanto nella vita hai davvero un sacco di cose da insegnare a tuo figlio.</p>
<p>E allora, partenza. Ma con un sentore di stranezza. Non so come spiegarlo: ho sempre sentito, fin dall&#8217;inizio, che c&#8217;era qualcosa che non andava. Sono una donna positiva, ma su me stessa no, sono autocritica ai limiti dell&#8217;accettabile e molto severa, ma questo mi ha dato un grande dono: so leggermi dentro e captare ogni minimo sentore o sintomo, fisico o emotivo, di qualsiasi cosa sia &#8220;fuori posto&#8221;. E così ho subito sentito.</p>
<p>In sostanza, decido di testa mia (dopo aver consultato 3 ginecologhe diverse che non mi hanno dato retta, anzi, che mi hanno tendenzialmente presa per pazza e isterica, dandomi dell&#8217;impaziente) di fare fin da subito degli esami specialistici. Così, invece di godermi i &#8220;primi mesi&#8221; di &#8220;divertimento&#8221; con il mio compagno, arrivano subito le mazzate: 34 anni e mezzo, riserva ovarica sotto i limiti accettabili ( qui la tragedia nella tragedia: in un primo centro risulta veramente un valore da caso disperato con quasi diagnosi di pre-menopausa. Per fortuna poi, si è rilevato essere errato: effettuato in un centro che processa il campione direttamente in sede senza trasporto, che comporta spesso sbalzi di temperatura che manomettono gli esiti, risulta che si, sono sotto media ma non da buttare via).</p>
<p>Per fortuna che leggo e mi informo.</p>
<p>Infatti, con altri sentori, dopo questo esito in cui consiglio è stato di aspettare almeno 6 mesi prima di fare altri approfondimenti, subito faccio tampone cervicale. Perchè, chiedete voi? Sensazione e auto-informazione. Mi spiego meglio: anni fa, da giovane, mi fu diagnosticata una cervicite. Nessuno, mai nessuno, mi ha chiesto di fare un tampone cervicale, se non la ricerca del HPV a cui sono risultata positiva (basso rischio). Invece, la cervicite può essere data da altri batteri, molto molto piu subdoli e pericolosi soratutto perche asintomatici.</p>
<p>Quindi, vado, primo tampone: positiva a batteri intestinali (entrococco e e. coli) e sopratutto micoplasma. Dramma: è pericoloso per la fertilità, chissà da quanto ce l&#8217;ho.</p>
<p>Cura antibiotica (per entrambi), rapporti protetti e altro giro! Frustrazione e bomba.</p>
<p>Sconfitto micoplasma, rimasti gli altri due, innocui dicono. Secondo dramma nel dramma ( ma voi potete anche chiamarla sfiga): stavolta si rileva anche una cosa brutta brutta che mi ha fatto sentire per metà poco di buono e per metà appestata da segnalare all&#8217;ASL: gonorrea! Già solo il nome fa paura, sembra la lettera scarlatta, G al posto di A. Immaginate il mio stato d&#8217;animo e il mio abbattimento. Però poi, razionalizzando (anche con la mi attuale gine, splendida) non è possibile, è un errore di laboratorio: il tampone prima non c&#8217;era e dopo 3 settimana e senza rapporti invece c&#8217;è, e senza antibiogramma.</p>
<p>Terzo giro: ciclo di antibiotici per gli amici intestinali, altro mese senza rapporti liberi, e via ma in un altro laboratorio ovviamente!</p>
<p>Notizia meravigliosa: sparito tutto, sono pulitissima!</p>
<p>Procediamo quindi con la sonoistero per vedere se la mia operazione di peritonite e tutte queste infezioni pregresse e mai curate perche asintomatiche abbiano per caso causato qualche aderenza nelle tube, che facilmente con questo esame di possono &#8220;ripulire&#8221; sturandole tipo super mega idraulico gel. Subito dopo, la % di rimanere incita aumentano esponenzialmente!</p>
<p>Ed Ecco, qua il mio istinto ha per la prima volta sbagliato: ero cosi felice del tampone pulito che non ho potuto ( o voluto?) contemplare la peggiore delle ipotesi che ieri si è verificata: TUBE OCCLUSE BILATERALMENTE.</p>
<p>A gennaio, primo colloquio per PMA, unica strada per noi, unica strada per noi con me con tube chiuse e riserva ovarica bassa.</p>
<p>Sto combattendo, certo, ma piangendo. La cosa più dura, ora, è accettare la mia fragilità e il mio difetto che in questo momento mi fanno sentire cosi in colpa verso me stessa, verso il mio compagno, mi fanno sentire una donna &#8220;a metà&#8221;, mi fanno pensare a tutti &#8221; Se avessi&#8221;, &#8220;Se non avessi&#8221; delle mia vita, mi fanno contorcere dal dolore, perche il cuore mi si è spaccato. Non è una metafora, sento proprio male al petto.</p>
<p>Ma sono una donna, resiliente per natura. Ce la farò, o perlomeno, ci proverò.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lacrime trattenute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[picci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2020 05:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lui era, ed è, molto di più che potevo sognare, mi alzo ogni mattina lo guardo e il mio cuore si riempie di gioia e amore. Era lui. È lui. Non ho dubbi. Il mio migliore amico, finché quella domanda tanto attesa non è arrivata: &#8221; ma noi siamo amici perché non possiamo stare insieme?&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lui era, ed è, molto di più che potevo sognare, mi alzo ogni mattina lo guardo e il mio cuore si riempie di gioia e amore. Era lui. È lui. Non ho dubbi. Il mio migliore amico, finché quella domanda tanto attesa non è arrivata: &#8221; ma noi siamo amici perché non possiamo stare insieme?&#8221; &#8230; Da lì il mondo, mandare tutto a puttane per stare con lui, uscire, mettersi insieme &#8230; E dopo 3 mesi la convivenza! Il primo anno?!?! Un misto di amore e piatti che volavano, ma l&#8217;amore, nonostante tutto, era lì. Ed è proprio quell&#8217;amore che dopo un anno di convivenza, senza nemmeno parlarne, lo portò ad essere libero di fare un figlio con me&#8230; Ricordo con molta tenerezza le persone che eravamo quel giorno, non parlammo fino alla sera successiva, ero sonvolta! Anzi, eravamo sconvolti! Parlai con la mia migliore amica, mi accompagnò in farmacia per prendere la pillola del giorno dopo&#8230; E ancora oggi mi domando: &#8221; chissà, magari quella volta era quella buona?!?&#8221; La sera tornai a casa, frastornata da tutto. Parlammo, e dopo quell&#8217;esperienza capimmo di voler diventare genitori. Mettere al mondo un figlio nostro. Ma da lì in poi ogni mese diventò una nuova delusione, facevamo finta che andasse tutto bene, finché scoccare del primo anno andammo dal mio ginecologo per capire cosa non andava. La prima cosa che ci fu richiesta è stato lo spermiogramma. Ancora ho bene in mente i suoi occhi terrorizzati nell&#8217;affrontare quell&#8217;esame e il suo responso. E io?! Io non volevo, in realtà non volevo sapere, perché inevitabilmente uno dei due avrebbe portato per sempre un peso enorme se qualcosa non andava. E qualcosa non andò.</p>
<p>Oligospermia &#8230;.&nbsp; Dicevano che era una stupidaggine, ma sono passi altri 3 anni e siamo ancora qui, a fingere ogni mese di non sperare per poi ogni mese avere un colpo al cuore.</p>
<p>Sarà anche altro?!? Avrò problemi anche io?! In realtà non volevo saperlo, i miei parametri erano noramli e bastava.</p>
<p>Potevamo affrontare un percorso ospedaliero per aiutarci?!? Si ok, apparte il lato economico, io non capisco cosa abbiamo fatto di male per meritare di esporre la nostra intima vita sessuale a dei medici, cosa abbiamo fatto di male per dover programmare i nostri rapporti e fare esami su esami, cure su cure.</p>
<p>Mao non&nbsp; posso mettere quello che è ormai il mio matrimonio, e quella che dovrebbe essere la gioia più grande di avere un figlio in mano a situazioni ospedaliere, e sto male! Sto male perché lo desidero tanto questo figlio, e non trovo giusto che non sia uguale e semplice per tutti! Per noi e per tutte le coppie che come noi devono decidere se affrontare un percorso che potrebbe dilaniare il rapporto o rassegnarsi di non poter aver figli e sperare che la felicità si trovi altrove. Per tutte quelle coppie che trovano la forza di affrontare un percorso che comuqnue fa male accettare per raggiungere quell&#8217;obiettivo.</p>
<p>Tutti intorno a noi sembrano fare figli come comprare il pane, ed io, anzi noi, siamo felici dal profondo del cuore per loro&#8230; Tutti che rispondono: &#8221; abbiamo iniziato e al primo mese tac&nbsp; ero incinta! &#8221;</p>
<p>E tu sei lì piena di gioia per loro, ma trattieni le lacrime per il dolore che dentro&nbsp; ti&nbsp; uccide&#8230; Perché dovrebbe essere facile e naturale per tutti, ma non lo è!</p>
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		<title>Sono una donna forte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[petro_nilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 10:55:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una donna forte, mi dico quando mi guardo allo specchio. Sono sempre stata una bambina molto determinata, cresciuta con un padre assente, una madre super-eroina, una sorella difficile. Non mi sono spaventata quando, a 18 anni, sono andata via di casa per studiare e contemporaneamente ho cominciato una storia (a distanza) con un ragazzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una donna forte, mi dico quando mi guardo allo specchio. Sono sempre stata una bambina molto determinata, cresciuta con un padre assente, una madre super-eroina, una sorella difficile. Non mi sono spaventata quando, a 18 anni, sono andata via di casa per studiare e contemporaneamente ho cominciato una storia (a distanza) con un ragazzo meraviglioso, ma affetto da una grave malattia genetica. Mi sono sempre detta che non è giusto rinunciare a una cosa solo perché sarà difficile, dopotutto io sono consapevole di essere una donna forte.</p>
<p>E così è nata una bellissima storia d&#8217;amore, che dura oramai da 13 anni. Non ho vacillato neanche quando ho scoperto che la malattia del mio fidanzato comportava anche una potenziale sterilità e che per poter sperare di avere figli l&#8217;unica nostra possibilità sarebbe stata la fecondazione assistita. A 25 anni lui si è sottoposto a una TESE e abbiamo congelato il suo seme. Già, perché nel frattempo gli viene detto che dovrà inserirsi in lista per un doppio trapianto di polmoni. Lì sì che mi sono spaventata, le sue condizioni di salute si stavano aggravando: ho mollato tutto, ho messo da parte la carriera, sono tornata da lui in Italia. Andiamo a convivere, ci sposiamo. Dopo due mesi dal matrimonio, arriva la chiamata, si sottopone all&#8217;intervento e fortunatamente tutto va bene. Seguono un paio d&#8217;anni faticosi, molto complicati. Ma la sua qualità della vita migliora notevolmente e ci sentiamo enormemente fortunati. Ricevuto il consenso dei medici, decidiamo di cercare di realizzare il sogno che da sempre entrambi coltiviamo e iniziamo finalmente il nostro percorso di PMA.</p>
<p>Ho 29 anni e i dottori mi dicono che non avendo io problemi di fertilità è praticamente impossibile che non rimanga incinta. Primo tentativo, fallito. Riusciamo però a congelare due blastocisti.</p>
<p>Secondo tentativo, un embrione attecchisce. Mi sento la persona più fortunata sulla faccia della terra. Poi, quasi al quarto mese di gravidanza, durante una visita di controllo, le parole che nessuna donna vorrebbe mai sentirsi dire: &#8220;Signora, non c&#8217;è più battito&#8221;.</p>
<p>Da lì, io, donna forte, ho ceduto. è iniziato il periodo più buio della mia vita. Quando mi guardavo allo specchio non mi riconoscevo più: il mio corpo era gonfio e allo stesso tempo vuoto, il viso spento, le lacrime cadevano senza che ne avessi più il controllo. Il mio corpo mi aveva tradito. I sensi di colpa per non essere riuscita proteggere la cosa più cara che avevo, il senso di fallimento, volere solo che fosse solo un brutto sogno. Il vuoto dentro e fuori, perché le persone d&#8217;intorno non capivano o per imbarazzo non sapevano come affrontare l&#8217;argomento. Nella mia immagine riflessa non vi era più traccia della donna forte che è in me.</p>
<p>Mio marito capisce che c&#8217;è qualcosa che non va, che non è solo tristezza, che quella ameba non sono io. Mi porta (anche se inizialmente non ero d&#8217;accordo, ma tanto non avevo la forza di oppormi) da una psicologa prima, da una psichiatra poi. Arriva la diagnosi: depressione, in parte dovuta ai bombardamenti ormonali a cui sono stata sottoposta. L&#8217;amore incondizionato di mio marito, le parole giuste e una adeguata terapia sono state la mia salvezza.</p>
<p>Ci è voluto un anno e mezzo, ma sono rinata. Ho chiesto aiuto, mi sono curata e mi sono presa il mio tempo. Ho lavorato su me stessa e sul rapporto con mio marito, abbiamo fatto il viaggio di nozze che non avevamo potuto fare a suo tempo date le sue precarie condizioni di salute e, insieme, ci siamo rialzati.</p>
<p>A settembre decidiamo di riprovarci. Terzo tentativo. Sindrome da iperstimolazione ovarica, riesco ad arrivare al pick-up, ma dopo di quello sono costretta a fermarmi di nuovo, per altri due mesi. Dei 18 ovociti prelevati, se ne fecondano &#8220;solo&#8221; due.</p>
<p>Ho deciso di raccontare la mia storia perché dopodomani, se Dio vuole, dovrei fare finalmente il tanto desiderato transfer dei nostri due preziosissimi ed amatissimi embrioncini. Voglio svuotarmi di tutte le emozioni negative che mi porto dietro da anni, perché gli eventuali bambini che verranno, meritano di avere una mamma forte, che si è buttata alle spalle il passato, che è pronta a dedicarsi solo a loro, senza paure ed apprensioni di cui non hanno colpe.</p>
<p>Dopodomani, prima dell&#8217;intervento, mi guarderò allo specchio e mi dirò: sei una donna forte, lo sei sempre stata, se cadrai saprai rialzarti. Non smetterai mai di lottare per la felicità che meriti. Sarai una mamma forte.</p>
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		<title>la vita è una lotta continua ma possiamo farcela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2018 00:40:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao a tutti mi chiamo sabrina all età di 16 anni scopro di avere la leucemia acuta promielocitica dopo 5 cicli di chemioterapia per 2 anni sto bene a 18 anni scopro di essere incinta in modo naturale ma purtroppo devo interrompere la gravidanza perché a causa dei farmaci che assumevo per il mantenimento il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti mi chiamo sabrina all età di 16 anni scopro di avere la leucemia acuta promielocitica dopo 5 cicli di chemioterapia per 2 anni sto bene a 18 anni scopro di essere incinta in modo naturale ma purtroppo devo interrompere la gravidanza perché a causa dei farmaci che assumevo per il mantenimento il mio bambino poteva avere problemi di salute una scelta che ti spezza il cuore e un dolore indescrivibile&nbsp; che portero per il resto della mia vita dopo 8 mesi si ripresenta la malattia e sono costretta a trapianto autologo di midollo osseo perché le mie 2 sorelle non sono compatibili e nel dicembre 2009 scopro che le chemioterapie mi hanno resa sterile e dopo che avro finito le chemio e se mai sarei stata bene dovevo affrontare anche la strada della PMA .</p>
<p>Nel 2012 mi sposo consapevole di non poter avere figli e dopo tanti sacrifici finalmente nel 2013 partiamo per athene e facciamo la nostra prima eterologa con la felicità nel cuore ero convinta di avercela fatta ma alle beta purtroppo era negativo e li davvero volevo morire anche perché non conoscevo tanti aspetti della Pma pensavo ok parto facciamo la tecnica e finalmente avro un figlio ma non è stato cosi .</p>
<p>aspetto più di 3 anni per accedere alla pma perche pultroppo non solo sono stata sfortunata ma sono anche povera <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f622.png" alt="😢" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> finalmente in Italia si puo accedere alla fecondazione assistita un miracolo mi dico e facciamo tutti i documenti per accedere alla pma faccio il trasfer di 2 embrioni e alle beta positivo e li ho pianto come mai ho fatto nella mia vita ma dopo 2 giorni beta 0 volevo morire ero disperata ma mi riprendo e ricomincio il percorso faccio un 3 tentativo e di nuovo beta 0 ennesima delusione a settembre si bloccano i LEA&nbsp; in campania e sono costretta a fermare tutto x inpossibita economiche e nel 2018 finalmente si sblocca tuttemo rifaccio i documenti e decidiamo di fare il nostro 4 tentativo con molte speranza nel cuore ma pultroppo ennessimo negativo ad oggi mi chiedo come e difficile la Vita per chi e povero e non puo fare pma in regime privato la maternità e stato sempre un mio sogno ho lottato per vivere ma pultroppo il mio sogno sta svanendo non ho i mezzi economici per inseguire i miei sogni e allora mi chiedo NE VALSA LA PENA LOTTARE PER POI NON REALIZZARE I MIEI SOGNI il mondo della pma e difficile ma quando ci sono i mezzi economici per affrontare le spese della pma tutto diventa facile e per me non e così&#8230;&#8230;.</p>
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