Infertilità secondaria, quando il fratellino non arriva

Secondo recenti statistiche, ne soffre 1 genitore su 10. Quali sono le motivazioni di questo problema e come si può intervenire

Ci sono volte in cui, chi ha concepito un figlio senza problemi, si ritrova a dover abbandonare l’idea di una seconda gravidanza perché scopre di avere problemi di infertilità. In “gergo” si chiama infertilità secondaria e, secondo recenti statistiche, ne soffre 1 genitore su 10.

Ma quali sono le motivazioni di questo problema e come si può intervenire?

Come nel caso dell’infertilità primaria, il tempo approssimativo per sospettare che ci possa essere un problema è dopo circa 12 mesi di rapporti sessuali continui non protetti, periodo che si riduce a 6 mesi nel caso di donne con più di 35 anni. L’infertilità secondaria condivide molte delle stesse cause dell’infertilità primaria e può colpire sia le donne che gli uomini.

Nel 40% dei casi l’infertilità secondaria è correlata ad un problema relativo al liquido seminale, nel 30% delle ipotesi è connessa ad una disfunzione ovarica, nel 20% dei casi è determinata da una patologia come l’endometriosi, mentre nel restante 10% delle ipotesi questa ha un carattere idiopatico, ossia non è possibile procedere all’individuazione di una causa specifica.

Tuttavia, la causa principale dell’infertilità secondaria nelle donne è l’età. In Italia l’età media delle madri alla nascita del primo figlio è molto cresciuta negli ultimi anni: se consideriamo che in questo caso stiamo parlando di concepire un secondo figlio, è facile immaginare come l’età sia di conseguenza ancora più alta. 

Tra gli accertamenti più opportuni è consigliabile innanzitutto un esame del sangue finalizzato ad accertare i livelli ormonali. Qualora il medico lo ritenga opportuno, inoltre, potrà indicare un esame come l’isterosalpingografia per valutare eventuali problemi alle tube di Falloppio e la laparoscopia per verificare la presenza di endometriosi o fibromi uterini. Per quanto riguarda una sospetta infertilità secondaria correlata al partner maschile l’esame di routine consiste nello spermiogramma

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