Ho 42 anni e una figlia di 9 arrivata naturalmente. Da quasi 7 anni cerchiamo, invano, di darle una sorella o un fratello. Siamo passati attraverso tutte le indagini mediche che fanno le coppie con infertilità primaria che non hanno dato nessuna risposta. Abbiamo tentato 2 inseminazioni intrauterine andate entrambe male. Non abbiamo voluto proseguito con la FIVET o la ICSI sia perché il nostro conto era già abbastanza prosciugato, sia perché non accettavamo l’idea di concepire in una provetta dopo che la nostra prima figlia era arrivata con un atto d’amore di cui ci ricordavamo tutti i particolari…
Cominciamo a valutare l’adozione. Ci diciamo che forse quello di accogliere un figlio non concepito da noi sarebbe stato un atto d’amore più grande. Usciti dall’ospedale dopo aver comunicato ai medici che non intendiamo proseguire, ci arriva la telefonata degli assistenti sociali che ci comunicano che siamo stati aggiunti al corso di formazione che sarebbe partito da lì a 10gg. Inutile dire che lo prendiamo come un segno! Facciamo il corso, le analisi, le sedute dalla psicologa, il corso con altri psicologi, raccogliamo documenti e certificati di ogni genere, incontriamo giudici e giudici fino alla comunicazione della nostra idoneità all’adozione! Siamo felici e soprattutto certi che la strada intrapresa è quella giusta…purtroppo però passano i mesi, gli anni e non arriva mai nessuna chiamata. Tra pochi mesi la nostra istanza scadrà e se vorremo continuare dovremo rifare tutto da capo…
Siamo credenti. Sappiamo che i tempi di Dio non sono i nostri tempi,ma non possiamo accantonare la nostra umanità e la nostra immensa frustrazione nel non riuscire in qualcosa che in passato era stato così facile. Comincio ad interrogarmi su dove abbiamo sbagliato. Se ci siamo arresi troppo presto con il percorso medico, se non siamo abbastanza insistenzi nel chiamare a destra e sinistra per capire perché questo figlio non arriva nemmeno “dalla porta”. Nel frattempo le difficoltà di ogni giorno non mancano:abbiamo impiegato tutte le nostre forse economiche per ristrutturare una casa grande che potesse accogliere un altro figlio e l’abbiamo fatto senza fermarci pensando che se ci avessero chiamato, saremmo dovuti essere pronti… e neanche questo ha avuto senso.
A volte mi sento ridicola a sperarci ancora. Mi sento dire che il mio miracolo arriverà anche naturalmente, ma intanto il mio corpo si rende disponibile poche volte ad un rapporto sessuale perché non ci trova più nessun senso…
Nel frattempo osservo mia figlia crescere da sola e mi rendo conto che se dovesse arrivare adesso, lei non ne trarrebbe più giovamento rispetto a quando era più piccola. Ormai il suo carattere è formato:non saprà mai cosa significa avere un complice, una spalla, un amico per sempre…
A questo si aggiunge la fatidica frase che mi sento sempre ripetere:”ma almeno tu una figlia ce l’hai. Pensa a chi non ne ha neanche uno”…già:perché i figli sono come i cioccolatini; se già ne hai preso uno, lascia gli altri a chi non ne ha, sii altruista!