Valentina: «Quando ti dicono che hai il Parkinson, a 34 anni»

Parkinson e persone anziane. È questo il binomio a cui più spesso siamo abituati pensare, perché accostare questa malattia ad una persona giovane sembra innaturale. Invece il morbo di Parkinson colpisce a diverse età. Com’è successo a Valentina, che ha 37 anni e ha scoperto da tre anni di dover convivere con questa malattia. E anche se ha avuto molta paura, e ne ha ancora, ha accolto la vita ed è diventata madre. Nonostante tutto.La sua storia è ripercorsa all’interno della mostra fotografica Non chiamatemi morbo che si terrà al Piccolo Teatro di Milano dal 22 al 27 settembre, dedicata al racconto per immagini di 22 storie di persone colpite dal Parkinson. Continua a leggere…

22 settembre, Giornata nazionale della fertilità.

Il 22 settembre sarà celebrata la IV Giornata nazionale di informazione e formazione sulla fertilità con l’obiettivo di promuovere l’attenzione e l’informazione sul tema della fertilità umana.Questo evento, indetto con Direttiva del presidente del consiglio dei ministri 28 luglio 2016, ha lo scopo di favorire la cultura della salute sessuale e riproduttiva nelle migliori condizioni biologiche, anche mediante il coinvolgimento di Istituzioni, degli ordini dei medici, delle società scientifiche, delle farmacie, delle scuole e delle famiglie, ed è un’attività del Piano Nazionale Fertilità.L’iniziativa prevede la diffusione di informazioni ai cittadini sul ruolo della fertilità nella loro vita, l’assistenza sanitaria in difesa della fertilità, la promozione di interventi di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie dell’apparato riproduttivo e lo sviluppo nelle persone della conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità. Tutto ciò fa parte di una volontà di rileggere la fertilità come bisogno dell’intera società, in linea con i principi della politica europea “Health 2020: The European policy for health and well-being” e dell’Agenda2030 dell’ONU. Continua a leggere…

Forlì, mamma dopo il trapianto di cuore. E’ nata Emma

Forlì, 17 settembre 2020 – Emma ha otto mesi e due grandi occhi blu: è la vittoria più bella di Maria Foia, 39 anni, la mamma guerriera che l’ha voluta con tutte le sue forze dopo il trapianto di cuore. La bimba sente la sua voce e fa un gridolino da lontano, mentre il papà spinge il passeggino dove è seduta. Maria è nata e cresciuta a Vasto, ma vive ormai da anni a Forlì, dove è educatrice in una scuola materna. Sono appena una decina le donne che in Italia sono riuscite a diventare madri avendo nel petto il cuore di un donatore. Continua a leggere…

Trapianto di utero. Dimessa la paziente trapiantata. Cardillo (Cnt): “Confermata la bontà del protocollo”

Il trapianto era stato effettuato il 21 agosto scorso da un’equipe composta da medici e operatori sanitari del Centro trapianti del Policlinico e dell’Ospedale Cannizzaro e reso possibile grazie a una sperimentazione approvata dal Centro nazionale trapianti nel 2018. Già 7 nuove pazienti sono pronte a ricevere un utero e altre 15 stanno completando l’iter valutativo per l’iscrizione in lista d’attesa.È tornata a casa dopo 17 giorni di ricovero ed è in ottime condizioni la paziente siciliana sottoposta al primo trapianto italiano di utero. La donna, 29 anni, affetta da sindrome di Rokitansky e nata senza l’organo, era stata operata a Catania il 21 agosto scorso da un’equipe composta da medici e operatori sanitari del Centro trapianti del Policlinico e dell’Ospedale Cannizzaro. Il trapianto era stato possibile grazie a una sperimentazione approvata dal Centro nazionale trapianti nel 2018 e dopo la ricerca durata oltre un anno di una donatrice deceduta compatibile. Continua a leggere…

Ad agosto boom cicli fecondazione +8 volte rispetto al 2019

L’emergenza sanitaria da Covid-19 non ferma le coppie desiderose di un figlio e molti aspiranti genitori hanno rinunciato alle ferie d’agosto per sottoporsi a un trattamento di procreazione medicalmente assistita. È quanto dimostrano i dati di un’indagine effettuata nei 5 centri del gruppo Genera in tutta Italia (Roma, Torino, Marostica, Napoli e Umbertide), dove si è registrato un aumento di oltre 8 volte dei ‘pick up’, cioè le procedure di prelievo ovocitario, rispetto all’agosto dello scorso anno.Se a gennaio 2020, infatti, si era registrato un aumento del 10% dei trattamenti rispetto a gennaio 2019 e a febbraio la situazione fosse simile, a marzo c’è stato un inevitabile calo del 37%, a cui è seguito aprile, con il lockdown e lo stop delle attività non essenziali, con il proseguimento dei consulti on line. Continua a leggere…

A Cagliari primo parto post lockdown per mamma positiva

Primo parto all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per una giovane donna positiva al coronavirus nel post lockdown. E primo taglio cesareo dall’inizio dell’epidemia per una paziente contagiata. Protagonista una 31enne di Nuoro, che ha messo al mondo una bimba di quasi 3 chili. La giovane mamma è arrivata a Cagliari da Nuoro ieri alle 19.30. Al Santissima Trinità, primo centro per l’assistenza ai pazienti Covid-19 in Sardegna, era tutto pronto. Continua a leggere…

Bambino operato nella pancia della mamma al Gemelli, il piccolo Tommaso è nato e sta bene

Il piccolo Tommaso, quando era ancora in grembo alla madre, era affetto da una forma molto grave di spina bifida, una malformazione caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale a livello lombosacrale. Ma un team composto da ginecologi ostetrici e neurochirurghi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica, è intervenuta correggendo la malformazione direttamente in utero alla ventiseiesima settimana di gravidanza. Tommaso era affetto da una grave forma di spina bifida, il mielomeningocele, caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale a livello lombosacrale. In genere si interviene dopo la nascita, ma questi difetti peggiorano nel corso della gravidanza. Per questo si è optato per una correzione precoce in utero. I difetti del tubo neurale riguardano lo sviluppo del sistema nervoso e interessano circa 1 su 3.000-3.500 nati vivi in Italia. Continua a leggere…

La necessità di essere madre

“Ho 32 anni e una vita che, a oggi, può essere paragonata a una corsa sulle montagne russe (ma chi non potrebbe dire lo stesso della propria?). Amo il mio compagno, la mia famiglia, il mio lavoro. Viaggio. Tanto. Appena possiamo, che sia un week end in una città d’arte, un viaggio intercontinentale o un trekking zaino in spalla, noi partiamo”.“Dovrei sentirmi appagata, piena. Eppure. Eppure quella gravidanza che non arriva mi toglie il sonno. Eppure, nonostante sia una convinta femminista, indipendente, avversa all’immagine della donna ‘angelo del focolare’, mi sento meno donna delle altre che riescono a rimanere incinta. Vorrei poter trovare uno spazio di confronto, di sfogo, ma il tabù è ancora fortissimo. Quando provo a parlarne con qualcuno incontro, per la maggior parte, facce imbarazzate e ripetuti ‘meno ci pensi e meglio è”. Continua a leggere…

Gravidanza dopo un tumore al seno: sicura anche per le donne con mutazione genetica BRCA

Proprio una ricerca italiana aveva già dimostrato che si può diventare mamma dopo un tumore al seno, senza rischi di ricadere nella malattia e in completa sicurezza per i nascituri. Una notizia importante visto che, anche in Italia, sono in aumento i casi di questo tipo di cancro fra le donne giovani che ancora non hanno completato il loro progetto di famiglia. Ora un altro studio internazionale condotto su pazienti con pregresso carcinoma mammario e BRCA-mutate,  coordinato da scienziati italiani e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Journal of Clinical Oncology, aggiunge un importante tassello dimostrando che la gravidanza è sicura anche per le madri portatrici di questa mutazione genetica (che le espone a un alto rischio di ammalarsi) e per i loro neonati. Continua a leggere…

Trapianto di utero, è la prima volta in Italia. Paziente di 29 anni ora in buone condizioni. Il Centro nazionale: “Un evento storico”

“Questo primo trapianto di utero arriva al termine di un lungo e complesso percorso partito da Catania e che ha coinvolto l’intera Rete trapiantologica – spiega il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo – sia nella fase di valutazione e approvazione del protocollo, sia nel reperimento dell’organo. Si tratta di un evento storico per la trapiantologia italiana e per il Servizio sanitario nazionale, che ancora una volta dimostra il proprio livello di eccellenza sotto il profilo scientifico e organizzativo. Un ringraziamento particolare, oltre che all’equipe catanese, va alla memoria della donatrice, una giovane donna scomparsa improvvisamente che aveva scelto in vita di voler compiere un gesto di generosità del quale hanno beneficiato ben sei persone”. “È motivo di grande orgoglio che un intervento così eccezionale sia stato realizzato in Sicilia”, dichiara il coordinatore del Centro regionale trapianti Giorgio Battaglia. “La nostra regione, come tutto il Meridione, soffre ancora di un gap nei confronti delle regioni del Centro-Nord sia rispetto all’attività di trapianto che soprattutto al numero delle donazioni di organi. Il trapianto di utero è la testimonianza che anche nel Sud c’è una sanità di grandissimo valore e ripaga il lavoro di potenziamento della rete trapiantologica siciliana che stiamo portando […]