Fecondazione assistita, Filomena Gallo: «Diventare genitori non è ancora un diritto di tutti»

Nicolò, Francesco, Martina, Vittoria. Sono solo alcuni dei bimbi nati dalle numerose coppie che hanno dovuto rivolgersi ai Tribunali per poter vedere realizzare il sogno di diventare genitori. Mamme e papà che non sarebbero mai diventati tali, se non avessero avuto la determinazione di portare avanti nella aule di giustizia la richiesta di veder riconosciuto uno dei loro diritti fondamentali: quello alla salute riproduttiva. Nei giorni scorsi, il 12 e 13 giugno, abbiamo ricordato il quindicesimo anniversario del referendum che si proponeva di cancellare le norme sulla cosiddetta procreazione medicalmente assistita – la famosa Legge 40. Circa l’80 per cento dei votanti affermò la contrarietà alla legge, ma una massiccia campagna di boicottaggio fece sì che solo un quarto degli aventi diritto andasse a votare. Il quorum non venne raggiunto e i divieti rimasero in piedi. Divieti odiosi, contro il diritto alla salute, che avrebbero impedito la creazione di tantissime famiglie e la nascita di altrettanti bambini. Continua a leggere…

Le paure di una madre sono vere

Scrivere è dialogare con se stessi, immergersi in uno stato mentale che ti consente di portare a termine una sequenza di pensieri e sensazioni. Nemico giurato di questo processo è l’intrusione. E i figli, malgrado tutta la loro bellezza, sfrenatezza e misteriosa genialità, restano, come le meteoriti, un’intrusione.Quando una donna diventa madre, si innesca dentro di lei una serie di cambiamenti; il più destabilizzante di tutti è quello che, come per incantesimo, le fa perdere l’autonomia mentale.Nel suo saggio «Puoi dire addio al sonno: cosa significa diventare madre», Rachel Cusk sostiene che la madre si divide in due nel momento in cui vede un altro essere umano emergere dal suo corpo. Da quell’istante in poi, la madre non è più sola e non riesce più a ritrovare la quiete interiore. Scrive Rachel Cusk: «Il parto non è semplicemente ciò che separa la donna da se stessa, ma arriva a modificare profondamente il senso della sua esistenza. Un altro essere umano è vissuto dentro di lei e dopo la nascita questo essere vive nella giurisdizione della sua consapevolezza. Quando è con il figlio, la donna non è più se stessa; quando è senza il figlio, non è più se stessa». Continua […]

Maternità: oggi è un obiettivo possibile anche per le donne affette da patologie autoimmuni

La relazione fra medico e paziente è fondamentale per diventare madri se si soffre di una malattia autoimmune, anche e soprattutto perché occorre superare timori che persistono nonostante tutte le rassicurazioni della scienza. «Una patologia reumatologica può avere un impatto psicologico enorme: spesso ha ripercussioni sulla vita di coppia, a volte si arriva addirittura a rinunciare alla sessualità», ha sottolineato Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR). «Per pudore e paura di essere giudicate se ne parla poco perfino con il partner, figurarsi con il reumatologo. Invece discuterne è importante, per ridurre al minimo l’impatto delle cure sulla fertilità e per la gestione della terapia in caso di gravidanza: ecco perché sul sito del progetto #anchiomamma abbiamo raccolto una serie di domande da porre al reumatologo, al dermatologo, al ginecologo per “rompere il ghiaccio”, sviscerare le perplessità e anticipare le criticità. Le donne si chiedono spesso se potrebbero accedere alla procreazione medicalmente assistita, e cosa dovrebbero fare in caso di dolore nei rapporti sessuali, oppure se la malattia influirà sulla gravidanza e viceversa: dare loro le risposte è essenziale perché possano avere una migliore qualità di vita». Continua a leggere…

Fertilità: sono gli ovuli a scegliere gli spermatozoi da cui farsi fecondare

La scelta del partner, soprattutto quando si vuole metter su famiglia, è importante. Ma non sono solamente le nostre preferenze a contare. Se si parla di riproduzione, anche i gusti dei gameti, e in particolare degli ovuli delle donne, hanno il loro peso. Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Stoccolma in collaborazione con la Manchester University, gli ovuli cercano di scegliere gli spermatozoi da cui saranno fecondati. E lo fanno inviando segnali chimici in grado di catturare facilmente l’attenzione di alcuni, e meno quella di altri. Incuranti che la scelta ricada, o meno, su quelli del partner della donna in questione. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, fornisce quindi nuove informazioni che potrebbero essere utili per i trattamenti di fecondazione assistita. Continua a leggere…

Ti racconterò di questo tempo

[…]Ancora non ci sei, non so quando arriverai, ma una cosa posso anticipartela: in questi giorni concitati mi sono presa cura di me, della mia salute mentale e del mio corpo, della salute delle persone intorno a me, di quelle che non conosco, perché un giorno sarò la tua casa e, mia dolce, piccola imprevedibilità, non permetterò a niente e nessuno di impedirti, in futuro, di venire al mondo. Sto facendo di tutto, tutto un giorno farò per vedere i tuoi occhi. Continua a leggere…

Napoli, scopre di avere un tumore durante la gravidanza: medici la salvano

Una donna di 34 anni, Patrizia, ha scoperto di avere un tumore al seno mentre aspettava un bambino. Era al quinto mese di gravidanza. Dal momento della diagnosi, la gestante è stata seguita dalla Brest Unit dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, dall’equipe di Ferdinando Riccardi, direttore di Oncologia e da Claudio Santangelo, direttore di Ostetricia e Ginecologia. “Abbiamo fatto la pianificazione delle cure con Santangelo – afferma Riccardi – e concordato i tempi con Patrizia. A quel punto abbiamo iniziato le terapie. Prima del parto aveva portato a termine 4 cicli di chemio”. A quattro mesi dalla diagnosi, è nato il piccolo Federico e i medici hanno potuto operare Patrizia. Ora stanno bene entrambi. Continua a leggere…

Il coronavirus ha cambiato tutto, anche il percorso (già tortuoso) della fecondazione assistita

I numeri sono chiari e descrivono lo scenario molto meglio delle parole: le cure di Procreazione Medicalmente Assistita ogni mese riguardano circa 7-8 mila coppie, il che significa circa 1.500 nascite ogni mese. Coppie che si sono sentite abbandonate durante la pandemia e che hanno vissuto con particolare sofferenza l’ansia del tempo in stand by e soprattutto la paura di perdere definitivamente la propria chance riproduttiva. Ne abbiamo parlato con il dott. Antonino Guglielmino, Presidente per l’area ginecologica della SIRU, Società Italiana della Riproduzione Umana. Continua a leggere…

Ospedale Pertini, nuovo servizio ‘Smart Pma’ con Asl Rm 2

Si chiama “Smart PMA” il progetto a cui ha aderito la Asl Roma 2 con il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma diretto dal Dott. Rocco Rago. L’iniziativa, promossa dall’Azienda Ospedaliera Giuseppe Moscati di Avellino ha man mano coinvolti i principali centri pubblici di Medicina della Riproduzione Italiana come: il Policlinico San Martino e l’Ospedale Evangelico di Genova, il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, l’Ospedale di Conversano, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’Ospedale metropolitano Niguarda di Milano. Il servizio, gia’ attivo nel Centro PMA del Pertini in forma di teleconsulto telefonico dai primi del mese di aprile, parte oggi con la Telemedicina attraverso l’uso di una piattaforma informatica appositamente realizzata per la gestione delle coppie infertili. Continua a leggere…

Coronavirus, ritorno a casa col neonato

Lasciare il reparto maternità e tornare a casa con un neonato è un’esperienza intensa, ma anche piena di dubbi e di qualche preoccupazione. Soprattutto in questi tempi di pandemia, da cui non siamo fuori, e che costringono a un controllo aggiuntivo, e inedito, sui nostri comportamenti e su quelli altrui, a un’attenzione particolare all’igiene personale e ambientale, e al distanziamento interpersonale, che limita, sebbene meno che in passato, le relazioni e anche il supporto pratico di nonni o amici alle giovani coppie, “coppie che negli ospedali hanno potuto seguire in tutta sicurezza percorsi covid-free, ma che vanno rasserenati anche nella fase del rientro a casa”, dice Fabio Mosca, direttore della Neonatologia del policlinico di Milano e presidente SIN, Società italiana di neonatologia che infatti proprio per tranquillizzare chi è alle prese con un neonato, e magari anche alla prima esperienza genitoriale,  ha elaborato alcune indicazioni pratiche (anche raccolte in un poster scaricabile al link https://www.sin-neonatologia.it/pdf/PosterSIN-a-casa-con-neonato-15-04-2020-2.pdf.) Continua a leggere…

In Gravidanza durante il Covid, i momenti felici (e surreali) di chi sta diventando mamma

A loro avevano detto che sarebbero stati i mesi più felici e strani, che avrebbero sentito una forza sovrannaturale e che alla fine quella pancia ingombrante sarebbe mancata. A qualcuna avevano consigliato di godersela, di uscire e divertirsi, ad altre il contrario, di rilassarsi il più possibile. Poi è arrivato il lockdown, e per le donne in dolce attesa i suggerimenti sono stati sostituiti dal silenzio della casa e dalla lentezza del tempo. Della gravidanza durante il Covid non si è parlato molto, ma tra queste future e neo mamme c’è chi si è ritrovata un baby shower a sorpresa, organizzato dalle amiche in strada, chi ha chiesto al marito di accendere un sigaro speciale, chi ha avuto un “segnale” dai delfini, chi ha provato l’emozione di stendere la prima tutina e chi ha scelto il nome grazie a un’ape. Ricordi che saranno comunque indimenticabili. Sedici donne che stanno diventando mamme in questo periodo hanno condiviso con noi i momenti felici che sono riuscite a ritagliarsi durante la pandemia Covid. Continua a leggere…