“Quando fai un figlio?” è una domanda sbagliata

Paola Turani, Orietta Berti, J-Ax decidono di rompere il tabù su infertilità e difficoltà ad avere un figlio. Guarda il video

“Se un figlio rientra nei progetti, bisogna pensarci 10 anni prima”, così si programma la genitorialità

«Per avere un bambino bisogna desiderarlo. E lasciar fare alla natura». Eppure qualcosa non va: perché quando è il momento giusto e si decide appunto di lasciar fare, almeno il 15 per cento delle coppie italiane deve affrontare un problema di infertilità, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Accolto con sorpresa, incredulità, smarrimento. E spesso con la necessità di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (Pma): circa 14mila bambini italiani nascono così ogni anno nel nostro Paese. Ma questa strada non sempre può risolvere il problema: le possibilità di ottenere embrioni che possono dare il via a una gravidanza si riducono soprattutto dopo i 40 anni mentre le chance che siano cromosomicamente normali diminuiscono già dopo i 35 anni. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’infertilità “si manifesta con assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti”. Le cause sono varie, complesse – la principale è l’età media sempre più alta della donna (32 anni, da noi), ma anche la qualità del liquido seminale peggiora con il passare degli anni – e alcune neppure spiegabili. Ma, banalmente, c’è anche il dare la propria fertilità per scontata, e quindi non fare nulla né per accertarsi che tutto sia ok né per […]

Fertility Day: dove fare il check gratuito e come preservare la fertilità

Fertilità: cresce il social freezing. In occasione del Fertility Day il ferty check gratuito in Italia e tutto quel che c’è da sapere raccontato dagli esperti Il Fertility Day si celebra il 22 settembre ed è l’occasione per accendere i riflettori sull’importanza di prendersi cura della propria fertilità. Il primo passo è: non darla mai per scontata. Se la cultura della preservazione della fertilità è un’opzione ormai consolidata in Paesi come Spagna e Regno Unito, inizia ora a diffondersi anche in Italia. Lo dicono i numeri: seppur limitati nei mesi di pandemia, le richieste di “social freezing“, la tecnica di congelamento degli ovociti per motivi non medici, sono raddoppiate. A confronto i dati della primavera 2021 con quelli dello stesso periodo del 2019. Sempre più donne dunque hanno preso una decisione importante, optando per la crioconservazione degli ovociti. «Proteggere la propria fertilità significa innanzitutto adottare stili di vita sani, cercare di non procrastinare troppo il momento in cui provare ad avere un figlio. In più, esiste il social freezing», spiega il Dottor Alberto Vaiarelli Segretario della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione (SIFES-MR). «Si tratta di un percorso nato per salvaguardare la salute riproduttiva delle pazienti oncologiche, che vanno incontro a terapie che possono compromettere […]

Costi elevati, liste d’attesa infinite: perché gli italiani vanno all’estero per la fecondazione assistita

Tremila coppie all’anno su 14.000 casi totali di fecondazione assistita vanno all’estero. Il presidente SIRU: “Costrette a questo ‘esilio riproduttivo’ dalla disorganizzazione italiana” “Ci rendiamo conto della tragedia che vive chi vuole avere dei figli e non riesce ad averne? Aspetta anni, finisce in liste d’attesa infinite, spende soldi, non trova una spalla nel Sistema sanitario nazionale e alla fine è costretto a rivolgersi all’estero. Abbiamo una responsabilità verso queste persone, che non possiamo ignorare”. Sono queste le parole del ginecologo Antonino Guglielmino, presidente della Società italiana di riproduzione umana (Siru), che ad HuffPost commenta il caso di Cristina Toncu, la trentenne residente in Italia e deceduta in Moldavia dopo essersi sottoposta ad un intervento di fecondazione assistita. Perché – nonostante la Corte Costituzionale, a partire dal 2014 abbia autorizzato la fecondazione eterologa (cioè con la donazione di ovuli o spermatozoi da parte di un donatore esterno alla coppia) inizialmente proibita dalla legge – si continua ad andare all’estero? Nel Bel Paese la procreazione assistita è, di fatto, indietro: la donazione non è incentivata e la legge 40 del 2004 che la regola prevede ancora molti limiti, nonostante le modifiche negli anni. “Quali sono i motivi per cui questa giovane si è rivolta ad […]

Il fumo riduce la fertilità maschile, effetti sulla Pma

Tutta colpa del cadmio. Il fumo di sigaretta riduce la fertilità maschile, e proprio per via dell’esposizione a questo metallo, interferisce con le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma). Questo perché il cadmio tende a depositarsi sulla membrana dello spermatozoo, alterandolo. E’ quanto emerge da uno studio condotto dal gruppo di Carlo Foresta, direttore dell’Unità di Andrologia e Medicina della Riproduzione dell’Università di Padova. “Il fumo di sigaretta – ci spiega Foresta – rappresenta una fonte di metalli pesanti, in particolare il cadmio è tipico delle sigarette classiche. Abbiamo scoperto attraverso una microscopia elettronica a scansione (associata ad analisi di dispersione dei raggi X) come il tabagismo contribuirebbe allo sviluppo dell’infertilità maschile”. Leggi l’articolo “Il fumo riduce la fertilità maschile, effetti sulla Pma”

Fertilità. Il ‘social freezing’ decolla anche in Italia, sempre più donne congelano gli ovociti

È quanto emerso alla conferenza stampa organizzata per il Fertility Day, che si celebra il 22 settembre, un’occasione per presentare il “Ferty Check”, iniziativa di sensibilizzazione del gruppo GeneraLife. Ubaldi (GeneraLife): “La preservazione della fertilità è una valida opzione per chi necessità di rimandare il momento in cui avere un figlio” La cultura della preservazione della fertilità, un’opzione ormai consolidata in Paesi come la Spagna e il Regno Unito, inizia a diffondersi anche fra le donne italiane, che danno sempre più importanza al prendersi cura della propria capacità riproduttiva nei tempi e nei modi più consoni. Lo dicono i numeri, seppur limitati, di questi mesi di pandemia, con richieste di “social freezing” (la tecnica di congelamento degli ovociti, in questo caso per motivi non medici) raddoppiate nella primavera 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Se ne è parlato a Roma alla conferenza stampa organizzata in occasione del Fertility Day, che si celebra il 22 settembre. Un occasione per presentare anche il “Ferty Check”, iniziativa di sensibilizzazione organizzata dal gruppo GeneraLife e prevista sabato 25 settembre con consulti gratuiti. A portare il messaggio ai giovani per parlare di prevenzione e fertilità, l’attrice Matilde Gioli. Sempre più donne dunque, soprattutto durante questi anni di […]

In Gran Bretagna si potranno conservare ovuli e sperma per 55 anni

La novità permette di evitare che tutti coloro che hanno scelto di sottoporsi alla riproduzione assistita non si sentano sotto pressione per iniziare il trattamento troppo presto perché costretti da una scadenza ravvicinata Le persone che vogliono creare una famiglia in Gran Bretagna potranno congelare i loro ovuli, sperma ed embrioni, per un periodo di 55 anni. La modifica delle regole di fertilità vigenti è stata annunciata dal governo per aiutare i futuri genitori a scegliere il momento migliore per avere una prole. Il precedente limite di utilizzo, disciplinato da esigenze mediche e lungo appena 10 anni per i cittadini non colpiti da patologie, sarà eliminato per far posto a una parentesi temporale più in linea con una genitorialità sempre più tardiva. Accanto a ciò, secondo il governo, la novità permette di evitare che tutti coloro che hanno scelto di sottoporsi alla riproduzione assistita non si sentano sotto pressione per iniziare il trattamento troppo presto perché costretti da una scadenza ravvicinata. “Questo importante cambiamento dei tempi di conservazione darà ai potenziali genitori un maggiore controllo sul loro futuro ed eliminerà la pressione che deriva dal sapere che una decisione deve essere presa entro 10 anni”, ha affermato James Bethell, ministro della Salute e promotore della modifica. Leggi l’articolo “In Gran Bretagna […]

Infertilità: anche per gli uomini è importante l’età

Una recente ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori anglosassoni del Centre for Reproductive and Genetic Health di Londra e pubblicata sulla rivista “Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica”, sembra confermare che anche gli uomini hanno un orologio biologico che stabilisce una significativa riduzione della loro capacità di avere figli dopo i 50 anni. Fare figli dopo i 50 anni è possibile? Alcune paternità riferite che hanno coinvolto note celebrità dell’arte e della musica, ultimo caso il cantante Mick Jagger, fondatore e frontman dei Rolling Stones, costituiscono esempi che possono mantenere vivo il falso mito che per i maschi non esistono problemi a essere dei vecchi padri, mentre oggi sappiamo che le possibilità per una coppia di avere un figlio diminuiscono in modo significativo quando il padre ha una certa età. Essere genitori in età molto matura sta diventando purtroppo in tutti i paesi “occidentali e ricchi” una situazione non infrequente e, per diverse ragioni, anche cercata sia dagli uomini che dalle donne. Negli ultimi decenni abbiamo visto infatti che l’età delle madri alla prima gravidanza è aumentata costantemente e questa è una tendenza che è stata segnalata anche tra gli uomini. Questo comportamento sembra purtroppo essere correlato anche ad un aumento dei tassi di nascite premature e ad una più frequente comparsa […]

Nuove evidenze sulle cause e sulle conseguenze dell’infertilità maschile

Uno studio dei ricercatori dell’Urological Research Institute del San Raffaele getta nuova luce sui meccanismi molecolari all’origine del mancato sviluppo degli spermatozoi nelle persone con azoospermia e sulle conseguenze a lungo termine dell’infertilità sulla salute maschile. L’azoospermia non ostruttiva è definita come la totale mancanza di spermatozoi nel liquido seminale, causata da disfunzioni nel processo di formazione degli spermatozoi stessi all’interno del testicolo e non dall’ostruzione delle vie seminali. Si tratta della forma più severa di infertilità di coppia da fattore maschile e offre così una modello ideale per studiare questa condizione. Purtroppo, la sua incidenza nella popolazione è in crescita, almeno nei paesi occidentali: per motivi ancora in larga parte sconosciuti, la conta degli spermatozoi risulta diminuita di circa il 50% negli ultimi 50 anni circa.  Ecco perché studiare l’infertilità maschile, i meccanismi biologici alla sua origine e le loro conseguenze sulla salute dell’individuo è sempre più urgente. Un gruppo di ricercatori dell’Urological Research Institute (URI), l’Istituto di Ricerca Urologica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha pubblicato in questi giorni uno studio sulla prestigiosa rivista Nature Communications che getta nuova luce sulle cause del mancato sviluppo degli spermatozoi negli uomini azoospermici e sulle implicazioni per la salute complessiva e l’aspettativa di vita di chi ne soffre. La ricerca è stata condotta […]

Paola Turani: «Sarò mamma nonostante una diagnosi di infertilità»

La modella e influencer ha scoperto di essere incinta poco prima d’iniziare il percorso della fecondazione artificiale «E voi, figli ancora niente?». Quante coppie si sono sentite fare questa domanda da zie impiccione, conoscenti invadenti, amici indelicati e, come nel mio caso, followers un po’ troppo inopportuni? Una curiosità espressa, evidentemente, a cuor leggero che, però, spesso non tiene conto del dolore di chi, invece, quel figlio lo vorrebbe (eccome se lo vorrebbe!) ma per un motivo o per un altro non arriva. Incredibile come cinque sole parole, buttate lì tra un click e l’altro o infilate spensieratamente in chiacchiere da bar, possano ferire il tuo cuore già malconcio e sbatterti ancora una volta in faccia la realtà con la quale, a insaputa di molti, stai facendo i conti ormai da tempo. Perché là fuori, nelle stesse strade in cui si vedono sfilare decine di pancioni e passeggini che a te sembrano centinaia, ci sono anche tantissime donne che non riescono ad avere un bambino, prigioniere non solo di un vuoto interiore difficile da colmare ma anche di un tabù sociale che talvolta diventa pregiudizio, che fa sentire diverse, inadatte, un po’ difettose e infligge grandi sofferenze a te, al tuo […]