In attesa dell’arcobaleno

La mia storia è come quella di tante altre donne che un giorno, forse già tardi, scoprono di essere infertili. Si è una brutta parola ma è così e poco importa se dipende da te, dal tuo compagno o dalle scelte di vita che hai fatto in passato. È la realtà che, almeno nel mio caso, ho affrontato con la giusta determinazione e la giusta dose di ottimismo all’inizio ma che poi pian piano ci ha messo a dura prova. Era il 2016 ma cercavamo già da tre anni . Sulla strada che stiamo ancora percorrendo, fatta di visite ed esami prima e la scelta della clinica dove ho effettuato Pma, ho avuto la fortuna di incontrare medici molto disponibili e professionali ma soprattutto uno, un dottore che ha creduto in noi e che sembrava capirti solo guardandoti in faccia, sembrava avere la stessa sensibilità che solo noi donne sappiamo avere e devo dire che questo ha aiutato tanto a livello psicologico.Al primo tentativo beta negative, quasi non gli ho dato importanza, era il primo cosa potevo aspettarmi? Al secondo con questo dottore si cambia tutto e finalmente per la prima volta in vita mia vedo un test positivo. […]

Quello che una persona non dice

Non è facile raccontare il calvario vissuto stazione dopo stazione per tre lunghissimi anni, non è facile raccontare il dolore provato quando un medico dice :’Sono due ma non c’è battito’ oppure ‘Ci prova ancora questa?’ Sembra che avere figli sia la cosa più naturale e facile del mondo, ma non per me, e questo mi ha fatto sentire una sorta di giocattolo rotto, con il meccanismo difettoso. Ma chi ha la fortuna di non provarlo non comprende, il dolore è una sorta di coperta invisibile  e agli occhi degli altri non c’è, allora arrivano le frasi come ‘Andrà meglio la prossima volta’, oppure ‘Passa tutto’. Non passa tutto: i figli mai nati ti rimangono dentro come una ferita sempre aperta, pronta a sanguinare ogni volta che vedo una donna incinta e provo una dolorosa invidia, che mi fa ripensare a tutto quello che è accaduto. Alla fine ho deciso di non parlarne, non apertamente almeno, la commiserazione o gli sguardi annoiati fanno peggio. Per un periodo ho scritto sul telefono quello che mi passava per la mente nei momenti peggiori, per evitare mi mettermi a piangere in pubblico, lo ho poi trasferito sul computer ma non riesco […]

“No, non abbiamo figli” L’amore ai tempi dell’infertilità

Una iniziativa bellissima. Perché è vero: raccontare, scrivere, condividere aiuta a comprendere meglio se stessi, a “mettere ordine” nel proprio dolore e offrirlo agli altri come uno specchio. Sulla mia avventura di infertilità ho scritto un libro: qui è possibile leggerne un’anteprima e – se vi piace – ordinarne una copia. “No, non abbiamo figli”. L’amore ai tempi dell’infertilità

Quella sorpresa che mi mancherà sempre

La cosa che mi è sempre mancata e sempre mi mancherà è non aver avuto quei 3-4 giorni di ritardo, quei 3-4 giorni in cui sognavi e speravi di poter fare un test, quella sorpresa da poter dare al tuo amore o la sorpresa da poter dare a tua mamma, a tuo papà, a tua sorella, ai tuoi parenti … La sorpresa che ti scalda il cuore … Ecco questa è una cosa che mi mancherà per sempre… nonostante il mio test positivo, nonostante le mie beta positive è stato sempre tutto calcolato, cominciare la pillola, cominciare le punture, il pick-up, il transfer, i 14 giorni post transfer, il sapere quando dovevo fare le beta, fare comunque un test il giorno delle beta … ma non è la stessa cosa che farlo con l’attesa della sorpresa, con l’attesa della speranza, con l’attesa di quella gioia che a tante è concessa con uno schiocco di dita … Nonostante mi sento fortunata perché un miracolo ce l’ho e ringrazio ogni giorno di averlo … nonostante mi sia fatta una ragione di non poter dare un fratellino o una sorellina al mio miracolo perché ormai ci ho provato tante volte e […]

Io non mollo

Mi sono sempre vista e pensata mamma. Fin da bambina ho sempre sognato una famiglia e dei figli. Sempre. Inizio il Liceo, l’università, vado a vivere da sola presto, voglio essere indipendente. La vita va avanti, una vera storia importante che finisce e mi lascia agonizzante per anni. Poi, come da copione, una lista di storie davvero inutili. Alla fine, nell’anno dei miei 30 anni conosco lui, il mio attuale meraviglioso compagno. L amore maturo, quello con cui faccio finalmente dei progetti, compro una casa con tre camere, che poi i figli altrimenti dove li mettiamo. Iniziamo a parlare di figli presto, ma lui non se la sente ancora. E l idea viena accantonata. Quando  ci pensiamo seriamente entrambi il tempo passa inesorabile, i mesi passano ma la mia pancia resta vuota. Iniziamo il calvario,  visite, esami, rapporti programmati, “signora non ci pensi e vedrà che arriva”. Le amiche nel frattempo si sposano e sfornano figli come se piovessero. Io le guardo ed inizio ad invidiarle. Nel frattempo scopro di avere l endometriosi, vengo operata,  tolgo un polipo, curo il papilloma virus, e iniziamo il percorso pma nel centro della nostra città. Due iui, con beta ovviamente a […]

E poi la magia..

Venerdì 15 marzo ore 08:30..sono seduta in una sala di attesa..a breve l’incontro più importante della mia vita..quello tra me e i miei tre embrioni..eh si perché dopo il cocktail magico di bemfola, luveris e orgalutran le mie ovaiei hanno prodotto 8 follicoli di cui 3 fecondati..mi chiamano e il mio momento..respiro profondamente..mi spoglio..mi metto il camice..lego i capelli..salgo sulla lettiga..sorriso smagliante..guardo mio marito e gli sussurro stai tranquillo li saluto da parte tua..corridoi stretti..io in trepidante attesa..li voglio vedere li voglio con me..eccoci ci siamo..signora si sdrai e stia tranquilla..poi arriva la mia magnifica biologa e si inizia..silenzio..sentivo solo il mio cuore pulsare..e poi ad un certo punto la magia..tre piccole palline che vengono messe lì in quella specie di conca..il primario gira lo scherzo blocca l’immagine..sorride e fa: forza fate il primo sorriso alla mamma!!!il mio cuore ha smesso di battere..e dentro di me mi sono detta: oh dio sono i miei..ho ripreso a respirare a fatica..ho asciugato le lacrime li ho guardati e ho detto: siete la cosa più bella in assoluto!!! ora è da una settimana che sono a riposo a letto..cerco di capire ogni minimo sintomo..e prego..prego che tutto vado bene..prego che le […]

una storia qualunque

“Ho fatto la vasectomia” è solo una battuta di un po’ di tempo fa. Dopo anni, mi si accende l’interruttore e mi torna in mente quella frase così sciocca, non rammento il contesto in cui sia stata fatta questa battutaccia, però inizia a martellarmi il cervello quando so che anche questo mese il ciclo mestruale sta arrivando. “Vasectomia” “vasectomia” mi tormenta. -Amor mio, sono ormai sette anni che stiamo insieme, quando lo facciamo un bambino?- Mi sento ancora una ventenne, ho un leone  che ruggisce dentro, posseggo ancora tutta l’irrequietezza dell’adolescenza. Lo specchio mi riporta alla realtà: ho quarant’anni (ora quarantadue). -Edy, cazzo! Lo facciamo sto figlio?- Inveisco contro di lui. Lui glissa, lui non sbotta come me. Lui non affronta le cose di petto come me. Eppure, l’ho palesato spesso, ha la consapevolezza che dopo la fine del mio matrimonio, prima o poi, avrei desiderato una nuova convivenza e dei figli. Anche in ordine casuale. Invece vivo ancora da sola nel bilocale in affitto. Litighiamo: io forte, lui piano, e gli sputo addosso quella spiritosaggine sulla vasectomia di qualche anno prima. Quanto rancore riesco a covare! Come so accantonare bene le parole sbagliate per rivendicarle nei bisticci! […]

Un viaggio…un sogno..una battaglia

Nel 2017 a maggio  io e il mio meraviglioso marito ci sposiamo…un sogno che si realizza dopo lunghi preparativi. Così ad agosto cominciamo a provare ad allargare la famiglia..primo tentativo nulla..pazienza sarà per il prossimo ci diciamo…Ma qui inizia il calvario sei mesi dopo ancora nulla. Così iniziamo esami su esami e il verdetto arriva come una pugnalata al cuore: sterilità di coppia. Lacrime dolore…un buco nero da cui pensavamo di non riuscire ad uscire. Poi ci spiegano che esiste la PMA…con fivet icsi…all’ inizio per noi arabo ma ora rappresentano la nostra speranza. Siamo al secondo tentativo ma anche questa volta il sogno finisce. Ora nuovi esami e nuove cure. Il dolore è grande, forte e ogni giorno è una battaglia. Ma io e mio marito vinceremo la guerra prima o Poi! Non vogliamo smettere di crederci! Non possiamo smettere di crederci!

Acquario

L’acquario è accogliente. Acciaio e vetro che avvolgono un silenzio inverosimile. Siamo centinaia a scendere dal taxi davanti all’entrata con quella maniglia panciuta che mette speranza. E invece no. Il dono – lo chiamano miracolo a volte- non ha nessun lieto fine. Guardo indietro e vedo cinque anni di fatiche indicibili. Ma soprattutto una attesa nodosa e ruvida che invadeva le ore, i giorni, i pensieri. Oggi sono rassegnata ma serena. Non spetta a tutti il lieto fine. Ma trovare pace sì.  Ci sono inciampi e dolori che si conservano con cura nel cuore a ricordarci come siamo arrivati fin qui. Bisogna provare ed essere testardi. Ma bisogna anche sapere mettere un punto. Ecco.

La mia alma

la mia storia inizia a quindici anni, quando a causa di una malattia genetica minfu fatto capire che per me avere un figlio non sarebbe stato semplice. A venti ebbi la conferma: hai un 1 %, mi fu detto. La mia vita si fermò. Sapevo già che non sarei forse mai stata madre. Ma fu un colpo al cuore. Il mio cuore prese vita e lo sentì per la prima volta . Pesante, trafiggermi il petto. Quel figlio dopo averlo pianto con tutte tutte le lacrime, dopo aver mangiato tutto il dolore ed essermi fatta cicatrizzare da esso, divenne sempre più reale. Era vivo, era nel mio cuore, ma c’era davvero. Lo sentivo quando mi mancava il fiato nel vedere una donna incinta, sentivo il petto spaccarsi al pianto di un neonato. Da quel momento io pensiero divenne divenne come una dolce compagnia, quel figlio, anzi quella figlia, che avrei tanto voluto e che avrei chiamato Alma , la sentivo come fosse una presenza sempre al mio fianco, come un angelo. Non credo che alma arriverà mai ma so quanto la avrei amata. So che l’avrei portata nei parchi, so che l’avrei portata al mare.