La Musica in Gravidanza

La musica è un linguaggio universale ed è una disciplina che viene utilizzata in molti ambiti e con varie finalità: educative, di rilassamento, riabilitative, formative, narrative, espressive, rappresentative, artistiche e ludiche.Sin da bambini, siamo esposti alla musica, alle canzoni e alle filastrocche recitate e cantate in modo divertente, che hanno il potere di far sorridere e rilassare. La musica permette al bambino anche di esperire la propria emotività e affettività, di apprendere, giocare, comunicare e trarre beneficio da essa.Attraverso l’intervento musicoterapico, che per sua natura è multidisciplinare, è possibile indurre modificazioni a vari livelli: intrapsichico e interpersonale, ma anche cambiamenti a livello comportamentale e fisiologico (Raglio, 2008).Già nel periodo gestazionale l’orecchio è predisposto all’ascolto ed è sollecitato dal suono e dal tono di voce dalla mamma, dalle sue parole, dal continuo sottofondo del ritmo del battito cardiaco e dal suono prodotto dal flusso del liquido amniotico.Vari studi hanno esaminato gli effetti benefici dell’ascolto di musica, in modo costante, sullo stress, sull’ansia e sulla depressione nelle donne durante il periodo della gravidanza. Continua a leggere…

Inchiesta Maternità/5: fecondazione e adozione, l’attesa più lunga

Mamme contro ogni avversità e ogni ostacolo. Forti del desiderio di un figlio, il più grande di qualunque altro: pronte ad affrontare il lungo percorso di una fecondazione assistita oppure ad accogliere un bambino rimasto solo, anche se bisogna andare a prenderlo dall’altra parte del mondo. Neppure la pandemia ha spezzato i sogni delle donne che per diventare madri devono imboccare vie più tortuose del solito, come la Pma (Procreazione medicalmente assistita) o un’adozione: le difficoltà sono aumentate durante il lockdown e ancora oggi la strada non è in discesa, ma chi vuole essere mamma può superare tutto. E sono tante le luci in fondo al tunnel. PMA e CovidLa fecondazione assistita, per esempio, ha risentito moltissimo della chiusura improvvisa e generalizzata dei centri per la Pma a marzo e aprile: il 60 per cento ha sospeso ogni attività entro il 17 marzo. «Lo stop peraltro sarebbe stato comprensibile se fosse servito a “reclutare” ginecologi per le sale parto o per fronteggiare l’emergenza, ma non è stato così: i medici delle strutture private sono rimasti a casa, si sarebbe potuto pensare ad attivare convenzioni perché potessero proseguire le cure, almeno con le pazienti più urgenti» osserva Andrea Borini, direttore di […]

Il record di Molly, nata da un embrione congelato 27 anni fa

Molly Gibson è nata a ottobre scorso e con la sua nascita ha stabilito due record: è la prima a venire alla luce da un embrione congelato ben 27 anni fa e ha superato il record della sorella Emma, che deteneva il primato con 24 anni di congelazione. La notizia viene dagli Stati Uniti e racconta la storia di una casualità: una trasmissione televisiva locale del Tennessee che racconta l’attività di una onlus cristiana di Knoxville, la Nedc (National Embryo Donation Center), che, come dice l’acronimo, conserva gli embrioni congelati che le coppie che seguono un percorso di procreazione assistita decidono di non utilizzare e di donare. Questi embrioni possono essere donati a coppie con problemi di sterilità, come Tina e Ben Gibson.Sorelle due volteEmma e Molly sono sorelle, non soltanto perché sono state partorite dalla signora Gibson, ma perché condividono il patrimonio genetico: sono nate da embrioni lasciati dalla stessa coppia. Donati alla Nedc nell’ottobre del lontano 1992, quando la loro futura madre, Tina Gibson, oggi ventinovenne, non aveva ancora compiuto i due anni di età. Suona stranissimo pensare che mamma e figlie sono biologicamente quasi coetanee, ma forse sono retropensieri quando si pensa alla difficoltà struggente di molte coppie nel riuscire a raggiungere il […]

Parole Fertili in un capitolo del Libro Bianco di FONDAZIONE ONDA

La denatalità è una delle sfide più urgenti che il nostro Paese si trova ad affrontare.Ecco perché Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il supporto di Farmindustria, ha scelto di dedicare a questo tema la settima edizione del Libro Bianco, edito da Franco Angeli. Si intitola “La salute della donna – La sfida della denatalità”, ed è stato presentato il 26 novembre nel corso di una conferenza stampa online.In questa edizione Cristina Cenci – founder di DNM-Digital Narrative Medicine parla anche del progetto Parole Fertili, realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici.Dopo il baby boom degli anni ’50 e ’60, l’Italia ha visto un crollo delle nascite: nel 2019 per ogni 100 persone morte ne sono nate solo 67. Dieci anni fa erano 96. Sono cambiati gli stili e i progetti di vita delle coppie, ma soprattutto delle donne, che arrivano tardi alla maternità.Come spiega Cristina Cenci, antropologa e Founder di DNM Digital Narrative Medicine, nel capitolo del Libro bianco intitolato “Parole fertili: viaggio alla ricerca di un figlio”, i tempi sociali e lavorativi sono cambiati e sembra che sia sempre troppo presto per un figlio. Da fenomeni centrali della vita sociale, la maternità e la paternità sono diventate componenti di un difficile […]

Fecondazione assistita: richiesta di proroga per gli aspiranti genitori

Sono ora aperti i centri di Procreazione medicalmente assistita (Pma), a differenza di quanto accaduto in primavera quando, per contenere la trasmissione del Covid-19, la disponibilità ai trattamenti era stata a lungo sospesa o limitata. Tempo perso difficile da recuperare: per le donne che desiderano accedere alle tecniche di Pma con il Servizio sanitario nazionale è fissato un limite di età che varia secondo le Regioni: per esempio, in Lombardia e nel Lazio 43 anni, nel Veneto 50 e in Campania 46. «La sospensione ha fatto perdere tempo prezioso a molte coppie» spiega Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. «Per questo abbiamo chiesto alle Regioni che, a partire dalla riattivazione dei centri prorogassero di 12 mesi il limite di età previsto» . Continua a leggere…

Inchiesta Maternità/3: Il Welfare che sogniamo

Dopo il report sulla situazione in Italia e una puntata su lavoro per le mamme, ora ci occupiamo di servizi alle famiglie e ai bambini piccoli.Puntare sugli asili nido o sui bonus? Sugli sconti o sulla flessibilità degli orari? E quanto incide la fatica quotidiana delle donne e la precarietà, nella scelta di abbandonare il progetto di un figlio? Cercare di rallentare, o fermare, il calo delle nascite è un investimento a lunghissimo termine. I dati però non lasciano dubbi sulla necessità di intervenire: nel 2019 ci sono stati 435mila nuovi nati e 647mila decessi, con un saldo negativo di 212mila (Istat). Il numero medio di figli per donna è 1,29 e l’età del primo parto è 32 anni. Siamo messi male nei servizi per la prima infanzia: a fronte di un obiettivo europeo del 33 per cento di bambini negli asili nido, il nostro Paese si ferma al 24, ma se al Centro e al Nord si arriva al 30, al Sud si scende al 10. Se non vogliamo diventare un Paese per vecchi, bisogna fare qualcosa. Continua a leggere…

La pandemia ha fermato la procreazione assistita. Nei primi mesi dell’anno 10mila cicli in meno

Circa 10mila cicli di procreazione medicalmente assistita in meno, 1.500 bambini mai nati, il 60 per cento dei centri chiusi e l’attività di quelli aperti ridotta del 40 per cento. È l’impatto di Covid-19 sulle procedure di fecondazione assistita nei primi quattro mesi del 2020 calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso la survey online del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita. L’indagine ha riguardato 201 centri, sia pubblici che privati, a cui lo scorso maggio è stato inviato un questionario sulla loro attività. In quel momento 191 centri erano attivi e 176 hanno risposto al sondaggio. Di questi, solo 3 (1,7%) hanno dichiarato di aver proseguito tutte le attività anche se non agli stessi ritmi del periodo pre-Covid. La quasi totalità dei centri (77,8%) ha invece sospeso ogni tipo di procedura. I nuovi cicli non sono stati avviati mentre i trattamenti in corso sono stati terminati ricorrendo al congelamento  congelamento di ovociti e/o embrioni o al trasferimento embrionario. Altri 36 centri hanno sospeso ogni attività proseguendo soltanto con visite e prescrizione di esami.  Continua a leggere…

Inchiesta maternità /1: Il bambino che vorrei

C’è un prima, c’è già – più ancora si vedrà – un dopo. Lo spartiacque lo fa la pandemia che – la previsione è unanime a meno che molte, troppe palle vadano in buca – raggelerà ancor di più lo scenario di un Paese che fa pochi figli, ma soprattutto ne fa meno di quanti desidererebbe chi lo abita. C’è una simbolica quota in una curva che da molto tempo non cessa di scendere: 400mila nati l’anno. Ebbene, il 2021 – la notizia arriva dall’Istat – sarà con ogni probabilità il momento in cui questa soglia verrà infranta dal moltiplicarsi delle difficoltà che non aiutano il progetto di mettere al mondo un figlio. I nudi numeri già avvertono: tra gennaio e maggio 4500 nascite in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, anno in cui sono nati 435mila bambini; il saldo 2020 dovrebbe chiudersi poco sopra la quota simbolica, mentre l’anno prossimo si potrebbe scendere a 396mila nati. Continua a leggere…

Mamma positiva al Covid abbraccia la figlia nata prematura 19 giorni dopo il parto: “Che emozione”

Delizia, 37 anni, ha dovuto attendere 19 giorni prima di vedere la figlia appena partorita all’ospedale Niguarda di Milano: la piccola è stata trasportata in terapia intensiva neonatale mentre la mamma è risultata positiva al Covid. Fino al lieto fine di qualche giorno dopo: “Ricordo chiaramente quella domenica non appena è arrivato l’esito negativo del tampone siamo corsi a Niguarda. Erano le dieci di sera. Finalmente l’abbiamo vista, era uno scriciolo nel suo lettino. È stata un’emozione travolgente”, ha raccontato la neomamma. Continua a leggere su Fanpage…

Giornata Mondiale della Prematurità: anche le terapie intensive neonatali si confrontano con l’emergenza Covid

Il 17 novembre è la ‘Giornata Mondiale della Prematurità’, istituita per richiamare l’attenzione sul delicato tema. In Italia sono più di 30.000 i bambini nati ogni anno prematuri, ovvero prima della trentasettesima settimana, cioè prima del nono mese di gravidanza. Si tratta di bimbi ad alto rischio di complicazioni dopo la nascita, perché maggiormente vulnerabili rispetto ai nati a termine.Anche in tempo di pandemia da Covid-19 in Italia molte sono le iniziative volte a sensibilizzare e accrescere la consapevolezza sul problema delle nascite premature. Nella nostra città due porte si coloreranno di viola: Porta Romana e Porta alla Croce. Nel corso degli ultimi decenni c’è stata un’evoluzione nella cura del bambino nato pretermine e insieme ai progressi della medicina si è assistito anche ad una sempre maggior attenzione per un trattamento che assicurasse benefici nella crescita e nell’equilibrio psicologico del bambino, oltre che assistenza alla sua famiglia. Continua a leggere…