Era il 2020 quando abbiamo iniziato a cercare un figlio, io 33 anni, mio marito 32. Tentativi mirati, stick per monitorare l’ovulazione, integratori.. passavano i mesi ma nulla. Dopo un anno iniziamo a fare le prime indagini, analisi ormonali, monitoraggi follicolari, isteroscopia, isterosalpingografia ma tutto ok. In questo periodo di tempo mi faccio visitare da 7 ginecologi con la speranza che uno di loro trovi il motivo per il quale non riesco a rimanere incinta ma tutti mi dicono che siamo giovani e sani, dobbiamo solo rilassarci un pò e sicuramente il bambino arriverà. Questa teoria non mi convince affatto, sento che qualcosa non và quindi prenoto le prime visite per la PMA ma nel frattempo il mio ciclo cambia, vado da un’altra ginecologa per capire come mai e mi chiede di valutare la riserva ovarica, sento che è questo il mio problema. Aspetto con ansia l’esito delle analisi e appena arrivano non ho il coraggio di guardarle.. il mio amh a 34 anni è 0,1, la mia riserva ovarica è esaurita. Aspetto con ansia le visite per iniziare la PMA, sono certa che la scienza mi aiuterà a diventare mamma ma purtroppo non è stato così. Senza alcun tatto mi dicono che ho le ovaie di una 50enne e che per me l’unica possibilità è l’ovodonazione, una realtà difficile da accettare quando sei giovane. Nessun centro ci prende in carico, ci sentiamo tristi e impotenti. Prima di arrenderci decidiamo di contattare un centro a Firenze dove ci dicono che abbiamo l’1% di possibilità ma se vogliamo possiamo fare un tentativo. Decidiamo di provarci consapevoli di perdere tempo, salute e soldi ma vogliamo farlo per non avere rimpianti e accettare con più serenità il percorso dell’ovodonazione. Inizio la stimolazione, faccio una dieta rigorosissima, sedute di agopuntura, tecniche di rilassamento, voglio fare qualunque cosa per essere quell’1%. Al primo controllo ci dicono “c’è solo un follicolo, forse non vale la pena continuare”.. abbiamo il cuore in mille pezzi ma la ginecologa pensa che valga la pena continuare nonostante tutto. Per noi è un sogno già arrivare al Pick up, vorrebbe dire averci provato. Dopo 15 giorni arriva il giorno del prelievo ovocitario, per noi una grande conquista. “Ci sono solo 3 follicoli ragazzi, restate con i piedi per terra”. Ci abbiamo creduto con tutti noi stessi. Quei 3 follicoli sono diventati 2 blastocisti, un risultato incredibile. Prima del transfer andiamo da Santa Maria Francesca, sento di aver bisogno di qualcosa di più grande per poter realizzare il mio desiderio. Era il 9 luglio 2022, mi siedo sulla sua sedia e scoppio in lacrime che non riesco a contenere, racconto la nostra storia alla suora che ci ha accolti, lei mi guarda dicendomi “ricorda che nulla è impossibile a Dio”. Mi sento sollevata, esco “più leggera”, so di aver fatto di tutto per realizzare il mio desiderio più grande quindi decido di affidarmi completamente a Dio e a Santa Maria Francesca. Arriva il giorno del transfer, era il 17 ottobre 2022. Sull’autostrada, poco prima del bivio per Firenze, vediamo una scarpetta azzurra da neonato. A luglio 2023 è nato il mio bambino. A ottobre 2024 torniamo a ringraziare Santa Maria Francesca con nostro figlio e chiediamo di potergli regalare un fratello o una sorella. Faccio il transfer della seconda blastocisti e il giorno dopo vedo una scarpetta rosa da neonata. A ottobre 2025 è nata la mia bambina. “Impossibile” è per chi non ha il coraggio di provarci..