Ti ho immaginato. Tantissime volte. Mi sono vista, lì con te e con il tuo papà, a fare i primi passi nel mondo, a scoprire una vita bellissima. I tuoi occhi, possibilmente verde speranza, la prima parola, i primi passi, il primo giorno di scuola. Finora ce l’ho messa davvero tutta per far sì che il nostro sogno diventi realtà, ma credo che sia giunta l’ora di cambiare sogno.
Lo ammetto, a cuore aperto, perché per te ho vissuto un misto di emozioni, a metà strada tra la voglia stanca di continuare il percorso della Pma e l’irrefrenabile desiderio di sentirmi libera da ogni costrizione; appuntamenti, scadenze, speranze, iniezioni, dolori e delusioni. Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per far sì che funzionasse, che tu potessi trovare una casa dove crescere. Mi sono ripromessa, tempo addietro, di darmi fino a tre tentativi. Poi avrei pensato a una diversa strategia. Insieme ai tre tentativi sono passati anche tre anni e con essi la mia fiducia.
Sia ben chiaro, tu resti sempre molto vivo nella mia fervida immaginazione, ma devo continuare a poter vivere una vita bellissima anche senza averti fisicamente tra le braccia. Dicono che ci siano tanti modi di vivere la genitorialità, ebbene forse è giunto il momento di percorrere quella strada. Altre persone definiscono questa decisione una facile arrendevolezza. Per me invece ha proprio i colori accesi del coraggio.
Vorrei tanto che tu ci fossi nel mio futuro, ma se così non sarà, continuerò a fare questo, fotografare i miei pensieri con parole su carta. E forme d’amore al di là del possibile.
(Credits immagine: Marcos Paulo Prado)