Diagnosi delle patologie ginecologiche benigne che possono provocare infertilità

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In occasione della prima visita per infertilità di coppia il ginecologo porrà attenzione alla diagnosi accurata delle condizioni che possono impedire il concepimento. Per la partner femminile, i principali elementi da valutare sono: la normale morfologia e funzione degli organi riproduttivi (utero, ovaie e tube di Falloppio).

Gli esami strumentali che consentono queste valutazioni sono principalmente:

  1. Ecografia ginecologica endovaginale 2D/3D: offre una chiara visualizzazione dell’ecostruttura e della morfologia della pelvi femminile in maniera non invasiva, permettendo di diagnosticare patologie a carico dell’utero (polipi, miomi, malformazioni) e degli annessi (cisti ovariche, endometriosi, dilatazioni tubariche).
  2. Isterosalpingografia/Sonoisterosalpingografi: metodica di indagine radiologica o ecografica per la valutazione della pervietà tubarica.
  3. Isteroscopia: metodica considerata gold standard per la visualizzazione diretta della cavità uterina (isteroscopia diagnostica) o il trattamento di patologie uterine (isteroscopia operativa) quali polipi endometriali, miomi sottomucosi, setti uterini, aderenze intra-uterine.

Attraverso questi esami, le patologie più frequentemente riscontrate nelle donne infertili sono:

  • patologie uterine: fibromi, polipi e anomalie uterine (utero unicorne, utero bicorne, utero setto);
  • patologie annessiali: cisti ovariche e anomalie della funzionalità tubarica;

 

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