A Milano nasce il primo ospedale d’Italia dedicato interamente alla salute delle donne

Un ospedale dedicato interamente alle donne, il primo in Italia, con percorsi specifici per le varie fasi della vita, dallo sviluppo fin oltre la menopausa. E’ l’obiettivo dell’ospedale Macedonio Melloni di Milano, che da oggi – grazie a Regione Lombardia, l’Asst Fatebenefratelli Sacco e la Fondazione Onda – offrirà dei percorsi specifici dedicati alla presa in carico degli ambiti fisiologici e di sviluppo, delle patologie e delle necessità clinico assistenziali delle donne nelle varie fasce di età, integrandoli con quelli già esistenti, riservando particolare attenzione anche alla salute delle lavoratrici. Continua a leggere

Parole Fertili cresce ancora: le storie della community a teatro con “Quasi Genitori”

Roberta e Marco sono innamorati e felici e hanno un sogno in comune a molte altre coppie: avere un bambino. Uno, forse anche due. E perché no? Se arrivano, anche tre!Solo che il tempo passa e non arriva nessun bambino. La coppia inizia a vacillare tra alti e bassi, crisi emotive, delusioni e nuove speranze, sotto il peso costante (e sempre più pressante) del giudizio degli altri: “strano, quattro anni e ancora non hanno avuto un bambino…”; “non vogliono sacrificarsi per un figlio, mica come ai tempi nostri…”; “vogliono far carriera tutti e due”; “forse lei è troppo interessata alla linea…”; “ho sentito dire in giro che ci sono un sacco di coppie che non possono avere figli a causa dello stress”… e così via. È questo il cuore di “Quasi Genitori”, lo spettacolo teatrale a cura di MTM – Manifatture Teatrali Milanesi, nato dal progetto Parole Fertili e ispirato alle storie donate sulla community online www.parolefertili.it La pièce, sostenuta tra le iniziative di CSR di IBSA Farmaceutici Italia sul tema dell’infertilità e della genitorialità, è andata in scena venerdì 29 novembre al Teatro Litta a Milano, con i volti degli attori Sabrina Marforio e Filippo Renda, la regia di Claudio Intropido […]

«Così ho superato la morte dei miei figli»

Quando muore un bambino ancor prima di nascere o appena dopo la nascita, per la madre l’esperienza del lutto può portare persino alla follia. Erika Zerbini è una mamma che ha deciso di occuparsi di lutto perinatale a partire dalla sua esperienza personale. Ha aperto il blog Professione Mamma e ha cominciato ad entrare in contatto con psicologi e operatori. Accettando e superando quanto le è accaduto. Continua a leggere

L’artista che trasforma le ecografie delle mamme in meravigliosi dipinti colorati

Laura Steerman è un’artista irlandese di Dublino che ha avuto un’idea molto originale, trasformare le ecografie in dipinti colorati. In questo modo le future madri possono custodire un ricordo di quei momenti speciali sotto forma d’arte. Tutto ebbe inizio quando Laura, rimasta incinta della prima figlia a 35 anni, dipinse le sue ecografie, nel tentativo di rendere meno difficoltosa la lunga attesa e di aggiungere un po’ di colore a quelle foto in bianco e nero, che non le piacevano. Strada facendo ne dipinse altre, accorgendosi che quelle immagini erano fonte di ispirazione continua. Continua a leggere

«Non dimenticatevi di noi orfani invisibili dei femminicidi»

«Noi li chiamiamo vittime delle vittime perché questi ragazzini e bambini sono doppiamente vittime: perdono la mamma, assistono a violenze inaudite anche prima del femminicidio». Diana Palomba è un avvocato e guida l’associazione no profit Feminin Pluriel Italia, un network internazionale di donne imprenditrici che sostiene progetti a favore delle donne e che ha focalizzato la sua attenzione sugli orfani di femminicidio. Continua a leggere

Fecondazione assistita, non esiste un maggior rischio genetico. Il parere di Marina Baldi

Il rischio genetico di far nascere un bambino con anomalia genetica o congenita è del 3%, sia con una gravidanza naturale che assistita. Si tratta di un rischio che non è prevedibile con alcun tipo di test né procedura assistita. A seguito del doloroso episodio di cronaca del bimbo malato nato all’Ospedale Sant’Anna di Torino, la Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), riunita in questi giorni a congresso a Milano, intende fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di procreazione medicalmente assistita per ribadire la necessità di una corretta informazione e comunicazione alle coppie. Continua a leggere

Avere un figlio dopo un cancro al seno

Quando riceve la diagnosi di cancro al seno è il luglio del 2007; Sara ha 31 anni. Carcinoma alla mammella non ormono responsivo. All’epoca è una ricercatrice in Oncologia molecolare presso l’Università di Tor Vergata e sa che cosa significa trovarsi da un giorno all’altro dall’altra parte del vetrino. E sa anche che cosa vuole dire quando aggiungono che il cancro è in metastasi perché si è già diffuso nei linfonodi ascellari. Continua a leggere

In Italia 32.000 neonati prematuri l’anno, ben assistiti nel 90% dei casi

In Italia 32.000 bimbi ogni anno nascono prematuri, e quindi predisposti a una serie di rischi, che possono avere conseguenze per tutta la vita, ma che sono in buona parte evitabili se i neonati sono seguiti in modo corretto dalle prime ore di vita e soprattutto dopo la dimissione attraverso un follow up sistematico. E, a farlo, sono oltre 9 su 10 delle Terapie intensiva neonatali, ma ancora pochissime seguono il bimbo fino ai 3 anni. A fare il punto è la prima indagine realizzata dalla Società Italiana di Neonatologia (Sin), in vista della Giornata Mondiale dei nati prematuri che si celebra il 17 novembre. Continua a leggere

Incinta dopo il tumore, la battaglia vinta di Francesca: «Mi dissero non avrai più figli»

SENIGALLIA  – Sembrava si fossero ripresentati i sintomi del tumore, sconfitto due anni prima, ma, contro ogni aspettativa, ha scoperto invece di essere incinta. Ora è al sesto mese. «Si chiamerà Vittoria – racconta Francesca Olivi, 41enne commerciante con la passione per la moto -. Dopo la chemioterapia mi avevano detto che non avrei potuto avere figli. Ne avevo già due per fortuna. Così nei mesi scorsi, quando mi sono comparsi i primi sintomi della gravidanza, ho temuto si fosse ripresentato il linfoma non Hodgkin. Erano simili infatti ma tanto sapevo che figli non ne avrei più potuti avere, quindi non ci pensavo proprio». Continua a leggere

Tumore al seno in gravidanza, la storia di speranza di Valentina: “Si può guarire”

Mamma e avvocato 47enne di Genova, Valentina ha scoperto dieci anni fa di avere un tumore al seno, in una forma particolarmente aggressiva chiamata triplo negativo in quanto non rispondente ai tre principali protocolli terapeutici disponibili. E lo ha saputo mentre era incinta del suo secondo figlio. Ma la sua storia, anche grazie alle capacità dei ricercatori, ha avuto un lieto fine che oggi, in un discorso pieno di speranza, Valentina ha avuto il coraggio di raccontare di fronte presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura al Quirinale dell’evento ‘I giorni della ricerca‘, promossi da Airc, la Fondazione per la Ricerca sul Cancro. “Oggi dal tumore al seno si guarisce, anche in gravidanza”, ha detto la donna. Continua a leggere