Endometriosi, dopo il lockdown si allunga l’attesa per una visita

È tra le patologie «femminili» più temute poiché può compromettere la possibilità di avere figli. Secondo le stime, nel nostro Paese 3 milioni di donne, una su 10 in età fertile, soffrono di endometriosi, malattia cronica dovuta al crescere e proliferare del tessuto endometriale in altre sedi quali ovaie, peritoneo, tube, setto retto-vaginale, diverse da quella fisiologica, cioè la cavità uterina. Una «migrazione» anomala che causa infiammazioni, dolori anche lancinanti specie durante le mestruazioni, difficoltà nei rapporti sessuali e altri disturbi.Ancora oggi la diagnosi di endometriosi arriva in media dopo sette anni, complici anche i tabù e la scarsa conoscenza di una malattia che tocca la sfera intima femminile. Ma questo ritardo può provocare conseguenze invalidanti per le donne colpite, oltre a procurare sofferenze fisiche e psicologiche già a partire dall’adolescenza e gravi limiti nella vita quotidiana, dalla scuola al lavoro, alle relazioni affettive e sociali. «Avere un trattamento tempestivo vuol dire anche prevenire l’infertilità» spiega Annalisa Frassineti, presidente di Ape-Associazione progetto endometriosi. Continua a leggere…

Ecco “HappyMamma”, l’app della Regione per le donne in gravidanza

Implementare il percorso nascita regionale attraverso modalità digitali integrate, aggiornare il sistema “HappyMamma” e integrare l’offerta di corsi di accompagnamento alla nascita online. Sono questi gli obiettivi principali del progetto approvato dalla Giunta e proposto nell’ambito della convenzione tra Regione e Scuola Sant’Anna di Pisa a integrazione del Piano di attività del Laboratorio management e sanità (Mes) 2020. La delibera, proposta dall’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi, assegna, inoltre, 100 mila euro per la realizzazione del progetto, le cui attività sono coordinate dal Mes del “Sant’Anna”.“Il progetto – spiega Saccardi – prevede interventi evolutivi del sistema “HappyMamma”, uno strumento innovativo per promuovere la salute della mamma e del bambino, che abbiamo attivato il primo marzo 2019, con l’obiettivo di offrire indicazioni georeferenziate sui servizi consultoriali e ospedalieri, relativi al percorso nascita.Le donne che scoprono di essere in stato interessante hanno a disposizione uno strumento digitale, che le accompagna dalla gravidanza fino a tutto il primo anno di vita del bambino, fornendo indicazioni e informazioni per facilitare l’accesso e la fruizione dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario. Continua a leggere…

Conegliano, al via il nuovo servizio di diagnostica prenatale per genitori ciechi

Nuovo innovativo servizio di diagnostica prenatale all’Ospedale di Conegliano. Prende il via il progetto “Volto fetale 3D”, messo a punto dal dottor Alberto Rossi, direttore del Servizio di Diagnostica Prenatale nell’ambito dell’Unità Operativa di Ostetricia-Ginecologia, diretta dal dottoressa Antonello Azzena. Grazie a quest’iniziativa le persone ipovedenti o cieche potranno, d’ora in avanti, sperimentare la gioia di “toccare” il volto del proprio futuro figlio a seguito dell’ecografia.«Con questo progetto, che siamo gli unici a realizzare a livello del Nord Italia – spiega il dottor Rossi – daremo ai genitori che non possono visualizzare le immagini dell’ecografia la possibilità di vivere un’esperienza sensoriale tattile senza precedenti: grazie all’utilizzo di una stampante tridimensionale, che permette di trasformare in modelli reali e concreti al tatto le immagini ottenute dall’ecografia effettuata tra la 26ma e la 32ma settimana, la forma del volto e l’espressione fetale del loro futuro figlio prenderanno forma in un calco resinoso. Sarò io personalmente a consegnarlo ai futuri papà e mamme, facendo contemporaneamente sentire il battito del cuore del loro bimbo, in modo da permettere un’importante esperienza sensoriale che permetterà loro di superare la limitazione visiva.  Va ricordato che la “visione” del feto aumenta il legame affettivo tra i genitori e il […]

Cellule staminali degli spermatozoi coltivate in laboratorio

L’idea di contrastare l’infertilità maschile intervenendo sui precursori degli spermatozoi è ora un po’ meno astratta, grazie allo sviluppo di una tecnica affidabile per riconoscere, isolare e far moltiplicare in laboratorio le cellule staminali che danno origine ai gameti dell’uomo. Gli scienziati della Scuola di Medicina dell’Università di San Diego hanno messo a punto un metodo per ottenere in provetta gli spermatogoni o cellule staminali spermatogoniche (SSC), le cellule che permettono agli uomini di generare migliaia di nuovi spermatozoi ogni pochi secondi, e di diventare padri anche in età molto avanzata. […] Le prospettive, tuttavia, sono interessanti: riuscire a isolare gli spermatogoni dai testicoli permetterebbe, per esempio, di preservare la fertilità di quanti affrontano terapie oncologiche da bambini, prima ancora che gli spermatozoi vengano prodotti; ma anche di correggere, con l’editing genetico, le mutazioni che in alcuni casi impediscono alle staminali di generare spermatozoi. Continua a leggere…

Coronavirus, fecondazione assistita: boom di richieste dopo il lockdown. «Ha aumentato il desiderio di genitorialità»

Il temporaneo stop alla Pma durante la pandemia è arrivato in un periodo dell’anno, la primavera, in cui la domanda era più alta. Tanto che i cicli riproduttivi non effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio hanno portato, secondo la Siru, a circa a 30.000-35.000 trattamenti saltati e 4.500 nascite in meno. Il boom di richieste di cure per l’infertilità che ora si registra non è rappresentato però solo da tutte le coppie che avrebbero voluto, e non hanno potuto, intraprendere il percorso di genitorialità nei mesi del lockdown. A pesare, infatti, sono almeno altri due fattori. «Da un lato, la paura di nuove chiusure per eventuali seconde ondate di contagi spinge a voler approfittare del momento attuale. Dall’altro, è indubbio che la pandemia ha suscitato in molte persone una maggior desiderio di famiglia», chiarisce Guglielmino. Un aspetto indicativo in questo senso è la richiesta di trattamenti anche ad agosto, «periodo in cui normalmente si sospendono i cicli, mentre quest’anno la maggior parte dei centri resterà aperto». Una necessità dettata anche dall’esigenza di smaltire gli arretrati che sono stati accumulati in oltre tre mesi di chiusura. Altra novità della fecondazione assistita in Fase 3 riguarda i progressi fatti verso […]

Istat: record negativo di nascite. Immigrati in calo e italiani in fuga

Ulteriore record negativo di nascite, immigrazione in netto calo e aumento degli italiani che fuggono all’estero. È impietoso il bilancio demografico tracciato dal bollettino dell’Istat. Il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia registrato nel 2018 è di nuovo superato dai dati del 2019: gli iscritti in anagrafe per nascita sono appena 420.170, con una diminuzione di oltre 19 mila unità rispetto all’anno precedente (-4,5%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni, ma è più accentuato al centro (-6,5%). La bilancia demografica è aggravata da altri due dati segnalati dall’istituto di statistica: il numero degli stranieri in arrivo in Italia è in netto calo (-8,6%) mentre aumenta quello degli italiani che vanno a vivere all’estero (+8,6) . Per effetto di questi flussi, il saldo migratorio in Italia è di appena 152.000 persone. Continua a leggere…

Cosa significa nascere durante l’emergenza Coronavirus

Nascere al tempo del coronavirus è un’impresa speciale. Tra corsi pre-parto da remoto, tamponi a scadenze fisse e visite vietate a parenti e amici, è andata per aria tutta una tradizione di riti di accompagnamento della mamma e di accoglienza del neonato. «Quando è iniziata l’epidemia, abbiamo saputo che ai padri non era più permesso entrare in ospedale, e l’idea di non poter essere lì con Samanta mi metteva molto in ansia», racconta Lorenzo, che in pieno lockdown è diventato papà di Alice ed Emma. «Poi ci hanno parlato dell’ospedale di Bagno a Ripoli, abbiamo preso contatto con loro e ci siamo rassicurati». Durante il lockdown, la procedura standard teneva i padri del tutto fuori dall’ospedale: al momento del parto accompagnavano la compagna in accettazione e dopo quattro o cinque giorni andavano a riprendere lei e il neonato. Regole così strette da provocare un aumento delle richieste di partorire a domicilio. Continua a leggere…

Fertility gap, perché in Italia il divario è peggiore di molti altri Paesi

Il divario di fertilità (fertility gap) è la differenza tra il numero di bambini che le donne vorrebbero avere (intenzioni di fertilità) e il tasso (finale) di fertilità Uno studio delle demografe Eva Beaujouan e Caroline Berghammer ha confrontato la differenza fra i figli desiderati (le intenzioni di fertilità) e quelli effettivamente avuti in venti nazioni diverse, fra cui diverse europee e gli Stati Uniti, trovando che le italiane sono fra coloro che vivono una distanza maggiore fra teoria e pratica: in effetti soltanto in Grecia e Spagna il problema è risultato più grave. […] Secondo le migliori stime disponibili in Italia la caduta della popolazione sarà maggiore che in tanti altri Paesi, e questo si deve a una combinazione di fattori. Continua a leggere…

Napoli, prima gravidanza con la fecondazione assistita all’ospedale San Paolo

«Da circa 20 giorni con i dovuti protocolli di sicurezza, abbiamo ripreso questa attività ambulatoriale e assistenziale, preparando 8 pazienti al trattamento Fivet per la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione- continua Terracciano- oggi abbiamo riscontrato la prima gravidanza da quando il centro è stato attivato». Il risultato non è secondario a un altro aspetto che, se possibile, è ancora più significativo dal punto di vista sociale ed economico per le coppie che si rivolgono all’ospedale San Paolo. «La donna di cui parliamo, come tutte le altre seppure con procedure e terapie diverse, ha semplicemente effettuato una prenotazione tramite il Cup e successivamente alle visite ambulatoriali e all’effettuazione degli esami diagnostici è stata sottoposta al pick up ovocitario sotto sedazione- spiega il primario – in un secondo momento, sempre in regime di chirurgia ambulatoriale, è stato effettuato il trasferimento di una blastocisti in utero». Dunque, dopo il primo accesso ambulatoriale durante il quale viene valutata la situazione di partenza della coppia per scegliere le procedure più adatte ai singoli casi, il San Paolo garantisce una molteplicità di cure di I e II livello che vanno dal semplice monitoraggio dell’ovulazione alle tecniche di inseminazione intrauterina e alla fecondazione in vitro compresa […]

Fecondazione assistita, Filomena Gallo: «Diventare genitori non è ancora un diritto di tutti»

Nicolò, Francesco, Martina, Vittoria. Sono solo alcuni dei bimbi nati dalle numerose coppie che hanno dovuto rivolgersi ai Tribunali per poter vedere realizzare il sogno di diventare genitori. Mamme e papà che non sarebbero mai diventati tali, se non avessero avuto la determinazione di portare avanti nella aule di giustizia la richiesta di veder riconosciuto uno dei loro diritti fondamentali: quello alla salute riproduttiva. Nei giorni scorsi, il 12 e 13 giugno, abbiamo ricordato il quindicesimo anniversario del referendum che si proponeva di cancellare le norme sulla cosiddetta procreazione medicalmente assistita – la famosa Legge 40. Circa l’80 per cento dei votanti affermò la contrarietà alla legge, ma una massiccia campagna di boicottaggio fece sì che solo un quarto degli aventi diritto andasse a votare. Il quorum non venne raggiunto e i divieti rimasero in piedi. Divieti odiosi, contro il diritto alla salute, che avrebbero impedito la creazione di tantissime famiglie e la nascita di altrettanti bambini. Continua a leggere…