<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tentativi &#8211; Parole Fertili</title>
	<atom:link href="https://www.parolefertili.it/tag-storie/tentativi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.parolefertili.it</link>
	<description>Uno spazio per raccontare</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Oct 2024 05:03:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.7</generator>

<image>
	<url>https://www.parolefertili.it/wp-content/uploads/2022/10/cropped-logo-quadrato-32x32.jpg</url>
	<title>tentativi &#8211; Parole Fertili</title>
	<link>https://www.parolefertili.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La strada perduta</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/la-strada-perduta/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/la-strada-perduta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[saretta88]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 14:07:14 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=la-strada-perduta</guid>

					<description><![CDATA[Sto perdendo la rotta. Fino a non tantissimo tempo fa, pur nella nebbia di questa assurda avventura qual è la sterilità, avevo le idee abbastanza chiare su cosa avrei voluto fare e cosa no: in linea generale conoscevo i miei limiti e sapevo fin dove sarei stata capace di spingermi, con le visite, gli esami [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sto perdendo la rotta. Fino a non tantissimo tempo fa, pur nella nebbia di questa assurda avventura qual è la sterilità, avevo le idee abbastanza chiare su cosa avrei voluto fare e cosa no: in linea generale conoscevo i miei limiti e sapevo fin dove sarei stata capace di spingermi, con le visite, gli esami e gli eventuali trattamenti; adesso non lo so più. Ogni giorno mi alzo confusa e vado a letto con le idee ancora meno chiare.</p>
<p>Dopo tanti anni ancora non abbiamo in mano una diagnosi, il che non mi consente di mettere il cuore in pace. La mia intimità negli ultimi sei mesi è stata violata non meno di sette volte da quattro diversi medici. La dottoressa da cui sono stata a fine marzo, finora la più competente che abbia incontrato, mi ha consigliato di fare una isteroscopia diagnostica, il che vorrebbe dire altri medici, altre sonde, altre mani&#8230;</p>
<p>Sono stufa di tutto questo, di non capire cosa c&#8217;è che non vada in me o in mio marito, ma non proseguire mi terrorizza forse di più. Ho paura di ritrovarmi tra qualche anno con il rimpianto di non aver indagato quanto avrei dovuto, di aver avuto abbastanza coraggio per tentare l&#8217;innimaginabile, di non aver desiderato a sufficienza questa figlio che vive da anni solo nella mia testa&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/la-strada-perduta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PassoDopoPasso</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/passodopopasso/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/passodopopasso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 12:15:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=passodopopasso</guid>

					<description><![CDATA[Cosa vorresti fare da grande?La mamma!!!A 21 anni conosco mio marito, andiamo subito a convivere, dopo una stabilità di coppia ed economica, a 29 anni decidiamo di avere un bambino. Dopo 1 anno iniziamo a fare i soliti esami di controllo: risulta essere tutto ok. (Precedentemente lui era stato operato di varicocele asintomatico, ma il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa vorresti fare da grande?La mamma!!!A 21 anni conosco mio marito, andiamo subito a convivere, dopo una stabilità di coppia ed economica, a 29 anni decidiamo di avere un bambino.</p>
<p>Dopo 1 anno iniziamo a fare i soliti esami di controllo: risulta essere tutto ok. (Precedentemente lui era stato operato di varicocele asintomatico, ma il suo spermiogramma è molto buono.)</p>
<p>Iniziamo il nostro percorso in Pma, 2 IUI, 1 FIVET, 3 ICSI&#8230;si formano sempre embrioni di grado A di 8 cellule trasferiti in terza giornata, ma nessuno di loro attecchisce.</p>
<p>Nell&#8217;ultima stimolazione la biologa conferma che la qualità dei miei ovociti, apparentemente bella, è molto bassa, l&#8217;amh &#8220;crolla&#8221; a 0.40, non sono idonei a diventare solidi nidi.</p>
<p>Inutile &#8220;accanirsi&#8221;.</p>
<p>Abbiamo ancora una piccola possibilità che ad inizio percorso avevamo scartato: l&#8217;ovodonazione, una bellissima opportunità.</p>
<p>Facciamo altri esami, che risultano essere tutti ok, &#8220;raccimoliamo&#8221; i soldini e via&#8230;ora sono in cova di una blastocisti.</p>
<p>Ora abbiamo 37 anni, di strada ne abbiamo fatta in questi anni&#8230;la Speranza, l&#8217;ottimismo, la Positività caratteristici dei nostri caratteri, a tratti ci vengono a mancare per i classici dolorini pre-ciclo accompagnati a piccole macchiette rosate sulla carta igienica solo di mattina.</p>
<p>È domenica, domani sarebbe il giorno dell&#8217;arrivo puntuale del mio ciclo, riuscire ad arrivare a venerdì per l&#8217;esame delle beta, sarà molto lunga perché ci sentiamo che anche questa prima nuova volta, non sia andata bene (stessi uguali sintomi di tutte le altre volte).</p>
<p>A volte odio il mio corpo, il mio apparato riproduttivo nello specifico, è difettoso o meglio non idoneo ad accogliere una gravidanza, e nemmeno la scienza ci potrà aiutare!</p>
<p>Ci chiediamo dove abbiamo trovato, e continuiamo a trovare, il coraggio per andare avanti, PassoDopoPasso insieme, speriamo di farcela e se non dovessimo riuscirci, cosa che abbiamo già messo in conto, saremo consapevoli e fieri di noi stessi, per&nbsp; avere provato tutte le strade che ci sentivamo di intraprendere.</p>
<p>#UnaStoriaUnLibro</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/passodopopasso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un viaggio chiamato Speranza.</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/un-viaggio-chiamato-speranza/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/un-viaggio-chiamato-speranza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 18:13:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=un-viaggio-chiamato-speranza</guid>

					<description><![CDATA[Ho 42 anni a novembre. Io e il mio compagno stiamo insieme da 9, da 3 conviviamo, da 4 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio, o quanto meno a non evitarlo. Dopo un anno di tentativi sentivo che c&#8217;era qualcosa che non andava&#8230;feci i miei esami di controllo di base&#8230;chiesi a lui di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 42 anni a novembre. Io e il mio compagno stiamo insieme da 9, da 3 conviviamo, da 4 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio, o quanto meno a non evitarlo.</p>
<p>Dopo un anno di tentativi sentivo che c&#8217;era qualcosa che non andava&#8230;feci i miei esami di controllo di base&#8230;chiesi a lui di fare l&#8217;unico esame che serviva&#8230; sempre si rifiutava, sempre trovava scuse. C&#8217;ho messo 2 anni a fargli fare finalmente uno spermiogramma. Poi ho continuato con tutte le indagini possibili.</p>
<p>Nulla . Non c&#8217;è una causa . Sine causa dicono i medici&#8230;. conta però la mia età e la bassa riserva ovarica. A nessuna donna viene insegnato che è importante sapere la propria riserva ovarica e tenerla sotto controllo per nn precludere nulla nella vita. Decidiamo di provare con la Fivet&#8230;.lui molto resistente,&nbsp; d&#8217;un tratto era cattolico&#8230;&#8221;.andiamo contro Dio&#8230;Dio nn vuole sennò ce lo avrebbe mandato&#8230;non andiamo contro Dio..&#8221;..Io ho sempre creduto nel detto Aiutati che Dio ti aiuta&#8230;.</p>
<p>Primo tentativo.&nbsp; Fallito.</p>
<p>E lui che mi diceva che ci dovevamo rassegnare&#8230;</p>
<p>Secondo tentativo. Fallito.</p>
<p>&#8220;Ora capirai che bisogna rassegnarsi&#8221;</p>
<p>No. Io non l ho capito&#8230;io non riesco a rassegnarmi. Io non accetto di non avere questa preziosa opportunità di avere un figlio.</p>
<p>Tutto questo &#8230;.mette la nostra coppia in crisi&#8230; spesso&#8230;poi ci ritroviamo&#8230;per poi riperderci nei nostri dolori&#8230;incolpandoci del tempo perso&#8230;della nostra immaturità affettiva degli anni passati&#8230;. pensavamo che la realizzazione fosse avere un ottimo lavoro e una buona posizione&#8230;oggi so che non mi basta&#8230;.e continuerò ancora un altro po&#8217;&#8230;in questo viaggio chiamato Speranza.</p>
<p>#UnaStoriaUnLibro</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/un-viaggio-chiamato-speranza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nostra favola&#8230; forse!</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/la-nostra-favola-forse/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/la-nostra-favola-forse/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luisa_m]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 11:51:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=la-nostra-favola-forse</guid>

					<description><![CDATA[C’era una volta… … ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori! Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C’era una volta… </strong></p>
<p>… ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori!</p>
<p>Un mese, due, tre&#8230; e subito ci rendiamo conto che potesse esserci qualche problema. Prenoto una visita dal ginecologo che mi ha in cura da quando avevo 15 anni e mi dice di “<em>non avere fretta</em>”, di “<em>non pensarci</em>” e che dal punto di vista ginecologico è tutto a posto.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema!</em></p>
<p>Passano i mesi&#8230; che iniziano a diventare anni e il ginecologo insiste sull&#8217;aspettare, ma intanto ci consiglia di iniziare a sentire qualche centro per la procreazione assistita, magari privato in quanto le strutture pubbliche hanno tempi e liste di attesa molto lunghe.</p>
<p>Inizia così il nostro pellegrinaggio, in centri privati e pubblici, con liste infinite di esami e visite dai quali non è emerso nulla che potesse giustificare la nostra infertilità.</p>
<p>Abbiamo incontrato medici di ogni tipo (e qui occorrerebbe aprire un capitolo apposito), uniti tutti da una stessa convinzione: i protocolli standard vanno applicati a tutti, come se ogni coppia fosse uguale all&#8217;altra&#8230;&nbsp;ma le statistiche gli danno ragione!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema, che pesano sempre di più!</em></p>
<p>Ho anche effettuato un anno e mezzo di psicoterapia, pensando che la mia mente potesse essere l&#8217;ostacolo alla realizzazione del nostro sogno, per liberarmi dal senso di colpa che non mi abbandonava mai: ogni mestruazione era per me come essere bocciata ad un esame, cosa mai avvenuta prima nella mia, nella nostra vita, nonostante le difficoltà che ci hanno sempre accompagnato!</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie, credo, si siano rassegnate!</em></p>
<p>Iniziamo le tecniche di inseminazione di primo livello presso una struttura pubblica, dove ad ogni monitoraggio ecografico a seguito dei bombardamenti ormonali avevo almeno 2/3 studenti pronti ad imparare qualcosa di nuovo su di me, ma che non mi ascoltavano, convinti, che i protocolli standard potessero funzionare anche su di me&#8230; e ogni mese, una nuova delusione!</p>
<p>Nessuno, fino a quel momento, aveva pensato a noi come persone, ma solo come numeri e dati statistici, nessuno aveva analizzato il nostro caso e ascoltato le nostre parole!</p>
<p>Sentiamo parlare di un Professore, unico in Italia ad utilizzare dei protocolli americani per indagare le cause dell&#8217;infertilità femminile e per due anni ci mettiamo nelle sue mani. Inizialmente sembrò davvero che, a differenza degli altri, lui volesse davvero occuparsi di noi, analizzando i dati emersi dagli esami che ci ha prescritto. Non so dirvi se abbiamo speso di più in esami e visite o in carburante e autostrada per raggiungerlo ogni 3 mesi! Nonostante la sua sicurezza sull&#8217;infallibilità della sua cura e del suo metodo, le sue vane rassicurazioni che ci davano sempre più speranza ad ogni controllo e le estenuanti cure fatte di iniezioni intramuscolo e prelievi infiniti, dopo due anni ci ha detto al telefono che l&#8217;unica strada per noi era la fecondazione assistita…&nbsp; E si, al telefono, perché nel frattempo a complicare tutto, era arrivata anche la pandemia mondiale!!!!</p>
<p><em>Ma non si molla…</em></p>
<p>Prendendo confidenza, anzi, facendo proprio amicizia con l’infermiera che ogni mese, da due anni mi effettuava le iniezioni intramuscolo, mi mette a conoscenza di un centro pubblico di avanguardia, appena fuori Regione… chiamo subito!</p>
<p>Mentre attendiamo di essere ricevuti, su un tavolino nella sala d’attesa vedo questo libro, “<em>Parole fertili</em>” messo a disposizione delle coppie dai medici del Centro PMA e in cuor mio penso di essere arrivata nel posto giusto finalmente, qualsiasi sia il risultato finale di questa nostra storia!</p>
<p>Ci riceve, nel giro di pochi giorni, una dottoressa giovane, dolce e molto preparata che ascolta la nostra storia, analizza i due libroni di esami che abbiamo fatto in questo lungo cammino e ci da alcuni esami da ripetere, per dare avvio alla fecondazione assistita di secondo livello.</p>
<p><em>E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie tacciono, nuovo Lockdown e il centro PMA chiude fino a data da destinarsi: credo che ogni racconto sulla nostra delusione sia superfluo, a questo punto della storia.</em></p>
<p>Riaprono il centro 3 mesi dopo, mi chiamano per riprendere la cura, e durante un ecografia interna mi diagnosticano un piccolo mioma uterino, da rimuovere con un’operazione in laparoscopia, con anestesia spinale, in day hospital…</p>
<p>… <strong>e vissero per sempre felici e contenti</strong>… di questo spero di potervene parlarvene nella prossima puntata!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/la-nostra-favola-forse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aspettative disilluse</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/le-aspettative-disilluse/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/le-aspettative-disilluse/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[pina81]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 21:53:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=le-aspettative-disilluse</guid>

					<description><![CDATA[Ciao tutte raccontare la propria esperienza e’ un modo per sentirsi meno sole in questo iter che la vita ti ha predestinato. 10 anni fa’ ho sofferto di endometriosi mi hanno asportato un costi ovarica ero giovane e non pensavo ancora ad avere figli ma ero ignara che quella esperienza mi avrebbe poi complicato le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao tutte raccontare la propria esperienza e’ un modo per sentirsi meno sole in questo iter che la vita ti ha predestinato.</p>
<p>10 anni fa’ ho sofferto di endometriosi mi hanno asportato un costi ovarica ero giovane e non pensavo ancora ad avere figli ma ero ignara che quella esperienza mi avrebbe poi complicato le cose in un concepimento naturale.E’ il 2018 quando io e il mio compagno iniziamo i primi rapporti non protetti e dopo circa un anno che non accadeva niente mi sono sottoposta ad alcuni esami&#8230;lui tutto ok io no scopro che l antimulleriano e’ basso 0.31 e che ci sono scarse possibilità di avere una gravidanza naturale..non mi perdo d animo e provo cn una Iui con zero risultato (settembre 2019)</p>
<p>Da li a qualche mese (Marzo 2020) &nbsp;proviamo una Fivet dopo che mi sono dopata di ormoni sviluppo solo un follicolo e da lì si accendono le mie speranze e aspettative &#8230;ma quasi a ridosso del lock down scopro che non è andata bene&#8230;il mondo intorno a me crolla e mi sento vuoto buio una luce si era spenta,decido di rivolgermi ad un altro dottore per evere un parere diverso forse cn delle cure diverse riuscirò ad ottenere un risultato migliore,seguo il mio istinto e cambio rotta.</p>
<p>A dicembre inizio questo nuovo percorso stimolazione controlli ecografie tamponi mi portano alla fine lo stesso risultato un solo ovulo ci riprovo ci ricredo ci rispero ma alla vigilia di questo anno difficile 31/12 beta negativa <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f614.png" alt="😔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>L ennesima aspettativa l ennesima illusione e l ennesimo vuoto buio invade la mia anima ora non so’ cs fare&#8230;vago senza una meta&#8230;.per l illusione disillusa fa’ male</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/le-aspettative-disilluse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metterci la faccia</title>
		<link>https://www.parolefertili.it/storia/metterci-la-faccia/</link>
					<comments>https://www.parolefertili.it/storia/metterci-la-faccia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[lavitafertile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 08:25:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.parolefertili.it/?storia=metterci-la-faccia</guid>

					<description><![CDATA[Non è facile parlare di infertilità. Chè non è solo elencare quanti tentativi di fecondazione assistita hai fatto, in quale città o paese&#160;li hai fatti, quante punture di ormoni, ecografie, visite mediche, analisi del sangue hai fatto. Non è facile parlare di infertilità. Chè non è che siccome ci sono tanti modi per sentirsi donna, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è facile parlare di infertilità.</p>
<p>Chè non è solo elencare quanti tentativi di fecondazione assistita hai fatto, in quale città o paese&nbsp;li hai fatti, quante punture di ormoni, ecografie, visite mediche, analisi del sangue hai fatto.</p>
<p>Non è facile parlare di infertilità.</p>
<p>Chè non è che siccome ci sono tanti modi per sentirsi donna, allora puoi accettare di non aver avuto voce in capitolo nella scelta di essere o meno una madre. Chi è che si è permesso di prendere questa decisione per me?</p>
<p>Non è facile parlare di infertilità.</p>
<p>Chi può capire cosa fa ad una donna il trovarsi ripetutamente, per mesi, anni, sdraiata su un lettino sterile e con le gambe aperte, come mancasse di pudore, lasciare che degli estranei in camice bianco sotto impietose luci al neon gestiscano e controllino un atto che dovrebbe essere il più sensuale e amorevole e intimo di una coppia, quale quello del concepimento?</p>
<p>Solo ora dopo tanti anni, posso avere la chiarezza e la lucidità per capire cosa mi è successo, per elaborarlo ed esprimerlo pienamente. Mentre mi barcamenavo tra ginecologi, embriologi, infermieri e tecnici di laboratorio ho faticato a capire, a trovare il senso, il significato nascosto, l’insegnamento preziosi che mi veniva impartito dalla sorte. Quello che capivo era che soffrivo per un desiderio legittimo e basilare, come respirare. Soffrivo per una cosa che ritenevo un diritto ed invece si è rivelata un privilegio e un onore non concesso a tutti.Soffrivo per un desiderio che ogni mese veniva disatteso, infranto in mille pezzi. Puntualmente.</p>
<p>E ho dovuto trovare una strategia per non perdermi, per rimettere insieme quei mille pezzi ogni volta. E ogni volta ripartire ottimista e piena di speranza. Anche se poi&nbsp;i problemi di infertilità mi hanno inevitabilmente cambiata, ho sempre cercato di non trasformarmi&nbsp;in una persona lamentosa, negativa e dolente.</p>
<p>Facendo un passo indietro, fu nel 2010, quando la nostra vita cominciava ad essere stabile e la nostra sussistenza economica migliorava e lasciava il livello&nbsp;“studenti lavoratori più o meno squattrinati”, che decidemmo di provare ad avere figli.</p>
<p>Dopo due anni di tentativi di procreare naturalmente, decidemmo che avevamo bisogno di una visita medica e forse qualche “aiutino”. I quattro anni che seguirono sono difficilmente sintetizzabili, ma ci provo.</p>
<p>Per reazione istintiva, di difesa, all’inizio mi sono concentrata sull’aspetto pratico della questione. Parlavo&nbsp;del mio corpo e della sua disfunzionalità senza accennare, se non marginalmente, agli sconvolgimenti che accadevano ad un livello più profondo. Non pensavo molto alla ricaduta psicologica ed emotiva che i lunghi mesi (poi diventati lunghi anni) di ricerca di maternità stavano avendo su di me. Su di noi. Trattavo la situazione come una questione di problem solving: identificare il problema e trovare il modo migliore per risolverlo. Puro lavoro mentale, razionale, niente di più. Scartato un percorso, ecco che se ne apriva un altro. Prima due anni di tentativi naturali, poi qualche intervento meno invasivo, punture di ormoni, identificazione del periodo fertile e sesso a comando. Quando questi fallirono, un’altra serie di esami seguì e da lì la sentenza più dura: “dovrebbe cominciare a fare i conti con il fatto che potrebbe non diventare mai madre”.</p>
<p>Rabbrividii per quella frase, pronunciata dalla ginecologa con l’intento di evitarmi inutili sofferenze, ma terribilmente insensibile, e detta senza che avessi avuto modo di abituarmi all’idea. Un secondo dopo il mio corpo esplodeva di calore nelle guance e di lacrime ingiuste. Quello è stato forse uno dei momenti più brutti della mia vita.</p>
<p>Avevo appena iniziato il percorso e non ero pronta a mollare così presto. Così decisi che la medicina è limitata, e che i miracoli esistono.&nbsp;E iniziai la FIVET: due tentativi di omologa e due di eterologa seguirono quella decisione.</p>
<p>Nel tempo ho capito che non sempre la vita è giusta, anzi quasi mai lo è. Ha questa magistrale capacità di metterti i bastoni fra le ruote proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, e di farlo indipendentemente che tu sia una persona in gamba e con saldi valori umanistici oppure l’ultimo disperato, cinico, insulso essere umano sulla faccia&nbsp;della Terra.</p>
<p>Avendo però affrontato sempre tutto con una grande fede (buddista), la filosofia che mi ha sempre animato è che ogni cosa nella vita ha un senso, e se non ce l’ha siamo noi a dovercelo creare. Se questo senso è costruttivo, cresciamo, altrimenti veniamo distrutti dalle sofferenze e dalle difficoltà. La mindfulness è arrivata proprio nel mezzo di tutto questo, ad aiutarmi a vivere il presente senza perdermi nel vortice dei pensieri negativi, dei rimpianti, delle recriminazioni e dell’odio per me stessa e per il mondo.</p>
<p>Non essendo mai stata una persona forte, almeno non nel senso classico del termine, ho dovuto lottare con le unghie e con i denti per ritrovare me stessa, per amarmi con i miei difetti e per amare la vita, così stronza e ingiusta.</p>
<p>Guardando ai sei anni di tentativi di rimanere incinta, capisco di essere sopravvissuta proprio grazie al voler sempre guardare avanti, accettando anche i miei aspetti più distruttivi e negativi, ma senza rimanere troppo tempo ad ascoltare la me stessa sofferente e arrabbiata. Andare avanti sempre, questo era il mio imperativo.</p>
<p>Ho sempre pensato che prima o poi sarei diventata mamma. Così ho semplicemente cercato di considerare tutte le difficoltà come occasioni per tirare fuori la forza, la pazienza e la perseveranza necessarie per essere&nbsp;madre.&nbsp;Mi sono detta: ecco questa è la tua occasione per crescere come madre, prima di doverlo fare tutto in un botto quando avrai un pargolo in carne ed ossa tra le tue braccia.</p>
<p>Non è stato facile, e sono caduta spesso nella trappola dei “perchè”, arrivando sempre a conclusioni dolorose, inaccettabili e il più delle volte proiettando colpe, e la rabbia conseguente, verso me stessa o, peggio, verso mio marito.</p>
<p>Ho visto in quale baratro sarei caduta se avessi ceduto alla mia mente razionale, al mio cuore sofferente per&nbsp;essere stato privato di una cosa che è invece naturale e semplice per altri. Mi sono più volte vista risucchiare in un buco nero di frustrazione, senso di impotenza e odio verso il mio corpo inutile e improduttivo. Ma mi sono rifiutata di essere assorbita da quelle sensazioni, ho desiderato di trovare il modo per vivere una vita fertile, sempre e comunque, anche a dispetto della mia infertilità.</p>
<p>Dirlo ora, in poche righe, non rende l’idea di quali paludi emotive e quali montagne di dolore si affrontino, insieme ai mille ostacoli pratici, e alle trasformazioni cui la tua vita va incontro, quando diventi una paziente in cerca di cura. Per lo più ci si sente sole, isolate, senza nessuno che ci possa dare conforto. Nessun sostegno psicologico, a parte i forum online dove la comunità delle donne ti offre un sorriso, un abbraccio e tanta delicatezza. Anche il rapporto di coppia ne ha risentito, ma&nbsp;per fortuna, o per determinazione, abbiamo trovato il modo di essere ancora più uniti.</p>
<p>Ho deciso poi ad un certo punto di metterci la faccia, di aprire un blog (LaVitaFertile), con foto, nome e tanti post positivi accanto alle mie storie di infertilità. Là scavo nelle mie memorie, riapro le mie ferite e lascio che la scrittura le guarisca, sperando che questo sia di incoraggiamento per le altre donne che affrontano problemi simili. Scrivere si è rivelato catartico: scrivo e lascio che la mie sensazioni confluiscano nelle parole, mentre mi libero del fardello delle cose non dette che annebbiano la mia mente.</p>
<p>Il semplice atto di parlare di infertilità e di noi mamme-non-mamme, mamme di testa e di cuore, è terapeutico. Non ho problemi, non più, a descrivere cosa significa essere infertile, ad andare a fondo nella dimensione emotiva di una donna alle prese con la fecondazione artificiale. E scrivo perchè, se le parole che riceviamo da chi ci sta intorno spesso non sono di incoraggiamento, la condivisione delle esperienze lo sia. Siamo tutte diverse, e ognuna di noi ha un suo modo di affrontare le difficoltà, ma tutte abbiamo bisogno di rispetto, amore e una parola dolce.</p>
<p>Le donne che come me affrontano la lotta contro l’infertilità sono donne guerriere. Non sono “poverine” o&nbsp;“da aggiustare”, nè deboli nè ossessionate, non più di qualunque altra donna alle prese con i propri problemi.Siamo donne che affrontano tutti i giorni un processo di ricostruzione di se stesse, della propria identità.&nbsp;Private di un pezzo di cuore, che vorremmo riempire con l’esperienza della maternità, a volte ci sembra di non poter essere mai complete. Ma nel cercare di riempire quel vuoto&nbsp;scopriamo che non siamo sole, che altre lottano come noi e che possiamo, se non colmarlo, almeno renderlo costruttivo.</p>
<p>Come finisce la mia storia?</p>
<p>Non è ancora finita; non stringo ancora un figlio tra le braccia. Ma ho deciso che ho chiuso con la fecondazione artificiale. Abbiamo intrapreso il percorso adottivo, che avremmo sempre voluto fare e che oggi abbiamo la maturità e la&nbsp;chiarezza per poter intraprendere.</p>
<p>Auguro ad ogni donna di non perdere mai se stessa, di usare le piccole-grandi difficoltà per migliorarsi, di non identificarsi mai esclusivamente con la propria infertilità, e di nutrire sempre fiducia nelle proprie capacità, fisiche, mentali e spirituali.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolefertili.it/storia/metterci-la-faccia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
