Parità di genere, Farmindustria: il calo di natalità si combatte con lavoro femminile e welfare

Dal convegno “Le imprese del farmaco per la natalità, welfare e cure” una riflessione sul lavoro delle donne nel settore farmaceutico e sulle politiche aziendali a favore delle famiglie

Il declino demografico del nostro Paese è sempre più un problema sociale ed economico. I nati in Italia nel 2021 per la prima volta sono scesi sotto la soglia dei 400mila. Il calo della natalità è soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più complesso che coinvolge le istituzioni, le aziende e la società civile. Nella Giornata internazionale della donna, Farmindustria ha promosso insieme con la Fondazione Onda un evento su “Le imprese del farmaco per la natalità, welfare e cure”, per sottolineare l’importanza di un impegno concreto per invertire il trend demografico ribassista. Secondo le stime Istat, infatti, la popolazione residente passerà dai 59,6 milioni di abitanti nel 2020 ai 58 nel 2030, fino a 54,1 nel 2050 e ai 47,6 milioni nel 2070. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.

Welfare, ricerca e giovani

Il convegno, che si è svolto a Roma e al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, Francesca Merzagora, presidente della Fondazione Onda, Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, Marco Marsili, direzione centrale delle statistiche demografiche e del censimento della popolazione Istat, diversi rappresentanti delle istituzioni e delle aziende farmaceutiche, è stato l’occasione per fare il punto sulle azioni da intraprendere. Tre i temi principali: welfare, ricerca e giovani. “Il bilancio di genere che fa il Mef ogni anno – dice Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria – sottolinea che per sostenere la natalità e la parità di genere servono politiche sistemiche e i dati dell’Ispettorato del lavoro mostrano che la difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro causa l’85% delle dimissioni. Oggi discutiamo del perché e del come nel settore farmaceutico le donne possono fare figli e le famiglie crescere grazie a politiche aziendali che lo favoriscono. Le aziende del nostro settore promuovono la natalità e anche il percorso professionale delle donne”.

Occupazione delle donne

Per quanto riguarda l’occupazione femminile, nelle imprese del farmaco, come sottolinea Farmindustria, le donne rappresentano il 43% del totale degli addetti, molto più che negli altri settori (29% in media). Una quota che è identica tra i dirigenti e i quadri. Nella ricerca poi, superano il 50%. Tra gli under 35 la presenza femminile arriva al 50% con punte del 55% tra dirigenti e quadri. “Nel nostro settore – evidenzia Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, nel suo intervento introduttivo – le donne sono il 43% del totale occupati, di gran lunga superiore alla media delle donne impiegate nel settore industriale, che è del 30%. Un numero importante. La parità per noi non è solo uno slogan numerico, ma è qualcosa di concreto: le donne e gli uomini hanno gli stessi incarichi e la possibilità di carriere identica. Anche tra i giovani sotto i 35 anni più della metà sono donne. Lavoriamo sul ricambio generazionale in maniera equa e senza distinzioni”.

Welfare aziendale

Un altro aspetto sottolineato nel convegno è il modello di welfare aziendale adottato dalle imprese del farmaco, al fine di favorire la conciliazione vita-lavoro, soprattutto delle donne, principali caregiver della famiglia. Nel 91% delle aziende sono presenti da molto tempo, anche prima della pandemia, forme di flessibilità oraria e misure come il part time, lo smart working; la flessibilità in ingresso e uscita, i permessi retribuiti aggiuntivi.

Sostegni alle famiglie

Nel 60% delle aziende farmaceutiche ci sono anche sostegni per gli asili nido, l’assistenza domestica, l’istruzione dei figli. Spesso si adottano anche congedi e aspettative per maternità/paternità più estesi rispetto alla legge e al Ccnl e benefit aggiuntivi come lavanderia, take away, calzoleria, mense aziendali, trasporto collettivo, comprese forme di sanità integrativa, campagne di prevenzione e vaccinazioni, screening periodici e pacchetti check-up.

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