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Un desiderio forte perché nato dal cuore

Mamma già dal 2011 di una splendida creatura nel 2015 parte la ricerca della seconda cicogna. Ciclo che sballa ,all’inizio si pensa allo stress dovuto ad un lutto importante,  poi gli esami ormonali non lasciano scampo, a soli 34 anni la mia riserva ovarica è 0, com’è possibile?ho ancora il ciclo, nessu caso in famiglia…inizio un omologa ma non arrivo nemmeno al pik up…leggo del ringiovanimento ovarico, io che ho paura degli aghi nel 2017 mi sottopongo ad un intervento in laparoscopia a Valencia  per cercare di riattivare le ovaie, sono giovane e mi danno ottime possibilità,  purtroppo ottengo solo un abbassamento temporaneo dell’ fsh…un risultato effimero..mio marito condivide con me il desiderio di un altro figlio e mi asseconda , mi informo per ovodonazione,  l’amore che provo nel cuore per questo figlio non ancora concepito è troppo forte,  non posso arrendermi. Partiamo di nuovo per Valencia,  dicono che sono un caso facile, una gravidanza andata a buon fine l’ho già avuta, sono giovane, il seme di mio marito è forte….ottengono 4 blastocisti,  tre tranfer  sempre beta 0.  La delusione è immensa. Decidiamo di arrenderci,  siamo già genitori molto fortunati,  andiamo avanti con altri progetti che avevamo messo in pausa ma nei nostri occhi, soprattutto miei c’era un velo di tristezza.  Un nostro amico dottore ci esorta a fare un ultimo tentativo nella nostra città,  niente stress di aereo e albergo,  di come organizzarci con il lavoro e a chi lasciare la creatura..proviamo e vengo mandata a fare una sfilza di esami che in Spagna non mi avevano chiesto mai , sono seguita anche da un equipe eccellente, dall ‘endocrinologo alla psicologa , dagli esami risulta tutto ok ma vista la mia eredità per il tranfert mi vengono date eparina e cortisone, ancora punture borbotto io..il centro greco a cui si appoggia la mia clinica manda tre blastocisti,  faccio il tranfert terrorizzata, stritolando quasi la mano della psicologia,  un angelo, ormai eravamo convinti che anche questa volta non sarebbe andata e invece dopo  10 giorni  leggo di nuovo ,dopo anni ,il positivo e ora ho tra le mie braccia il mio tesoro, l’amore di tutti noi e nei miei occhi la tristezza è sparita.

Un viaggio senza fine

Ciao,chi vi scrive e una donna di 34 anni, sposata da ormai 7 anni; il mio viaggio inizia nel 2017 quando dopo due anni di matrimonio io e mio marito decidiamo di cercare un figlio,dopo 6 mesi di tentativi andati a vuoto, ci rivolgiamo a un centro per l’infertilità.Ho contattato privatamente la ginecologa che lavora in questo centro, che mi prescrive diversi esami ormonali,da fare in un determinato periodo del ciclo,e per mio marito lo spermiogramma fatto direttamente al loro centro,fin qui tutto ok, eseguiamo tutto alla lettera, dopo 2 mesi vengo richiamata dal centro dove dagli esami effettuati ci viene detto che io ho una scarsa riserva ovarica,un fsh alto anche se all’epoca avevo solo 29 anni e mio marito uno oligospermia;da qui parte il nostro calvario, inizio le ecografie senza stimolazione ormonale per tot giorni, per una iui ( questo voleva dire fare ogni volta alla settimana 120 km, ma nn mi importava anche se guidavo e andavo sola, questo ed altro per avere il mio bimbo), arrivò il giorno fatidico, avevo prodotto solo un ovulo ma d’altronde andava bene così senza stimolazione, mi preparano per l’inseminazione ma purtroppo non rimango incinta, riprovo poi una seconda iui il mese dopo ma nulla, allora vengo inserita in lista per un ICSI dato il problema di mio marito, questa volta con stimolazione, dove ho prodotto due ovuli di tipo A, solo uno di si è fertilizzato, ma non è andata nemmeno stavolta.. Sapete bene la delusione, decido di fermarmi per  riprendere fiato in tutto questo erano passati due anni. Decido poi di ricontattare il centro, mi fa ripetere l’esame Amh e fsh, ma la ginecologa mi dice guarda non ti posso aiutare, l’ennesima batosta, detta da colei che doveva in qualche modo aiutarti e invece empatia zero. Mi fermo nuovamente e nel 2021 contatto un altro ginecologo, dove  ha esaminato i miei esami nel complesso, non solo determinati valori, e cercando di farmi stare tranquilla in tutto, grazie a lui ho scoperto di avere l’endometriosi e la prolattina alta, cosa che al centro non mi avevano saputo sistemare, dato che per loro eri solo un numero con un colore per ogni prestazione. Ora io devo ringraziare questo medico perché ora sto meglio sia fisicamente che psicologicamente, sono rinata, vivo più serena, vivo giorno dopo giorno ma non smetto di cercare il mio bimbo, e sono sempre in corsa perché non mi arrendo