Trapianto di utero. Dimessa la paziente trapiantata. Cardillo (Cnt): “Confermata la bontà del protocollo”

Il trapianto era stato effettuato il 21 agosto scorso da un’equipe composta da medici e operatori sanitari del Centro trapianti del Policlinico e dell’Ospedale Cannizzaro e reso possibile grazie a una sperimentazione approvata dal Centro nazionale trapianti nel 2018. Già 7 nuove pazienti sono pronte a ricevere un utero e altre 15 stanno completando l’iter valutativo per l’iscrizione in lista d’attesa.È tornata a casa dopo 17 giorni di ricovero ed è in ottime condizioni la paziente siciliana sottoposta al primo trapianto italiano di utero. La donna, 29 anni, affetta da sindrome di Rokitansky e nata senza l’organo, era stata operata a Catania il 21 agosto scorso da un’equipe composta da medici e operatori sanitari del Centro trapianti del Policlinico e dell’Ospedale Cannizzaro. Il trapianto era stato possibile grazie a una sperimentazione approvata dal Centro nazionale trapianti nel 2018 e dopo la ricerca durata oltre un anno di una donatrice deceduta compatibile. Continua a leggere…

Ad agosto boom cicli fecondazione +8 volte rispetto al 2019

L’emergenza sanitaria da Covid-19 non ferma le coppie desiderose di un figlio e molti aspiranti genitori hanno rinunciato alle ferie d’agosto per sottoporsi a un trattamento di procreazione medicalmente assistita. È quanto dimostrano i dati di un’indagine effettuata nei 5 centri del gruppo Genera in tutta Italia (Roma, Torino, Marostica, Napoli e Umbertide), dove si è registrato un aumento di oltre 8 volte dei ‘pick up’, cioè le procedure di prelievo ovocitario, rispetto all’agosto dello scorso anno.Se a gennaio 2020, infatti, si era registrato un aumento del 10% dei trattamenti rispetto a gennaio 2019 e a febbraio la situazione fosse simile, a marzo c’è stato un inevitabile calo del 37%, a cui è seguito aprile, con il lockdown e lo stop delle attività non essenziali, con il proseguimento dei consulti on line. Continua a leggere…

A Cagliari primo parto post lockdown per mamma positiva

Primo parto all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per una giovane donna positiva al coronavirus nel post lockdown. E primo taglio cesareo dall’inizio dell’epidemia per una paziente contagiata. Protagonista una 31enne di Nuoro, che ha messo al mondo una bimba di quasi 3 chili. La giovane mamma è arrivata a Cagliari da Nuoro ieri alle 19.30. Al Santissima Trinità, primo centro per l’assistenza ai pazienti Covid-19 in Sardegna, era tutto pronto. Continua a leggere…

Bambino operato nella pancia della mamma al Gemelli, il piccolo Tommaso è nato e sta bene

Il piccolo Tommaso, quando era ancora in grembo alla madre, era affetto da una forma molto grave di spina bifida, una malformazione caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale a livello lombosacrale. Ma un team composto da ginecologi ostetrici e neurochirurghi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica, è intervenuta correggendo la malformazione direttamente in utero alla ventiseiesima settimana di gravidanza. Tommaso era affetto da una grave forma di spina bifida, il mielomeningocele, caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale a livello lombosacrale. In genere si interviene dopo la nascita, ma questi difetti peggiorano nel corso della gravidanza. Per questo si è optato per una correzione precoce in utero. I difetti del tubo neurale riguardano lo sviluppo del sistema nervoso e interessano circa 1 su 3.000-3.500 nati vivi in Italia. Continua a leggere…

La necessità di essere madre

“Ho 32 anni e una vita che, a oggi, può essere paragonata a una corsa sulle montagne russe (ma chi non potrebbe dire lo stesso della propria?). Amo il mio compagno, la mia famiglia, il mio lavoro. Viaggio. Tanto. Appena possiamo, che sia un week end in una città d’arte, un viaggio intercontinentale o un trekking zaino in spalla, noi partiamo”.“Dovrei sentirmi appagata, piena. Eppure. Eppure quella gravidanza che non arriva mi toglie il sonno. Eppure, nonostante sia una convinta femminista, indipendente, avversa all’immagine della donna ‘angelo del focolare’, mi sento meno donna delle altre che riescono a rimanere incinta. Vorrei poter trovare uno spazio di confronto, di sfogo, ma il tabù è ancora fortissimo. Quando provo a parlarne con qualcuno incontro, per la maggior parte, facce imbarazzate e ripetuti ‘meno ci pensi e meglio è”. Continua a leggere…

Gravidanza dopo un tumore al seno: sicura anche per le donne con mutazione genetica BRCA

Proprio una ricerca italiana aveva già dimostrato che si può diventare mamma dopo un tumore al seno, senza rischi di ricadere nella malattia e in completa sicurezza per i nascituri. Una notizia importante visto che, anche in Italia, sono in aumento i casi di questo tipo di cancro fra le donne giovani che ancora non hanno completato il loro progetto di famiglia. Ora un altro studio internazionale condotto su pazienti con pregresso carcinoma mammario e BRCA-mutate,  coordinato da scienziati italiani e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Journal of Clinical Oncology, aggiunge un importante tassello dimostrando che la gravidanza è sicura anche per le madri portatrici di questa mutazione genetica (che le espone a un alto rischio di ammalarsi) e per i loro neonati. Continua a leggere…

Trapianto di utero, è la prima volta in Italia. Paziente di 29 anni ora in buone condizioni. Il Centro nazionale: “Un evento storico”

“Questo primo trapianto di utero arriva al termine di un lungo e complesso percorso partito da Catania e che ha coinvolto l’intera Rete trapiantologica – spiega il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo – sia nella fase di valutazione e approvazione del protocollo, sia nel reperimento dell’organo. Si tratta di un evento storico per la trapiantologia italiana e per il Servizio sanitario nazionale, che ancora una volta dimostra il proprio livello di eccellenza sotto il profilo scientifico e organizzativo. Un ringraziamento particolare, oltre che all’equipe catanese, va alla memoria della donatrice, una giovane donna scomparsa improvvisamente che aveva scelto in vita di voler compiere un gesto di generosità del quale hanno beneficiato ben sei persone”. “È motivo di grande orgoglio che un intervento così eccezionale sia stato realizzato in Sicilia”, dichiara il coordinatore del Centro regionale trapianti Giorgio Battaglia. “La nostra regione, come tutto il Meridione, soffre ancora di un gap nei confronti delle regioni del Centro-Nord sia rispetto all’attività di trapianto che soprattutto al numero delle donazioni di organi. Il trapianto di utero è la testimonianza che anche nel Sud c’è una sanità di grandissimo valore e ripaga il lavoro di potenziamento della rete trapiantologica siciliana che stiamo portando […]

Frosinone, la paura del virus e la riscoperta del parto in casa: le storie di chi lo ha fatto

Il coronavirus ha scardinato la normalità, dalla scuola al lavoro, al divertimento senza tralasciare le ripercussioni in ambito sanitario ed economico. In questo contesto si inserisce, e non in maniera marginale, un altro aspetto della vita che ha subito un notevole sconvolgimento: il parto. Partorire ai tempi del coronavirus, con le misure restrittive di contenimento del virus, in atto anche nei reparti di ostetricia e ginecologia, non è stata sicuramente l’esperienza che i neogenitori avrebbero mai potuto immaginare durante i nove mesi di gravidanza. Quello che può essere considerato tra i periodi più importanti per la vita di una coppia spesso si è trasformato in un momento di angoscia. In alcuni casi la paura del contagio, di dover affrontare tutto da sole non potendo avere accanto a sé i propri affetti ha spinto le donne a rivolgersi ad un’ostetrica per informazioni sul parto in casa o in casa maternità, non consapevoli del fatto che si trattasse di una decisione da prendere per tempo e non a gravidanza ormai conclusa e che presuppone una serie di condizioni che riguardano in primis la salute della mamma e del bimbo. Continua a leggere…

La gravidanza nell’arte

Il ritratto di “Donna in rosso” di Marcus Gheeraerts del 1620 di un’anonima elegantissima signora incinta e la celebre foto del 2017 di Beyoncé con il pancione su uno sfondo di fiori vista milioni di volte su Instagram. Queste due immagini danno un’idea dell’ampio spettro della mostra “Portraying Pregnancy” che ha appena (ri)aperto al Foundling Museum di Londra.Incredibilmente si tratta della prima mostra mai dedicata a questo tema: come gli artisti nel corso di cinque secoli abbiano rappresentato il corpo femminile durante la gravidanza. Il luogo è particolarmente adatto: quello che è ora il museo infatti era il Foundling Hospital, l’antica casa fondata nel 1739 per accogliere trovatelli e bambini abbandonati, con tanto di ruota degli esposti.Fino all’arrivo della contraccezione nel Ventesimo secolo le gravidanze erano un fenomeno ricorrente e occupavano molti anni della vita di gran parte delle donne. Continua a leggere…

#Wombstories, meraviglie e abissi del corpo delle donne

“Il piacere, il dolore, l’amore, l’odio. Non è mai semplice”. Si chiude con questa frase il filmato dell’azienda inglese Bodyform che lancia il tema delle “storie di utero” (#wombstories): storie tutte femminili, terribilmente naturali e comuni eppure mai viste, mai viste così. Con un avvincente mix di musica perfetta (“Priestess” di Pumarosa), e di immagini reali e immaginarie di quel che avviene dentro e fuori le donne ogni giorno in ogni parte del mondo, il filmato fa vedere, sentire, toccare tutti gli aspetti del nostro essere creature doloranti, desiderose, spaventate, benedette e condannate, fertili e infertili, sempre di fronte a delle scelte, sempre piene di fisicità invadente, sia nella presenza che nell’assenza. Continua a leggere