Una delle tante che aspetta di diventare madre

Racconto fotografico tra le donne che cercano una gravidanza, autoironiche, generose, fertili in mille, altre, sfumature. Una delle tante gravidanze. Una delle tante gravidanze mancate. Una delle tante gravidanze complicate. Si intitola Una delle tante il libro fotografico di Loredana Vanini, un percorso corale tra cento donne che hanno cercato o stanno cercando una gravidanza e ricordano, ognuno a modo loro, che percorso le ha portate a essere una comunità silenziosa e unita. Che non arriva immediata quanto i post con neo mamme o ventri che crescono in nove mesi ma che, non per questo, non hanno un corpo che cambia, anzi. Gli sguardi, come questi raccontati dalla fotografa romana, sono cambiati in ben più di nove mesi. Loredana ha cercato quegli sguardi per più di un anno, in tutta Italia (e non solo). Helen / Mi trovavo già da un’ora in sala riunioni, in piedi appoggiata al muro, ascoltavo esperti delineare la differenza tra identità sessuale e di genere. Mi piace partecipare a questi incontri, mi piace che mi portino a riflettere su realtà diverse dalla mia. E l’infertilità? Quante donne ci saranno, in questa enorme azienda, in questa stessa sala, nella mia condizione? Quando ti sei sentita (nella vita) una […]

“Storia di un bambino al microscopio”, ecco come spiegare ai figli la procreazione assistita

Lucia Maroni risponde alla domanda del suo piccolo: “Come sono nato?” e prova a rompere il tabù che tuttora imprigiona la PMA “Come sono nato?”, è la fatidica domanda che arriva a mamma e papà dal proprio figlio alla scoperta di sé. Una domanda che merita una risposta semplice e completa, anche quando la cicogna è arrivata con l’aiuto della procreazione medicalmente assistita. Un percorso di coppia coraggioso, che spesso arriva dopo anni di tentativi e una sentenza senza appello, un iter sanitario per nulla facile dal punto di vista fisico ed emotivo. Nasce con l’intento di spiegare ai bimbi nati da pma il loro arrivo in famiglia l’albo illustrato “Storia di un bambino al microscopio”, di Lucia Maroni (Publistampa Edizioni).Mamma milanese 40enne, Lucia Maroni, appassionata di teatro e pedagogia, durante le cure mediche della PMA si è resa conto di quanta reticenza ci fosse nel raccontare questa realtà. E così ha voluta testimoniarla in una dimensione onirica, immersa tra cellule al microscopio che si fondono con le stelle, una piccola “scintilla di desiderio” che diventa un “bambino vero”. Continua a leggere…

“Senza il Covid avrei realizzato il mio sogno di diventare mamma”: la procreazione assistita rallenta e molte coppie perdono la speranza

“Se lo scorso anno non ci fossero stati disagi per via del lockdown, probabilmente a quest’ora avrei già avuto il pancione”. È la testimonianza di una donna che tenta – invano – di diventare mamma, da ormai due anni, attraverso la Fivet (la fecondazione in vitro) e non si arrende nonostante le varie difficoltà. La signora in questione, infatti, si è rivolta all’ambulatorio di fisiopatologia della riproduzione umana e Pma di Conversano a febbraio del 2019, ma ancora oggi non ha ottenuto risultati. Da una parte le attese per i tentativi di ulteriori procedure, dall’altro: il Covid-19. Non è mai troppo tardi per fare tante cose, tranne che per diventare genitori.  In uno scenario in cui il fenomeno della denatalità dilaga in tutta Italia, la pandemia ha giocato un ruolo strategico, contribuendo alla riduzione di nuove nascite. Soprattutto quando le coppie che sognano di avere un bambino superano i 40 anni d’età e quindi decidono di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Continua a leggere…

Un aiuto ai bimbi prematuri dell’ospedale Buzzi: la campagna solidale per chi nasce ai tempi del Covid

L’ospedale milanese chiede aiuto per acquistare saturimetri, incubatrici e culle speciali: con la pandemia, infatti, si moltiplicano le necessità perché si sdoppia il percorso nascite tra mamme e neonati contagiati e non contagiati Sdoppiare il percorso nascite per assistere mamme e bimbi contagiate dal coronavirus ha comportato di fatto moltiplicare il bisogno di attrezzature e dotazioni tecnologiche. Per questo da oggi fino al 27 febbraio la onlus dell’ospedale lancia una campagna con numero solidale 45586. Le donazioni serviranno per acquistare saturimetri, incubatrici e culle speciali, fondamentali per curare adeguatamente i piccoli prematuri, che non hanno ancora maturato del tutto organi e apparati e non sono ancora capaci di adattarsi alla vita fuori dal grembo materno.In Italia ogni anno nascono oltre 30.000 prematuri (il 7% del totale). All’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano ogni anno vengono ricoverati quasi 500 neonati prematuri nel reparto di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale. “Con i bambini prematuri si va a tappe, la prima è il peso, poi la saturazione, e infine si deve terminare il pasto dal biberon – dice Alessandra, un’altra mamma -. Continua a leggere…

Torino: si addormenta incinta e con un tumore, si risveglia mamma e senza adenoma

L’avversarioLa paziente era ricoverata da qualche giorno nell reparto di Ostetricia ospedaliera 3 dell’ospedale Sant’Anna per un repentino calo della vista. Le indagini radiologiche avevano portato alla luce la presenza di un adenoma ipofisario sanguinante. Un piccolo tumore benigno posto nel centro della scatola cranica stava sanguinando, comprimendo così i nervi ottici. Nonostante le cure mediche il danno visivo era peggiorato nel giro di poche ore. La decisione di sottoporre urgentemente la paziente ad intervento neurochirurgico e contestuale parto cesareo è stata presa dal dottor Francesco Zenga, neurochirurgo responsabile della neocostituita Struttura Chirurgia del Basicranio e Ipofisaria del Dipartimento di Neuroscienze (diretto dal dottor Vincenzo Villari) e dalla professoressa Silvia Grottoli, specialista della Endocrinologia (diretta dal professor Ezio Ghigo).Parto urgenteLa gravidanza in corso alla 35esima settimana ha però reso necessario programmare anche il parto urgente. Per questo motivo nel giro di pochissime ore il blocco operatorio della Neurochirurgia della Molinette (diretto dal professor Diego Garbossa) si è trasformato in una sala polivalente per permettere il parto cesareo, l’assistenza intensiva del nascituro e l’intervento neurochirurgico. Continua a leggere…

La seconda vita degli embrioni “abbandonati”: che cosa dice la legge e che cosa manca

Gli embrioni considerati “abbandonati” lasciati nei centri di procreazione assistita sono moltissimi in Italia, ma non possono essere utilizzati in nessun modo. Manca ancora una legge che li renda disponibili per un’adozione o per la ricerca scientifica. Si chiama Molly Gibson ed è la bimba nata ad ottobre scorso negli Stati Uniti grazie all’adozione di un embrione da parte di una coppia infertile. I signori Gibson, infatti, dopo aver sperimentato le loro difficoltà procreative, decidono di rivolgersi ad una onlus cristiana, la Nedc (National Embryo Donation Center), che conserva gli embrioni congelati, donati da coppie che seguono un percorso di procreazione assistita e che alla fine decidono di non utilizzare. In Italia tutto questo, ad oggi, non sarebbe possibile: parlare di “abbandono” di embrioni e quindi di successiva possibilità di “adozione” è infatti fuorviante, oltre che non previsto dalla legge. Si può adottare un bambino abbandonato, un bambino nato, ma non un embrione. Contrariamente a quanto accade negli Stati Uniti, il nostro codice civile, infatti, non riconosce l’entità “embrione” e stabilisce che “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita”. Continua a leggere…

Le future mamme che fanno la chemio

In Italia ogni anno 400 donne scoprono di avere un tumore mentre aspettano un bambino. Qui la storia di una di loro e i consigli degli oncologi più esperti «Guarda come cresce. Vedi? I bambini se ne fregano della chemio». La storia di Francesca è tutta qui, in questa frase sfuggita alla sua ginecologa durante una delle ultime eco. Ginevra – si chiamerà così – nascerà a fine mese con un cesareo e sta bene, anche se la sua mamma ha un tumore ed è in cura da mesi. Francesca è felice, per ora non pensa al dopo: «Questa bambina sembra un dono. È arrivata all’improvviso a 43 anni, quando non ci credevamo più, ed eccola qua, nonostante tutto». Gravidanza e tumore: i trattamenti possibili «Si stima che oggi circa una gravidanza ogni 1000 si complichi con un tumore, in Italia parliamo di qualcosa come 400 casi all’anno, nella maggioranza neoplasie alla mammella. Ma le due cose possono coesistere e gli studi dimostrano che l’aborto in questi casi non aumenta le possibilità di guarigione delle donne» spiega Lucia Del Mastro, oncologa e direttrice della Breast Unit genovese, tra i centri di riferimento nazionali per la cura dei tumori in gestazione. «Se […]

Tre gemelle identiche nate a Bari: è un caso rarissimo. “La vita che vince sulla pandemia”

Si chiamano Marisol, Clarissa e Ginevra, sono tre gemelline completamente identiche, tanto che si ha difficoltà a distinguerle. Sono nate a fine novembre, e dopo 40 giorni in ospedale sono tornate a casa. Godono di ottima salute. Mamma Vittoria e papà Mario, di Francavilla Fontana, non potevano credere che si trattasse di una gravidanza trigemellare. La donna ad aprile scorso non si sentiva molto bene, in un primo momento ha pensato si potesse trattare del Covid, ed invece poi la bella sorpresa. Dagli accertamenti è emerso infatti che era incinta, e di tre gemelli. Tre meravigliose bimbe, figlie della pandemia. Un caso eccezionale perché sono nate dalla stessa cellula uovo fecondata: si tratta di gemelle omozigote. Continua a leggere…

Potenza, rischia di nascere in elisoccorso bimbo di ventisei settimane

Una corsa contro il tempo. Ha rischiato di partorire in volo la donna di Policoro trasportata con urgenza all’ospedale San Carlo di Potenza dove ha dato alla luce un bimbo di ventisei settimane.Un parto prematuro, fortunatamente andato a buon fine grazie al personale sanitario che l’ha assistita per quei 25 interminabili minuti a bordo dell’elisoccorso del 118, il medico Nicola D’Angrosa e l’infermiere Marco Illisano, e al comando di volo, guidato dal comandante di Babcock Italia, che gestisce il servizio di elisoccorso in Basilicata per conto del locale dipartimento Emergenza Urgenza 118, Salvatore Cannas, insieme al copilota Renzo Cassarino. Continua a leggere…

‘Partorire sorridendo’, a Licata le neo mamme potranno alleviare i dolori del parto

I dolori del parto sono definiti spesso come la sofferenza fisica più forte per un essere umano. Adesso, le future mamme che partoriranno nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Giacomo D’Altropasso di Licata (Agrigento), diretto dal dottor Luigi Li Calsi, potranno partorire ‘senza dolore’. Si chiama ‘Partorire sorridendo’ il progetto portato avanti dal primario e che sta avendo un grosso successo. Ma in cosa consiste? Le future mamme possono somministrarsi da sole un gas analgesico che rilassa, riduce il dolore del travaglio e può anche avere effetti euforizzanti. Come spiega Li Calsi ‘Partorire sorridendo’ “è il sogno di tutte le future mamme e da questo mese è diventata una realtà per le signore che partoriscono presso l’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Licata“. Dopo alcuni mesi di sperimentazione è stata infatti introdotta stabilmente una nuova metodica di analgesia medica nel travaglio di parto.  “Si tratta di una miscela di Ossigeno e Protossido d’Azoto, quest’ultimo conosciuto da tempo come gas esilarante, che la partoriente si somministra da sola tramite un dispositivo che libera l’analgesico con una valvola on-demand, cioè con un utilizzo in modo autonomo della gestante a secondo della percezione del dolore”, spiega il primario all’Adnkronos. Continua a leggere…