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	<title>speranza &#8211; Parole Fertili</title>
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	<description>Uno spazio per raccontare</description>
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	<title>speranza &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>La nostra favola&#8230; forse!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luisa_m]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 11:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’era una volta… … ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori! Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C’era una volta… </strong></p>
<p>… ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori!</p>
<p>Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che potesse esserci qualche problema. Prenoto una visita dal ginecologo che mi ha in cura da quando avevo 15 anni e mi dice di “<em>non avere fretta</em>”, di “<em>non pensarci</em>” e che dal punto di vista ginecologico è tutto a posto.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema!</em></p>
<p>Passano i mesi&#8230; che iniziano a diventare anni e il ginecologo insiste sull&#8217;aspettare, ma intanto ci consiglia di iniziare a sentire qualche centro per la procreazione assistita, magari privato in quanto le strutture pubbliche hanno tempi e liste di attesa molto lunghe.</p>
<p>Inizia così il nostro pellegrinaggio, in centri privati e pubblici, con liste infinite di esami e visite dai quali non è emerso nulla che potesse giustificare la nostra infertilità.</p>
<p>Abbiamo incontrato medici di ogni tipo (e qui occorrerebbe aprire un capitolo apposito), uniti tutti da una stessa convinzione: i protocolli standard vanno applicati a tutti, come se ogni coppia fosse uguale all&#8217;altra&#8230;&nbsp;ma le statistiche gli danno ragione!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema, che pesano sempre di più!</em></p>
<p>Ho anche effettuato un anno e mezzo di psicoterapia, pensando che la mia mente potesse essere l&#8217;ostacolo alla realizzazione del nostro sogno, per liberarmi dal senso di colpa che non mi abbandonava mai: ogni mestruazione era per me come essere bocciata ad un esame, cosa mai avvenuta prima nella mia, nella nostra vita, nonostante le difficoltà che ci hanno sempre accompagnato!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie, credo, si siano rassegnate!</em></p>
<p>Iniziamo le tecniche di inseminazione di primo livello presso una struttura pubblica, dove ad ogni monitoraggio ecografico a seguito dei bombardamenti ormonali avevo almeno 2/3 studenti pronti ad imparare qualcosa di nuovo su di me, ma che non mi ascoltavano, convinti, che i protocolli standard potessero funzionare anche su di me&#8230; e ogni mese, una nuova delusione!</p>
<p>Nessuno, fino a quel momento, aveva pensato a noi come persone, ma solo come numeri e dati statistici, nessuno aveva analizzato il nostro caso e ascoltato le nostre parole!</p>
<p>Sentiamo parlare di un Professore, unico in Italia ad utilizzare dei protocolli americani per indagare le cause dell&#8217;infertilità femminile e per due anni ci mettiamo nelle sue mani. Inizialmente sembrò davvero che, a differenza degli altri, lui volesse davvero occuparsi di noi, analizzando i dati emersi dagli esami che ci ha prescritto. Non so dirvi se abbiamo speso di più in esami e visite o in carburante e autostrada per raggiungerlo ogni 3 mesi! Nonostante la sua sicurezza sull&#8217;infallibilità della sua cura e del suo metodo, le sue vane rassicurazioni che ci davano sempre più speranza ad ogni controllo e le estenuanti cure fatte di iniezioni intramuscolo e prelievi infiniti, dopo due anni ci ha detto al telefono che l&#8217;unica strada per noi era la fecondazione assistita…&nbsp; E si, al telefono, perché nel frattempo a complicare tutto, era arrivata anche la pandemia mondiale!!!!</p>
<p><em>Ma non si molla…</em></p>
<p>Prendendo confidenza, anzi, facendo proprio amicizia con l’infermiera che ogni mese, da due anni mi effettuava le iniezioni intramuscolo, mi mette a conoscenza di un centro pubblico di avanguardia, appena fuori Regione… chiamo subito!</p>
<p>Mentre attendiamo di essere ricevuti, su un tavolino nella sala d’attesa vedo questo libro, “<em>Parole fertili</em>” messo a disposizione delle coppie dai medici del Centro PMA e in cuor mio penso di essere arrivata nel posto giusto finalmente, qualsiasi sia il risultato finale di questa nostra storia!</p>
<p>Ci riceve, nel giro di pochi giorni, una dottoressa giovane, dolce e molto preparata che ascolta la nostra storia, analizza i due libroni di esami che abbiamo fatto in questo lungo cammino e ci da alcuni esami da ripetere, per dare avvio alla fecondazione assistita di secondo livello.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie tacciono, nuovo Lockdown e il centro PMA chiude fino a data da destinarsi: credo che ogni racconto sulla nostra delusione sia superfluo, a questo punto della storia.</em></p>
<p>Riaprono il centro 3 mesi dopo, mi chiamano per riprendere la cura, e durante un ecografia interna mi diagnosticano un piccolo mioma uterino, da rimuovere con un’operazione in laparoscopia, con anestesia spinale, in day hospital…</p>
<p>… <strong>e vissero per sempre felici e contenti</strong>… di questo spero di potervene parlarvene nella prossima puntata!</p>
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		<title>Quando testa e cuore non bastano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacky]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 15:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l&#8217;artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio desiderio e la mia determinazione non bastano.</p>
<p>Ho avuto due aborti spontanei nel 2017 e nei successivi 2 anni sono seguite una serie infinita di esami e terapie farmacologiche che non hanno dato gli esiti sperati. Il mio problema non è stato rimanere incinta ma riuscire a portare avanti la gravidanza. Con la paura di un terzo fallimento, insieme a degli esami non brillanti miei e di mio marito, non abbiamo più voluto provare spontaneamente ad avere un figlio ed abbiamo scelto di affidarci a un centro di PMA. Per me è come dire &#8216;pensateci voi, sollevatemi dal compito di rimanere incinta solo con le mie forze&#8217;. Delego questa responsabilità ad altri. Ma al tempo stesso mi sento impotente perché non funziona come è sempre stato: mi impegno, faccio sacrifici, faccio tutto al meglio, quindi il risultato deve arrivare per forza. Altra cosa che fatico a gestire sono le tempistiche, abituata alla situazione problema, azione per risolverlo, risultato tutto nel più breve tempo possibile, questi ultimi due anni in balia di terapie con tempistiche lunghe e non determinate da me sono stati duri da accettare.</p>
<p>Ho iniziato la stimolazione ormonale da cinque giorni, oggi ho fatto la mia prima eco dopo 4 punturine e già sono in ansia e tendente a demoralizzarmi perché i miei follicoli erano e sono piccolissimi. Mi dico che è prematuro un disfattismo del genere. Eppure lo provo. Come riuscirò ad affrontare questo percorso verso la ICSI? Dove trovo una sana dose di ottimismo? Oppure come mi preparo ad un eventuale insuccesso?</p>
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		<title>La speranza non muore mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sissy14628]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 09:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao a tutte quelle donne che come me stanno provando sulla loro pelle la costante e quotidiana aspirazione di voler diventare madre. Io sto cercando il mio bambino da quasi sei anni; i primi tre sono stati sereni con mio marito, non ci eravamo rivolti a nessun centro di pma perchè il mio desiderio non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutte quelle donne che come me stanno provando sulla loro pelle la costante e quotidiana aspirazione di voler diventare madre.</p>
<p>Io sto cercando il mio bambino da quasi sei anni; i primi tre sono stati sereni con mio marito, non ci eravamo rivolti a nessun centro di pma perchè il mio desiderio non era realmente esploso e quello di mia marito era praticamente assente.Poi succede, mi faccio promotrice di una ricerca più attiva, inizio ad esprimere chiaramente che il mio desiderio è qualcosa di più, molto di più, cresce in fretta e purtroppo non all&#8217;unisono e la coppia va in crisi.</p>
<p>Vi assicuro che ho fatto di tutto per accompagnare dolcemente mio marito in questo percorso doloroso , perchè di certo sono sicura che nessuna donna sceglierebbe, se potesse, di avere un figlio in vitro piuttosto che secondo natura , ma lui purtroppo non c&#8217;è mai stato in questa ricerca, sino all&#8217;epilogo più assurdo che mai avrei potuto immaginare, perchè lo ripeto, ho sempre cercato di non fargli mai pesare i rapporti mirati (lui tanto era talmente disinteressato alla ricerca), di non piangere e di cercare di fargli vedere una persona cmq sorridente .Ma lui , un bel giorno, ad un mese dalla nostra prima fivet (dopo un anno di lista d&#8217;attesa) mi lascia, accusandomi di averlo trascurato e di aver anteposto la ricerca di un figlio alla serenità e tranquillità della nostra vita di coppia (sposati felicemente da 12 anni, io 39 anni,lui 37).</p>
<p>Inutile dirvi quello che ho provato.</p>
<p>Ma poi lui torna, dopo aver sperimentato altre situazioni con donne separate con figli, mi dice che ha capito solo ora cosa vuol dire desiderare una famiglia, che ha capito di voler provare ad avere figli suoi e non a fare il compagno/padre surrogato dei figli di qualcun altro, e che l&#8217;unica donna con cui sogna adesso una famiglia, sono io.</p>
<p>Dopo otto mesi di separazione di fatto ed a qualche settimana dalla separazione legale, io vado in crisi profonda e decido di dargli una possibilità; i sentimenti per lui non sono mai cessati ma sicuramente la ferita è stata dolorosa.</p>
<p>Quello di cui pero&#8217; mi sono resa conto è che fino a quando non faro&#8217; tutti i tentativi che mi sentiro&#8217; di fare per realizzare il sogno non sarò in grado di poter avviare quel processo di accettazione di una vita senza figli, necessario per proseguire nella propria vita senza l&#8217;angoscia del &#8220;ma ho fatto tutto quello potevo fare??&#8221;</p>
<p>Io non so come andrà a finire, non so se riuscirò mai a diventare madre, quello di cui sono certa però è che l&#8217;amore immenso per una vita che ancora deve nascere mi porta ad impegnarmi nuovamente per rimettere le cose a posto con mio marito, un uomo che soltanto ora mi parla del nome che vorrebbe dargli , un uomo che soltanto ora dice che è pronto a starmi accanto in questo percorso e ad asciugarmi le lacrime&#8230;purtroppo bisogna fare i conti con un dolore per la mancanza di un figlio che in una donna ha un peso ed una consistenza totalmente diversa da un uomo&#8230;per carità&#8230;non voglio dire che non esistano uomini che non desiderano fortemente avere dei figli &#8230;so che ci sono&#8230;ma io mi sono innamorata di un altro genere d&#8217;uomo&#8230;</p>
<p>mi sento di dare soltanto un consiglio a tutte noi donne &#8230;.sforzatevi di non trasformate l&#8217;amore per il sogno più bello in sentimenti negativi per quello che la sorte ci ha riservato&#8230;mio marito è sempre stato una persona stupenda ma non era pronto ad affrontare questo percorso ed io non ho colpe per desiderare qualcosa che è nella natura delle cose &#8230;.quindi cio&#8217; che resta è la speranza che la vita ci regali vita e la speranza che, comunque vada, ci sia qualcuno che desideri tenerti per mano e non prechè lo deve fare ma perchè si sente di farlo.</p>
<p>Un in bocca al lupo a tutte quante</p>
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