#UnaStoriaUnLibro: la nuova iniziativa gratuita di ParoleFertili

✍💻 Dona una storia, ne riceverai 50! 📕 Partecipa alla nuova iniziativa gratuita di #ParoleFertili: racconta la tua esperienza di #infertilità o il tuo percorso #pma, usando l’hashtag #UnaStoriaUnLibro, per ricevere a casa “ParoleFertili. Viaggio alla ricerca di un figlio”, il libro che raccoglie le vostre storie donate negli anni alla community, edito da Mondadori Electa. Scopri come prendere parte all’iniziativa gratuita e ♥ Dona la tua storia ♥👇Clicca qui

Centro procreazione assistita: nuova sede con più comfort

Cambio di sede per il centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Da domani – 14 giugno – la Pma, che finora si trovava negli ambulatori davanti alla sala tulipano, sarà spostata in un’area dedicata, a metà del corridoio, sempre al piano terra dell’ospedale (piano piastra), raggiungibile proseguendo avanti, superata la portineria principale. Qui le attività saranno organizzate in spazi più ampi e in maniera più coordinata a beneficio di una maggiore attenzione e miglior comfort delle pazienti che seguono il percorso. In particolare, le coppie che si rivolgono al Centro troveranno nella stessa area tutti i servizi che fanno parte dell’iter: insieme agli ambulatori ginecologici per visite e monitoraggio, sono presenti la Genetica medica, per consulenze genetiche, esami specifici, il laboratorio di semiologia e il servizio di consulenza psicologica. Continua a leggere…

Eva Giusti, la mamma influencer a “Oggi è un altro giorno”: «Dalla procreazione assistita al tumore al cervello per colpa di un neo»

Eva Giusti, la mamma influencer de “Il frutto della passione” Eva Giusti, ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno, ha raccontato la sua vita, dalla Toscana al Brasile per seguire il suo amore, poi la voglia di metter su famiglia: “Prima scoprire la diagnosi di infertilità – ha raccontato Eva Giusti – frequentavamo una casa famiglia e ci siamo lanciati nell’avventura dell’adozione, con Noah Enzo. Una grandissima felicità perché quando la natura sembra mettersi contro, la gioia di accogliere un bambino a casa è gande. Poi abbiamo provato con la procreazione assistita, un percorso complicato, iniezioni e farmici, abbiamo fatto dei tentativi, il primo è finito con un aborto e poi è nata la seconda figlia, Nina Flor. Ho raccontato tutto sul mio blog e su Instagram, c’è stato un grande scambio di esperienze. Poi arriva un brutto colpo, nell’ultimo mese di gravidanza mi hanno asportato un neo e hanno scoperto che era un melanoma modulare, per cui mi sono dovuta sottoporre a un’operazione. Sembrava tutto risolto perché i linfonodi erano risultati puliti, anche nei controlli successivi, ma nel 2018 ho però scoperto che il melanoma attraverso il sangue era arrivato alla testa”. Continua a leggere…

Fertilità in calo, ma non in tutta Europa

La riduzione del tasso di fertilità è un fenomeno che da anni colpisce l’Europa, con ampi divari sia tra i paesi Ue che tra le rispettive regioni. Un fenomeno che risulta strettamente connesso ad altri, come il calo delle nascite e l’aumento dell’età media in cui si ha il primo figlio. Nel 2019 in Italia sono nati 7 bambini ogni mille abitanti. Questo è uno dei dati più bassi tra i paesi dell’Unione europea. Tuttavia, il calo delle nascite non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Infatti, se nel 2009 c’erano 10,8 nuovi nati ogni mille europei, dieci anni dopo il dato è calato fino a 9,5. Questa riduzione delle nascite può essere spiegata in parte da fattori strutturali. Le generazioni più numerose, a partire dai baby boomers, sono o stanno progressivamente uscendo dall’età riproduttiva. Mentre le coorti di età più giovani, cresciuti negli anni della crisi economica, si trovano spesso in condizioni lavorative precarie o comunque non sufficientemente stabili per avere figli. La crisi economica del 2008 è stata determinante nel calo delle nascite. Ad aggiungersi a questo scenario c’è anche la questione legata alle opportunità dei servizi. Se da una parte vi è una maggiore incertezza economica e lavorativa, dall’altra in diversi territori mancano […]

L’infertilità maschile è l’ultimo tabù

Il 30 per cento dei casi di infertilità dipende dagli uomini, ecco perché è ora di parlarne Imparano a pronunciare parole come oligoastenozoospermia senza inciampare con la lingua sui denti. Ma fuori di casa non trovano le parole per raccontare la loro esperienza di uomini infertili. Persino sui forum online si fa fatica a trovarli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, si può parlare di infertilità solo dopo due anni di tentativi. Il problema riguarderebbe il 15 per cento delle coppie. Ma quando si cerca di capire le percentuali fra cause femminili e maschili i dati si fanno più confusi. Secondo l’Istituto superiore di sanità i casi di infertilità nell’uomo sono il 29,3 per cento, contro il 37,1 per le donne, mentre nel 17,6 per cento la difficoltà starebbe da entrambe le parti. Ma poi c’è uno 0,9 per cento di fattori generici e un 15,1 per cento cosiddetto “sine causa”. Una definizione senza senso secondo Pasquale Scarano, andrologo dell’ospedale di Rimini che, negli anni, si è occupato di centinaia di coppie. «Una causa esiste sempre», dice. «Troppo spesso si arriva alla procreazione medicalmente assistita senza aver esaminato anche le condizioni fisiche del maschio. Le coppie in Italia che riescono ad […]

“Mi dissero: ‘Perché non ti rassegni?’. Ho scelto la Pma e oggi guardo mia figlia sorridere”

La Procreazione Medicalmente Assistita in Italia: la testimonianza di Marianna, i dati, il caso Carmen Consoli, la prevenzione “Ricordo il giorno in cui mi dissero ‘perché non ti rassegni?’. Io non l’ho mai fatto e oggi ne sono felice, perché vedo mia figlia sorridere, crescere, giocare: avere un bambino è sempre una gioia, ma lo è ancora di più al termine di un percorso tanto denso e faticoso”. Marianna ha 40 anni e insieme a suo marito, ormai quattro anni fa, ha scelto la Procreazione Medicalmente Assistita. I trattamenti di PMA richiedono un cammino non facile, estremamente impegnativo. “Tutto è iniziato con una diagnosi di astenozoospermia per mio marito: si tratta si un’alterazione del seme maschile che comporta una ridotta motilità degli spermatozoi. È stato un duro colpo e, purtroppo, sull’uomo non esistono ancora tecniche di intervento. Ma non ci siamo arresi: da quel momento, abbiamo iniziato insieme un percorso. Il desiderio di genitorialità è stato più forte di tutto”, ricorda Marianna. La storia di questa coppia è la storia di tanti: secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2017 hanno usufruito di PMA oltre 78 mila coppie italiane per quasi 98 mila cicli iniziati e quasi 14 mila […]

Centro di procreazione medicalmente assistita dell’AUSL di Modena, la risposta d’eccellenza alla sterilità di coppia

Una struttura di riferimento per tante donne che ambiscono a esaudire il loro desiderio di maternità. Nei quasi 20 anni di attività, il Centro di procreazione medicalmente assistita (PMA) dell’Azienda USL di Modena, istituito nel 2002 all’interno dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, ha progressivamente acquisito un ruolo sempre più importante, diventando un punto di riferimento per le coppie con problemi di fertilità della provincia di Modena e non solo. Nella struttura di I livello, che afferisce all’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia diretta dalla dottoressa Giulia Pellizzari, le coppie vengono inserite in un percorso che prevede un approccio personalizzato e multidisciplinare con la presa in carico globale. L’iter prevede un primo colloquio con il medico, la programmazione di esami laboratoristici e strumentali eseguibili all’interno del centro e la successiva valutazione di idoneità della coppia al percorso terapeutico di I livello. Quando i criteri sono soddisfatti si procede con la terapia di stimolazione ovarica, la capacitazione del liquido seminale e la successiva inseminazione intrauterina, in varie combinazioni a seconda delle esigenze della coppia. Un lavoro di rete, che coinvolge anche i consultori del territorio e il Policlinico, centro PMA di II e III livello, sfociato nella recente definizione di un protocollo provinciale […]

Infertilità e sessualità, la nuova sindrome scoperta dai ricercatori dell’Università di Perugia e di Roma Tor Vergata

Il nuovo termine medico ‘Sindrome Infertosessuale’ identifica un circolo vizioso, offrendo gli strumenti scientifici per interromperlo Un team di ricercatori composto da scienziati delle Università degli Studi di Perugia (professor Giovanni Luca, professor Riccardo Calafiore e dottoressa Sara Parrettini) e Università di Roma Tor Vergata (professor Emmanuele Jannini – uno dei massimi esperti mondiali di medicina della sessualità – e dottor Andrea Sansone), ha effettuato un’accurata analisi della letteratura finalizzato ad individuare le ricadute dell’infertilità sulla sessualità, e ad indagare come le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) possano influire sulla salute sessuale della coppia. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Endocrinological Investigation.  Come spiega una nota dell’Università degli Studi di Perugia “l’infertilità coinvolge circa una coppia su sei, rendendo questo problema un fenomeno sociale, oltre che sanitario, di estrema rilevanza ed attualità. Fattori maschili, femminili e di coppia sono coinvolti nella patogenesi dell’infertilità, rendendo necessaria una valutazione multidisciplinare che coinvolga numerosi specialisti al fine di valutare la presenza di fattori di rischio e le possibilità terapeutiche”. Il ricorso alle tecniche di Pma, prosegue l’Unipg, “ha consentito a numerose coppie di ottenere una o più gravidanze: tuttavia l’eccessiva medicalizzazione della mancata fertilità rappresenta a sua volta un fattore di rischio per ulteriori problematiche a carico della sfera della salute sessuale”. Il team […]

Gravidanza a rischio, l’aborto sembrava l’unica soluzione: la piccola Marta salva grazie al coraggio dei medici

Marta è nata lo scorso 7 maggio. Prematura, pesava un chilo e 520 grammi e ancora per un mesetto dovrà restare nell’incubatrice della terapia neonatale. Deve la sua vita alla professionalità e al coraggio dei medici che hanno seguito sua madre Valentina quando durante la gestazione sono insorte gravi problematiche e l’unica prospettiva sembrava quella dell’interruzione della gravidanza. È la storia raccontata da ArezzoNotizie. Valentina e Gabriele, i genitori di Marta, sono arrivati da Pistoia all’ospedale San Donato di Arezzo per tentare il tutto per tutto, grazie alla tecnica della amnioinfusione che ha sopperito alla carenza di liquido amniotico che avvolgeva la bambina durante la gravidanza e che a un certo punto si era drammatica ridotto. Enrico Periti, medico dell’unità operativa della ginecologia del San Donato, ha proposto loro di tentare, poiché la coppia rifiutava l’opzione dell’aborto. “E noi accettammo, consapevoli dei rischi per il futuro della bambina ma anche decisi a non perderla”. Cos’è l’amnioinfusione “La signora aveva una grave assenza di liquido amniotico alla ventesima settimana di gravidanza. Una condizione molto grave: una scelta era quella di interrompere la gestazione e l’altra quella che le abbiamo prospettato al San Donato: l’amnioinfusione e cioè l’infusione di soluzione fisiologica all’interno della […]

Ulss 2, attivato il parto cesareo dolce

Il parto cesareo dolce è l’argomento del secondo video dell’(H)-Open week dedicata alla salute della donna, sui social e sul sito dell’Ulss 2 e reperibile al seguente link https://youtu.be/6JTr9hgwmDk La modalità “dolce” applicata al cesareo è stata attivata, mettendola a disposizione delle future mamme nei Punti nascita dell’Ulss 2 di Treviso, diretto dal dr Busato, di Oderzo, guidato dal dr Baccichet, di Montebelluna, diretto dalla dr.ssa Salmeri e di Conegliano, guidato dal dr Azzena. La metodica è in fase di attivazione anche nel punto nascita di Castelfranco, diretto dal dr. La Gamba. «Abbiamo cercato di rendere il momento della nascita quanto più possibile simile a quello del parto per via vaginale alle mamme che, per motivi diversi, non possono partorire con questa modalità»: spiega il dr Enrico Busato, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Ulss 2. Il parto cesareo dolce viene effettuato in sala operatoria anche con la presenza del papà, vicino alla futura mamma. I genitori possono seguire il momento della nascita attraverso un apposito telo dotato di finestra trasparente. Inoltre la mamma può spingere (come nel parto naturale) durante la fase di fuoriuscita della testa del bambino. Continua a leggere…